Radio Genova 101

RADIO GENOVA 101

RADIO GENOVA

Emittente di Genova nata per iniziativa di Gian Luigi Corti e Marco Paolessi, due ex elettronici della Philips e soci della ELit, società che costruisce banchi di regia delle prime emittenti radiotelevisive private. La radio locale, con sede nella casa vescovile in via Canevari 189 è una delle prime della città, trasmette sui 101.05 per mezzo di un Philips a valvole ed arriva fino a Bogliasco e Sestri Ponente. Nel cast ci sono anche Giacomo Corti (figlio del fondatore), Giulio Morbidelli (Supergiulio), Carlo Trapani (oggi ideatore di Fnn Network), Gianni Volpi, Franco Avanzini (sport) e Anny Canestrini. Il successo è immediato tanto che l’emittente chiede 50 mila lire per 4 passaggi giornalieri pubblicitari. Nel 1976 (n. 46 del marzo) viene censita dalla Rivista Suono Stereo. Si sposta a Bogliasco vicino alla galleria ma cessa di esistere per motivi economici nel 1986 quando cede a Radio Quasar. 

Giacomo Rossi, figlio del fondatore, ci ha inviato il seguente ricordo:

“Negli anni ’60 e successivamente, a Genova non esisteva quasi nulla, escluso qualche “band” – le discoteche non esistevano ancora o almeno ne esistevano pochissime, tipo il PAIPS di Nervi e la Soffitta se non erro, in quel di Genova. Perchè, Vi chiederete, racconto tali avvenimenti?  Sono un “nostalgico” genovese e, mi piace fare dei grandi “remember” storici… Nel 1965 o giù di lì, la Philips toglie la sede in Genova e, manda a casa i suoi elettronici, tra cui mio padre ed un suo amico di cognome Paolessi. Si coalizzano entrambi per il “pane quotidiano” (hanno vari figli) e si industrializzano a creare qualche cosa di nuovo, per i cantanti liguri. Affittano un pezzo di terreno in Via dell’Ombra, proprio vicino a Via Isonzo e, cominciano a costruire le prime casse acustiche giganti da 1.500 watt: ma per chi? Siccome mio padre era stato a suo tempo compagno di classe del padre di Michele, che allora, più o meno dal 1963 era all’inizio de4lla sua carriera, costruiscono, appunto per Michele 2 casse acustiche da 1.500 watt con tanto di aste alte 3 metri. I Woofer erano della JBL fatti arrivare appositamente dall’allora Germania, mentre i midrenge e twitter erano della RCF. Un connubio strano, ma estremamente efficace per le frequenze cantorie di Michele. che rimase entusista di tali opere artigianali. Visto il successo, come dire per “passa parola”, si costruirono altre casse acustiche per Bruno Lauzi, Joe Sentieri, Gino Paoli, per quel che mi ricordo. C’è di più ancora: La ditta di mio padre. dopo aver lasciato la Philips, si chiamò ELIT e, nel tempo, diventammo agenti (io) plurimandatari della IKEGAMI (telecamere a colori da studio), casse acustiche della Deltec di Como, mixer a colori audio e video della Sony, aste, microfoni tedesci con molettina, etc.  Vi ricordare di TVS? Di Telerapallo, di Telegenova, di Telenord etc.? Io sì e molto oso dire, perchè “noi”, fummo quelli che costruirono i banchi di regia delle prime televisioni e radio non solo di Genova ma anche in Italia. Partecipai, così a tantissimi meravigliosi ricordi di “fatica”, , come quello di un Natale a Telegenova, che durante la finitura di lavori, essendo carente di un “cameramen” mi chiesero di farlo gratis per loro. Due telecamere in diretta tra cui ” Coleman ed io ” vi era allora Gian Luigi Corti – padre -). Ebbi anche la fortuna di aver conosciuto il padre di Carlo Trapani, quello di oggi che ha la sua FNN Networck., e tanti altri signori legati alle prime tele-radio genovesi, come Alberto e Michele Monti ed altri delle riviere.

Sulle frequenze del tempo, quando si potevano occupare con un determinato segnale di frequenza, io ed altri amici, con l’aiuto di mio padre buonanima che lavorava in quegli anni alla Philips di via Isonzo (reparto elettronica) ci mettemmo in quattro per realizzare la ns. radio pirata. La frequenza che usavamo era 101.05. Noi trasmettevamo allora, nella casa vescovile sopra a via Carso (mio padre conosceva il Vescovo di Genova per…lavori) abbastanza vicino ove oggi, vi è il ripetitore della RAI. L’antenna era posizionata all’interno (sul tetto) del palazzo che è contornato da muri alti; praticamente, poteva sembrare un ramoscello ma, non si vedeva quasi affatto.  Il Trasmettitore era un Philips a valvole donato da mio padre (la Philips voleva buttarlo via); altri apparati per trasmettere tra cui i primi giradischi stroboscopici della Lenco e Mixer di La Fauci. Siccome eravamo “misci”, abbiamo realizzato i primi “sponsor” nella zona tra Manin e la fermata superiore della funicolare del Righi. Chiedevamo allora 50 mila lire per 4 passaggi giornalieri. La faccenda funzionò egregiamente, tanto è vero che, in seguito ci spostammo a Bogliasco. Infatti, il nostro segnale arrivava sino a Bogliasco e Sestri Ponente. Considerando tal fatto, come detto, ci spostammo sopra al tetto della casetta rossa a fianco della galleria di Bogliasco, con una antenna più potente ed altre apparecchiature più valide. Cosa è successo dopo? Per problemi di forniture varie, si dovette vendere la frequenza.

Giacomo Rossi.

Per visionare le interviste iscrivetevi al canale youtube di Massimo Emanuelli

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