Radio Onyx Campione d’Italia.

RADIO ONYX

Emittente di Campione d’Italia, nuovo nome di Radio Excelsior del maestro Tullio Gallo (direttore di orchestre sudamericane) attiva dal 1976. Dal 1988 prende la denominazione di Radio Onyx Star 3, ma è a tutti nota come Radio Onyx.  Oggi ha sede in via G. Garibaldi,  95 a Porlezza (Como), irradia i suoi programmi dai 98,800 e dai 98,200 mhz. Copre la provincia di Como e il Canton Ticino. E’ diretta da Alessandro Rampani. 

24 aprile 2001
UNA LETTERA
Il 4 aprile scorso, Alessandro Rampani di Radio Onyx Star di Porlezza (Como), accorgendosi del silenzio impenetrabile della stampa e delle grosse televisioni (Rai compresa) sul dramma di molte emittenti locali che a settembre si troverebbero di fronte ad ostacoli probabilmente insormontabili a causa di una legge ingiusta, ha acceso il suo computer (un tempo si sarebbe detto ha preso carta e penna) e ha inviato una lettera al senatore Di Pietro. Dopo aver sintetizzato quelle che sono le palesi ingiustizie della legge 66 e la decisione del Conna di opporsi con tutte le forze possibili (legali) alla sua applicazione, nella lettera descrive quella che è la sua vita radiofonica, simile a quella di tanti altri titolari di radio: “…la mia è una ditta individuale a gestione familiare e fino ad oggi, nonostante mille difficoltà, sono riuscito a campare con i miei 4 figli, svolgendo un buon servizio, tanto è vero che la Prefettura di Como e la locale Comunità montana Alpi Lepontine hanno riconosciuto (per iscritto) che l’emittente svolge un servizio di grande importanza, assicurando tra l’altro interventi mirati in difficili situazioni di visibilità (le nostre strade al confine con la Svizzera sono ad alto rischio di frane, smottamenti e valanghe) e nella stagione buona dando supporto ad una serie di indicazioni promozionali turistiche”. Elencata puntualmente la serie incredibile di ostacoli e di imposizioni subite da tutte le stazioni locali che ben conosciamo, quelle che nei nostri scritti più volte abbiamo classificato semplicemente come “violenza”, Rampani conclude annunciando il ricorso del Conna al Tar del Lazio. In periodo elettorale i candidati sono particolarmente “ricettivi”, e se si trattasse di avere sostegno e promesse anche dagli stessi politici che fino a ieri hanno fatto di tutto per sotterrare anche l’ultima impresa locale grandi ostacoli probabilmente non ce ne sarebbero. Un particolare per nulla trascurabile però rende attendibile e sincera la lettera di risposta scritta dal senatore Antonio Di Pietro che riproduciamo integralmente: le sue dichiarazioni in favore dei mezzi alternativi di informazione (radio e televisioni locali principalmente) fatte in tempi non sospetti cioè lontani da elezioni o da fattori di convenienza. Il Conna è quindi grato al senatore Di Pietro anche per il sostegno che dà alla nostra linea impostata sulla difesa legale e non su strilli e vendette personali.

Questa la lettera di risposta a Rampani:

Busto Arsizio, 11 aprile 2001

Gent.mo signor Rampani,

rispondo alla Sua email del 4 aprile 2001. Conosco le problematiche connesse alla sopravvivenza delle emittenti locali e anch’io ritengo assurdo l’obbligo di assunzione di due dipendenti per poter trasmettere.
L’idea del ricorso al T.A.R. è allo stato attuale l’unica percorribile.
Io da parte mia, continuerò a sostenere la Vostra causa.

Auguri di buona Pasqua!

Antonio Di Pietro

21 giugno 2001
SUL DIRITTO D’AUTORE

Alessandro Rampani di Radio Onyx Star di Porlezza (Como), ben conosciuto da quanti ci seguono, ha avanzato delle proposte sulla Siae che riteniamo meritino un pubblico dibattito. Scrive Rampani: “La mia radio come probabilmente molte altre, riceve dalla Germania, Svizzera e dalla Gran Bretagna del materiale sonoro, in genere CD, nella speranza che il loro prodotto venga diffuso e lo fanno con una dichiarazione che ci autorizza alla libera e gratuita esecuzione via etere. Ho quindi ben pensato di chiedere a tutti i produttori delle case discografiche italiane o straniere presenti nel nostro Paese che inviano supporti musicali, una liberatoria intesa ad autorizzarmi ad usarli liberamente, esonerandomi da qualsiasi pretesa economica sul diritto d’autore o altro”. Sembrerebbe la soluzione migliore quella di Alessandro e, invece, a nostra opinione non lo è. Già in tempi lontani avemmo modo di esaminare in tutte le pieghe i vari problemi guardandoli da tutte le angolazioni, non sentendoci infine di mandare allo sbaraglio le emittenti nostre rappresentate come altri hanno fatto. Una associazione, pur di far piacere a questo o a quello deve fare molta attenzione nello scegliere una strategia, perché portare avanti una posizione errata può significare un grave colpo alla propria credibilità; guai a sbagliare. Furono queste le considerazioni che ci portarono a scegliere la famosa (e vincente) strategia dell’anticipo delle 10 mila lire come segno di buona volontà, “in attesa di conoscere l’entità di un equo compenso”.
L’autorizzazione delle case discografiche funzionerebbe se gli artisti, o comunque gli esecutori, non fossero iscritti alle società per la protezione del diritto d’autore tedesche, svizzere, britanniche ecc.. con le quali la Siae italiana è convenzionata. E quanti sono gli artisti che hanno rinunciato a percepire i proventi delle loro opere visto che non è possibile “incassarli” in proprio? Un buon numero, ma sempre una infima minoranza rispetto ai loro colleghi, specie quelli di maggior successo. Ammettiamo pure che una emittente decida di valersi esclusivamente dell’opera di artisti liberi da ogni vincolo; è pensabile che una radio possa escludere totalmente i suoi ascoltatori rispetto alla produzione corrente? Eppoi basterebbe una musica qualsiasi protetta dalla Siae inserita in uno spot pubblicitario consegnato da una concessionaria per invalidare qualsiasi proposito di indipendenza. Supponiamo allora che artisti iscritti alla Siae e case discografiche decidessero all’unisono di “liberare” le emittenti radiotelevisive da ogni onere. Non potrebbero farlo perché l’artista e l’editore, nel momento in cui affidassero alla Siae la percezione del diritto d’autore, anche loro se volessero eseguire a fini di lucro le composizioni sarebbero considerati a tutti gli effetti come utenti utilizzatori qualsiasi. E’ sulla base di queste considerazioni che già in tempi lontani finimmo per stipulare insieme ad altre associazioni una convenzione con la Siae su basi percentuali differenziate (tra l’altro, fatte tutte le deduzioni, gli iscritti al Conna hanno diritto ad uno sconto del 10 per cento). Il problema, al momento non viene tanto dalla Siae, ma da pretendenti su presunti diritti fonomeccanici come quel “consorzio” che si è convenzionato con la Frt , di cui abbiamo già parlato ne “Il miracolo del vino” il 25 maggio 2001 (cliccare qui per leggerlo).Tali richieste a nostro giudizio non hanno fondamento perché nel 1941 quando venne emanata la legge sul diritto d’autore, i produttori di supporti fonomeccanici (i primitivi 78 giri) avevano bisogno di incentivi per sviluppare la produzione, non erano insomma al livello delle contemporanee multinazionali discografiche “Cinque sorelle” che mettono in vendita un disco cd a 40 mila lire. Tuttavia, una strada per salvare il principio di legge era stata trovata dalla stessa Siae che devolveva una piccola parte dei suoi proventi alla Associazione fonografici italiani (Afi). Al di là non si può andare, ed è necessario stroncare sul nascere qualsiasi domanda di soggetti che potrebbero improvvisamente moltiplicarsi e fornire il destro a produttori industriali di generi i più disparati di avanzare diritti. Si dice, c’è la 633 del 1941 che riconosce diritti ai fonografici. D’accordo, però esiste anche un principio di base per cui le leggi sono fatte anche per essere cambiate se non rispondono più alle esigenze del tempo in cui devono operare. In ogni modo la discussione è aperta, scriveteci ed esponete le vostre idee. E-mail: conna@conna.it .

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Radio Onyx Musica e Vita da tanti anni con una frequenza attiva sulla vetta della Sghignola, deve disattivare l’antenna della Valle d’Intelvi in quanto illegittima. Lo hanno stabilito i giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia. Il Tar di Milano ha respinto il ricorso presentato dalla società radiofonica con sede nel comune di Valsolda e associata al consorzio “1 Radio 100 Città”, ricorso contro l’ispettorato territoriale della Lombardia del Ministero dello sviluppo economico e nei confronti dell’Ufficio Federale delle Comunicazioni Svizzere, per le interferenze prodotte alla radio elvetiche. Con il ricorso, Radio Onyx aveva impugnato l’ordinanza con la quale il Ministero dello Sviluppo economico aveva imposto l’immediata disattivazione dell’impianto di radiodiffusione esercitato sulla frequenza 98,600 nel comune di Lanzo d’Intelvi, località Sighignola e applicando una sanzione amministrativa di 10.000 euro. La battaglia legale è stata tutta giocata proprio sulle frequenze con istanze all’ispettorato territoriale, presunti equivoci e richieste di modifiche rigettate. Il collegio del Tar ha dato ragione al ministero, difeso dall’Avvocatura di Stato, in quanto in data 13 marzo 2007 è stato accertato dagli organi ispettivi, l’illegittimo esercizio dell’impianto radiofonico sulla frequenza 98,800 mhz e che il procedimento avviato il 14 novembre del 2007 per la regolarizzazione e la successiva istanza di compatibilizzazione ai sensi di legge, volta ad ottenere la sostituzione della frequenza, si è concluso con un atto di diniego non impugnato dalla radio. Inoltre, sempre secondo il collegio giudicante del Tar, non risulta rilasciato dal Ministero alcun provvedimento di autorizzazione all’uso delle frequenze e l’esercizio abusivo delle frequenze 98,600 interferisce con le radiofrequenze elvetiche. La società radiofonica soccombente è stata condannata a corrispondere le spese di giudizio quantificate in 2500 euro. E’ da tempo che il Comune di Lanzo ha avviato un piano amministrativo di riordino di tutte le servitù sulla posa delle antenne della Sighignola, cercando di riscuotere compensi e arretrati da anni, da parte dei gestori, alcuni dei quali si sono però resi irreperibili. 

La Provincia, domenica 20 maggio 201

Chiunque avesse notizie di questa emittente mandi una mail a storiaradiotv@tiscali.it

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