L’altra radio. San Benedetto del Tronto

l'altra radio san benedetto 1Emittente di San Benedetto del Tronto fondata il 25 luglio 1977 per iniziativa di alcuni imprenditori del Piceno, il nome L’Altra Radio viene assunto per distinguerla dall’altra emittente cittadina, Radio 102.  I cinque soci fondatori furono Pietro Guidi Massi, Livio Pedrini, Fernando Bianchi, Renato Di Cecco e Paolo Calcagni.  Venne trovato un locale nelle vicinanze della zona portuale di San Benedetto del Tronto da cui iniziarono in via del tutto pionieristica le prime trasmissioni, con un unico ripetitore,la frequenza era 90,800 mhz.  La sede era in via Formentini 74 a San Benedetto del Tronto. Nel corso degli anni ’80 l’emittente migliora sia dal punto di vista dei programmi che sotto l’aspetto tecnico: si fanno le prime trasmissioni con le telefonate in diretta, inizia il Juke-box, l'altra radio san benedetto 2si fanno i primi “notturni” (che a quel tempo duravano tutta la notte) con tanto di spuntini e qualche “dolce” visita agli studi), si aumentano le frequenze (con il ripetitore 100,700 mhz in Abruzzo) ricorrendo anche ad apparati autocostruiti, si allestiscono i nuovi studi nel “Paese Alto” (in via Conquiste) di San Benedetto del Tronto. In questo periodo si comincia a seguire da vicino anche il calcio, cioè la Sanbenedettese, con le radiocronache delle gare domenicali sia in casa che in trasferta (a volte vere e proprie imprese, dati i pochi fondi a disposizione), l’Altra Radio inizia e forma al giornalismo tanti giovani che poi sarebbero diventati dei professionisti: qui sono nati o passati i vari Remo Croci (oggi a Mediaset), Maurizio Compagnoni (poi a Telepiù), Arduino Carosi (oggi a Il Corriere Adriatico), Pasquale Bergamaschi (oggi a Il Resto del Carlino) e Gianfranco Cellini.  All’inizio del nuovo millennio da una costola della popolare trasmissione Tutto il Piceno minuto per minuto, nasce per scommessa la versione cartacea del programma, dove si raccontano le battaglie calcistiche della Samb, ma anche le imprese delle squadre calcistiche minori, come il Porto d’Ascoli, il Grottammare, Centobuchi etc.  tutto questo viene documentato dalla Gazzetta Rossoblu diretta da Gianfranco Cellini, con collaboratori Graziano Scartozzi, Giorgione, Alessio Perotti ed altri che lanciano la sfida nei confronti di un altro giornale sportivo con grande successo e una tiratura di 5000 copie. Nei programmi giornalieri de L’Altra Radio non mancano personaggi che in qualche modo lasciano il segno:  Ditelo con un disco, condotto da Donatella Marchionni (scomparsa giovanissima), continuato con Katia e dopo pochi anni da Angela Speca.  Poi il compianto Gino Ricci con un programma che attirava un pubblico più adulto fatto di musica classica, Remo, Raffaele, Paolo Santirocco per la dance, Franco (il mattatore pomeridiano), Svano, Roberto & Marcello (col programma mattutino e con Morti di nebbia), Maurizio che per molti anni ha condotto L’altra notte insieme ad Acrelio, Bremo col suo Primoliveshow in onda la domenica, il Wake up in onda tutte le mattine e la Top 20 del sabato, Freddie (ideatore del Pomeriggio Ok), Sante Troli, Paolo, Antonella (la Maga), Pietro, Elio Giobbi, Giovanni Pariscaini, Paolo Canà, Deborah, Francesca, Vom, Sunny Dj, Ermanno Carulli, Angelo Carestia (Attenti a quei due, scheggia quotidiana fatta di grandi risate). L’emittente era cresciuta arrivando a coprire quasi interamente le province di Ascoli, Macerata e Teramo.  Nel 1990 l’arrivo della legge Mammì cambia radicalmente il panorama tutto a svantaggio delle realtà radiofoniche locali e a vantaggio dei network nazionali. Con la comparsa dei primi network all’inizio degli anni ’90 molte emittenti decidono di vendere ai network nazionali: scompaiono Radio 102, Radio Ponte Marconi e la giovane Radio Futura. 

L’Altra Radio invece resiste all’assalto dei network, cambia editore  (arriva Pietro Guidi Massi, già editore di Tvs Onda Sanbenedettese) e si struttura superando i giradischi e i registratori a bobina, per rimpiazzarli con strumenti digitalizzati e con alto tasso di informatizzazione e ripetitori a norma di legge.  Con l’avvento del digitale terrestre però anche la nuova proprietà della radio cade nella scelta di vendere al miglior offerente (al gruppo Mondadori per R101). Il 26 ottobre 2006 alle 11,30 Angela Speca saluta i propri ascoltatori con le lacrime agli occhi per l’ultima volta: L’Altra Radio cessa di esistere.

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