Radio Mare Versilia

RADIO MARE VERSILIA

 RADIO MARE VIAREGGIO

“Chi è? / Radio Mare / quella col delfino blu… / Radio Mare quella col delfino blu! / Si!, questa è Radio Mare / questa è Radio Mare / che è in viale Manin!, si / questa è Radio Mare / che è in viale Manin”.

“Questa è Radio Mare… / da viale Manin al numero 3 / trasmette per te / se ci vuoi ascoltare / accendi la radio / siamo in trasmissione / soltanto per te”.

“Non ti puoi sbagliare / ascolti Radio Mare / quella col delfino blu” recitava lo stacchetto del tempo.

RADIO MARE VIAREGGIO 2Nata sotto forma di cooperativa per consentire una gestione più democratica del mezzo di comunicazione, Radio Mare Versilia Fm 90, 100, 102.500 Mhz  inizia ufficialmente le sue trasmissioni dagli studi di Viale Manin 3 a Viareggio centro sul canale Burlamacca dal 19 dicembre 1976, anche se già dall’estate venivano irradiati programmi sperimentali. Fondata da Carlo Cerovaz Bari (Carletto), che ricopre la carica di direttore responsabile, Maristella Zaniboni (la sua compagna che svolgeva a Milano l’attività di doppiatrice prestando la voce ai cartoni animati), Gianni Lazzeri (caricaturista dei primi spot televisivi), sua moglie Carla Volpi, i “magnifici quattro moschettieri” che facevano parte del gruppo dei Componibili già noti nel comprensorio unitamente ad Augusto De Bono,  Marco Garfagnini (ex Radio Versilia, proprietario di una discoteca, di un ristorante e di alcuni edifici nonché della sede di trasmissione) e Arturo Vianello (proprietario di un cantiere navale a Bocca di Magra ed appassionato di comunicazione, tecnico). Nata sotto forma di cooperativa per consentire una forma di gestione più democratica del mezzo di comunicazione, la radio aveva un ottimo segnale, forte e chiaro.

radio mare viareggio foto gruppoL’organico dell’emittente (venti elementi) è costituito da disc-jockey per quanto riguarda i programmi di ordine musicale, da una redazione sportiva che opera radiocronache in diretta da tutta Italia, e da una redazione giornalistica che garantisce due edizioni quotidiane di notiziari. Da quest’ultima vengono realizzati incontri dibattiti su argomenti di interesse pubblico e di attualità che gli ascoltatori dimostrano di gradire intervenendo con telefonate in diretta nel corso delle trasmissioni. Il pubblico ha, infatti, con questo mezzo ampie possibilità di partecipare nella maggior parte dei programmi. Inoltre, patrocina iniziative culturali organizzando o collaborando all’organizzazione di concerti. Spazi quotidiani sono inoltre riservati ad interventi da parte di esperti, medici, operatori su problemi di largo interesse dal cinema a questioni medico psicologiche, alla liberazione della donna. Sempre a contatto con le organizzazioni e le associazioni democratiche, permette di diffondere la conoscenza di meccanismi di informazione e critica mediante un costante impegno nel sollecitare la partecipazione anche di quelle fasce di ascoltatori solitamente passivi nei riguardo del mezzo radiofonico. Tre frequenze modulari per coprire il raggio radio mare viareggio altri loghidi emittenza che per Viareggio e  Versilia  è sui 100 mhz dal ripetitore del Monte Meto, unitamente per le province di Lucca, Pisa e Livorno; sui 90 mhz dal ripetitore di Monte Marcello per le provincie di Massa Carrara e La Spezia; e sui 102.500 mhz dal ripetitore centrale di Viareggio per tutta la fascia costiera litoranea da La Spezia a Livorno, isole comprese. L’orario della programmazione: all’inizio dalle 9 alle 19 poi in non stop music 24 ore su 24. Trasmissioni storiche come “Stasera dove”, condotta da Carletto; “Chi la fa, l’aspetti!”, dediche di Maristella; “Mattina con…”, Gianni e Carla; “Disco music”, con Marco Garfagnini; “Br1” con Bruno Landis (che conduceva lo stesso programma su TeleVersilia); “Paologorante” da poco arrivato da Radio Versilia, “Fragile”, con Manuela Garosi; “Free out”, che è stata una delle prime trasmissioni via etere a trasmettere musica “underground” di non facile reperibilità discografica (rock, blues, jazz, country) con Beppe Casini (trasmissione poi ripresa, dopo la chiusura dell’emittente, da Giancarlo Trombetti per Radio Babilonia) “Cinema e cinema” di Stefano Stefani; “I giochi” di Silvano Natante che prestava la voce agli spot della radio; la musica “Mix”, di Massimo Barsotti; quella della coppia milanese Manola e Michel (che veniva proposta anche da Tv Rete 51); nonché quella di Guido Del Carlo; Giovanni Simoncini (presentatore della Tombola); Leonardo Porcelli; Marco Nardi (musicista/intellettuale); Manlio Mevoglioni, Mabel Mencaraglia, Lencioni, per citarne alcuni dei tanti che lasceranno un certo rimpianto a coloro che hanno vissuto quei momenti di evasione. La redazione giornalistica – sportiva è formata oltre che dal direttore, da una serie di componenti:  Pietro Kertes, Franco Moretti, Maurizio Giannecchini (di T.T.N) e Stefano Pasquinucci; quella sportiva oltre che da chi scrive dai fratelli Francesco e Luca Borraccini, Alessandro Pardini, Corrado Benzio, Angelo Marchetti, Claudio Bicicchi, Cristina Bicicchi, Angelo Cupisti, Roy Lepore, Walter Strata, Luigi Lucchesi, Creso Bacherotti, Mario Albizzi, Giuseppe “Beppe” Volpi, Eraldo Di Simo (la voce di Televersilia) nonché un’infinita serie di collaboratori non meno importanti, che è impossibile citare. Tra le trasmissioni da segnalare lo “Speciale Diretta Hockey”, che dalle 20.30 del sabato sera per quattro ore con una serie di collegamenti radiofonici o via telefono coprono, partendo dagli studi centrali di Viareggio, un raggio sovraregionale e si può affermare che una delle prime iniziative via ponte ovvero che una radio rilanci il segnale di un’altra è partita con questa trasmissione che riesce a collegare, oltre che gran parte della Toscana con le radio collegate anche regioni più lontane. Raggiunge, infatti, il Piemonte con Radio Azzurra Novara (Giorgio Berni) e il Veneto con Radio Antenna 1 Trissino (Massimo Trivelloni) e abitualmente, le altre regioni con consorelle consociate, che avevano nei campionati di hockey su pista una formazione che lanciano liberamente il segnale. Oltre alla già citate emittenti ricordo Radio Sole, Radio Rosa di Livorno, Radio Follonica,Radio Grosseto) e di altre regioni: Radio Azzurra di Novara, la veneta Radio Antenna 1 Trissino, Radio City Modena, Radio Montezuma e molte altre.  La trasmissione che un sabato entra; non si sa ancora oggi come, in un ripetitore Rai ed è irradiata oltre confine in Jugoslavia viene condotta in studio fin dalla sua prima edizione da chi scrive. Si diversifica da tutte le altre per un semplice motivazione. Prima del suo inizio precede un comunicato nel quale viene portato a conoscenza che  tutte le emittenti interessate possono lanciare liberamente il segnale per FM Italiana. Non viene citato il nome della singola radio trasmittente (in questo caso Radio Mare) o i nomi delle radio collegate ma semplicemente fatta la citazione del luogo degli studi di trasmissione. Insomma, la trasmissione del sabato sera non è marchio di uno, è marchio di tutti. Inevitabili gli allacci a catena e il seguito che può riscuotere. Fra gli altri programmi SPECIALE DIRETTA CALCIO che ripropose gli incontri del Viareggio che già negli anni ’60 venivano irradiati via telefono dagli amici di Nettuno, ogni domenica in casa o fuori, la cronaca diretta della partita (la prima fu quella del 2 gennaio 1977 a Quarrata per la quindicesima del campionato di serie D del girone E Quarrata-Viareggio 1 a 1) corredata dalle interviste ai protagonisti, ai tecnici e agli sportivi sui pulmann al seguito della squadra, Ruggero Righini effettuò anche interviste alle vecchie glorie del passato. Altri programmi: UN ANNO DI SPORT (cronistoria degli eventi di un anno), LA DOMENICA DEL VIAREGGIO con i commenti del giornalista Franco Orlandini de IL TELEGRAFO, poi IL TIRRENO, e Ugo Dotti e Angelo Maestri de LA NAZIONE;   LA DOMENICA DEL LIVORNO con il commento abituale di Vinicio Saltini, responsabile della sede centrale de IL TELEGRAFO, LA DOMENICA DELLA CARRARESE con quello di Maurizio Borghini, già responsabile della redazione sportiva di T.T.N.. Eventi trasmessi in diretta riuscendo a strappare alla concorrenza l’esclusiva, come quella volta alla Rai per un’intervista presa di nascosto alla squadra cinese dell’Hopey venuta a Viareggio per il Torneo Internazionale di calcio Coppa Carnevale.

Radio Mare, inoltre, patrocinò iniziative culturali organizzando o collaborando alll’organizzazione di concerti. Fra gli ultimi realizzati quelli di Stefano Rosso, Edoardo Bennato, Pierangelo Bertoli e Francesco Guccini. Con Radio Mare crebbero tanti giovani oggi più che quarantenni e padri di famiglia.

Quando Radio Mare nello stupore generale cessa di trasmettere non comprendendo che in mano ha il mondo”; forse anche per nostra colpa e di coloro che ignorandola la lasciarono morire, la colonna sonora ovviamente si ferma, ma non definitivamente. Nel cuore di tutti il “tasto” viene messo in pausa… L’ultimo giorno di trasmissione del 31 ottobre 1980 è all’insegna della commozione più profonda. In studio soltanto il direttore Carlo Cerovaz Bari, unitamente a Patrizio Chiaverini che piangeva. Insieme ripercorono la storia della radio. Alle ore 12, poi, con voce commossa viene messo in onda l’ultimo brano. E’ scelto quello di Claudio Lolli: “Aspettando Godot” che lascia trasparire rabbia esistenziale e sociale, venata di malinconia. Il titolo, riferito al dramma dell’assurdo di Samuel Beckett, dipinge il vuoto dell’esistenza ricalcata su schemi fissi; il suicidio è simbolo di ribellione alle regole precostituite. Al termine del brano, invece che l’antica  sigla di inizio e termine delle trasmissioni: “lo Schiaccianoci” di Ciaikovski; il russo fondatore del movimento populista, dopo un momentaneo silenzio, segue un interminabile fischio…

Ruggero Righini

Radio Mare ed io.

di Ruggero Righini ricordi scritti nel dicembre 2009

 

“Ho sempre pensato che quando uno si ficca in capo d’attuare un progetto qualsiasi, e pensa solo a quello, riesce infallibilmente a realizzarlo purché sia giovane, perché la fortuna non aiuta i vecchi”. Per quanto mi riguarda il mio progetto è stato quello della Radio e della Televisione, di farne parte prima e di scriverne dopo. La Radio è stata e sempre sarà la mia droga, la mia estasi.

Mi avvicinai alla Radio negli anni ‘60 fin da bambino quando la domenica per l’intero pomeriggio ascoltavo la trasmissione di Radio 1 condotta in studio da Pasquale Bartoluzzi “Tutto il calcio minuto per minuto”, facendo finta di essere anch’io collegato con il suo studio. Da ragazzo poi, con una vecchia grande radio a bobine fantasticavo a girare il mondo ruotando  la manopola delle onde corte e lunghe per seguire i pur minimi segnali di quelle stazioni che riuscivo a captare, ne ero affascinato.

Un giorno sulla fine del 1974 sulla Modulazione di Frequenza fino allora lasciata quasi libera sentii che iniziarono a trasmettere per la Toscana  con prove tecniche le prime emittenti radiofoniche locali, apripista di tutte le altre che dall’anno dopo, il 1975, riuscirono nel tempo ad imporsi su quella banda di trasmissione.

Parlai della novità con il mio compagno di scuola Corrado Bergamini che ne fu entusiasta e insieme decidemmo di aprire una Radio. Per la sede non ci furono problemi: casa sua a Lido di Camaiore, mi ricordo che trovai la terrazza  perfetta per l’installazione dell’ipotetica antenna di trasmissione. Riuscimmo a scovare un mixer, due piatti e un registratore. Mancavano il trasmettitore e ciò che contava di più per la realizzazione dell’impresa: i soldi. Trovammo però il nome: Radio Mare.

L’idea fu proposta ad altri: Francesco Borraccini, Patrizio Chiaverini, Massimo Gassani, Nicola Paoli, Ferdinando Del Carlo. Ai compagni di scuola o di stadio, visto che alcuni di noi facevano parte del Viareggio Club che già stampava un giornale “Il Viareggio” al quale io e il Borraccini già collaboravamo come “tessere verdi” e la radio poteva servire a trasmettere le partite del Viareggio fino a quei giorni rilanciate via televisione. Come un tam tam chiunque incontrassimo veniva portato al corrente di ciò che volevamo fare: aprire una Radio.

Un paio di mesi li passammo a provare, musica e interventi furono registrati. Quei nastri “storici” sono in mio possesso (come più tardi alla sua chiusura del 1980 porterò via tutta la colonna sonora che fu possibile registrare e la documentazione scritta della “vera” Radio Mare alla quale, alla data della sua nascita 1976, entrai da subito a far parte).

Ma torniamo alla “finta” Radio Mare. Trovato il nome, la mattina a scuola, nel laboratorio linguistico dell’Istituto Tecnico Commerciale di Viareggio che era formato da una serie di postazioni con microfoni e cuffie collegate a quello centrale della Professoressa; per noi vero e proprio studio di trasmissione, era prassi scambiarsi le cuffie e dar sfogo ai nostri sogni: “Pronto mi senti…A Te la linea… Siete collegati in diretta con…”.   Inutile qui rimarcare cosa dicesse “via radio” la Professoressa quando ascoltava le nostre “follie” giovanili.

Passò un anno senza che riuscissimo a far nulla. In quel 1975 partì invece Controcanale 103la prima emittente radiofonica della città (più che altro politica) dove gravitavano esponenti della sinistra extraparlamentare.

A Viareggio (e non solo) si sa che le iniziative hanno le gambe corte, tant’è che una mattina di  novembre 1976 sulla passeggiata vidi per terra un volantino bianco e blu. Lì per lì non ci feci caso più di tanto, poi l’occhio si posò su di esso, mi colpì un nome: Radio Mare. Mi sentì gelare! Guardai meglio, lo presi, lessi: “Da domenica 19 dicembre 1976, tutti i giorni, Radio Mare Viareggio FM 100 Viale Manin 3 telefono 49930, trasmette dalle ore 9 alle 19: musica informazione, musica attualità, musica inchieste, musica compagnia, musica profumo, musica casa, musica carezze, musica allegria, musica cinema/teatro, musica arte, musica simpatia, musica amicizia, musica sport, musica calore, musica…musica…e che musica!!! ”.

Qualcun altro era riuscito a fare ciò che per noi era rimasto soltanto un sogno e per di più con quel nome che noi avevamo coniato. Capì subito che forse però, adesso quel sogno lo potevamo realizzare davvero. Trovai Francesco Borraccini senz’altro il più “patito” per la Radio “che non c’era” e con lui andai subito al numero segnato sul volantino: “Viale Manin 3” ovvero in fondo alla passeggiata, vicino al molo. Un grande caseggiato d’angolo accanto all’Hotel Regina da un lato, dall’altro la Galleria d’Arte “La Navicella” di Anchise Marchi. Una piccola porticina era aperta: “Permesso…? ”.

Scendemmo quattro scalini e fummo dentro un ingresso, a sinistra una stanza di segreteria con due tavoli, una sedia ma dove non c’era nessuno. Più avanti un bivio: di fronte tre scalini salivano ad un mezzanino e ad una porta a vetri, Borraccini vi entrò e  si ritrovò in un bagno; a destra un piccolo corridoio e una stanza chiusa da una porta rossa con una finestrina di vetro dalla quale mi affacciai e  vidi al suo interno un rialzo al quale si accedeva tramite una scaletta composta da cinque scalini di legno, lì sopra un uomo emblematico con barba ed occhiali neri, i capelli lunghi ma con l’alta fronte scoperta scarna di capelli, ma ricca, al mio vedere, di pensieri, dietro una consolle tra piatti, dischi, registratori, cavi, cursori, bottoni… di tutto un po’. Al cenno della mano di Francesco, come per dire: “…Possiamo entrare? ”, l’uomo ci permise l’accesso: “ Ciao! Avanti…sono Carletto, questa è Radio Mare! ”.

Parlammo… Quando un paio d’ore dopo uscimmo dal caseggiato facevamo parte entrambi di Radio Mare “la vera, unica”. Eravamo felici, il nostro scopo era stato raggiunto. Non sapevamo però che per noi sarebbe iniziato un lungo romanzo.

“Chi è…?!/ Chi è…?!/ Radio Mare/ quella col delfino blu…/ Radio Mare/ quella col delfino blu!/ Sì!/  questa è Radio Mare/ questa è Radio Mare/ che è in Viale Manin!/ Sì!/ questa è Radio Mare/ questa è Radio Mare/ che è in Viale Manin…”.  “Questa è Radio Mare…/ da Viale Manin/ al numero 3/ trasmette per te!/ Se ci vuoi ascoltare/ accendi la radio/ siamo in trasmissione/ soltanto per te!”.

“Non ti puoi sbagliare, ascolti Radio Mare: quella col delfino blu” citava lo stacchetto del tempo. Si deve a questa esperienza, durata nel corso di quattro anni (1976 – 1980), se oggi, spesso richiamato dalla memoria a quegli anni collaboro a stendere  la storia della radiotelevisione italiana. Ne sono certo, se non avessi partecipato alla Radio prima, e alla Televisione dopo, non avrei sentito il bisogno di colmare un vuoto che in editoria era netto.

Con Radio Mare sono cresciuti tanti giovani, oggi più che cinquantenni e padri di famiglia.

Francesco Borraccini, anima insieme a me della redazione sportiva va ricordato che nel tempo ha collaborato con tutte le emittenti viareggine, da Radio Viareggio, nei locali parrocchiali sia di Don Bosco che di S. Paolino, alle “meteore” Mondo Radio e Onda Radio e a Radio Babilonia e si può vantare di avere fatto la prima radiocronaca in diretta in tutto il territorio nazionale di una partita di hochey su pista, e la prima ed unica diretta tv di un incontro dello stesso sport (CGC – Roler Monza) col palazzetto esaurito e diretta televisiva su Reteversilia per coloro che non trovarono posto.

Eraldo Di Simo “voce” di Televersilia oggi direttore di Canale 39 che al bisogno (unica volta) mi sostituì (ma io, anche se con l’orecchio alla radio ero impegnato in un’altra … “trasferta” non di etere) per la radiocronaca esterna da Savona (29 ottobre 1978) del Viareggio (sconfitto per 3 a 1).

Nonché da una infinita serie di collaboratori non meno importanti che impossibile è citare. E tra questi: Francesco, che collaborava per le notizie da Camaiore; Scevola; Salvatore “Tore”; Lulù, che fu la prima segretaria; Claudio Guidi, che era il responsabile del settore pubblicitario; Emanuele Fiorioli, sul quale è doveroso aprire una parentesi; e Patrizio Chiaverini, al quale va dato atto di aver cercato di “salvare” la radio dalla chiusura con la sua presenza continua assieme a quella del direttore “Carletto” dall’estate al novembre 1980.

Emanuele Fiorioli oggi non c’è più. Era nato in Valtellina nel 1911. Dopo aver frequentato il liceo di Sondrio si laureò a Pavia in Giurisprudenza e in Scienze Politiche. Giovanissimo nel 1928 iniziò a scrivere le prime poesie, liriche che continuò a comporre per tutta la vita e che rispecchiano stilisticamente i diversi periodi in cui furono composte. Oltre ad alcuni premi secondari vinse a Firenze nel 1976 il primo premio di poesia sul paranormale con la lirica “Il canto del teschio”. Del 1977 fu il suo libro “Poesie come diario di una vita” edito da Antonio Lalli Editore. Negli ultimi anni della sua vita sospese ogni impegno poetico per dedicarsi alla parapsicologia a Viareggio  dove trascorreva la maggior parte dell’anno. Fu collaboratore di Radio Mare e la sua trasmissione “E.S.P.” sul mondo del paranormale e della parapsicologia fu portata forse per la prima volta in Italia via radio. Ricordo quelle trasmissioni in diretta sulle quali “aleggiava” il fluido ed il mistero. Un esperienza per gli addetti ai lavori e per gli ascoltatori: unica, irripetibile. In trasmissione usava lo psudonimo “Feuli”. Uomo sensibile e profondo pose termine alla sua vita alla fine del 1980. Ho ritenuto opportuno includere il suo breve profilo biografico perché arrivò a Viareggio con la nascita della radio e ci lasciò con la sua fine. Un connubio che fa riflettere. Come fanno riflettere le sue poesie che invito a leggere e con una delle quali mi piace chiudere questa parentesi: “Parole umane. Odo la voce mia raggelata nel tempo/ defluire da solitudini di primavere cosmiche/ ove in dimensioni astrali attinse inconsuete assonanze./ L’elisse della vita sfiora talvolta, inconscia,/ sciami di pensieri saettanti da altri universi, forse frammenti di distrutte esistenze./ Le nostre idee come liane per infiniti spazi si stendono,/ legano immensi regni con sintonie di vibranti/ onde che nel Tutto ci avvolgono./ Ma a noi fu dato di esprimer soltanto/ scarne parole umane, ombre incolori”.

Molto seguite erano le trasmissioni sportive “Punto Sport” che si dividevano nelle varie attività con trasmissioni giornaliere ben definite: “Speciale Lunedì”, per il mondo del calcio; “Speciale mare”, il martedì, curata da Pietro Kertes allora Presidente dell’Associazione Sub Viareggio; “Speciale Motori”, il mercoledì, curata dalla coppia Claudio e Cristina Bicicchi che partecipando in prima persona a gare di rally portarono in radio molte primizie nonché collegamenti con la redazione di “Autosprint” e “Motosprint”; “Speciale Basket”, del giovedì, alla cui conduzione si alternarono vari conduttori: all’inizio Angelo Marchetti, poi, quando quest’ultimo passò a Radio Viareggio, Angelo Cupisti ed infine Corrado Benzio; “Speciale Off shore”, del Venerdì, curato da Walter Strata che in particolare trattava sulla motonautica d’altura e sulla Viareggio Bastia Viareggio. Memorabile per questa manifestazione mondiale fu la prima diretta effettuata nel 1978 con ben tre postazioni: la centrale dal Club Nautico con chi scrive a condurre e Creso Bacherotti ad intervistare (ottimo il suo inglese!); l’esterna 1 dalla barca – giuria con Franco Moretti; l’esterna 2 dall’aereo con Pietro Kertes; “Week end”, del sabato, presentato da Alessandro Pardini, giocatore della squadra di hockey del C.G.C. che militava in serie A, che includeva al suo interno “Speciale Tennis”, curato da Mario Albizzi; “Anticipazioni”, della domenica mattina che portava con interventi telefonici via radio i protagonisti dai ritiri; “Ricapitoliamo”, della domenica sera; che contenevano al suo interno altri speciali. Poi “Dirette” per hockey su pista, calcio e basket. Tante altre.

Seguitissimi furono anche gli interventi da Oporto in Portogallo (unica emittente italiana accreditata come testimonia un giornale portoghese del tempo) per i campionati europei di hockey su pista, radiotrasmessi in diretta telefonica da Giacomo Galafate Orlandi, e ripresi poi per una serie di articoli “passati” al giornale Il Tirreno.

“Speciale Diretta Basket”, con le cronache per l’ M.G.C. di Corrado Benzio, diventato poi affermato giornalista e scrittore. Dal palasport viareggino venivano radiotrasmesse le partite della squadra locale e venivano intervistati i protagonisti. Se per l’hockey i problemi erano stati “saltati” con la stretta collaborazione con la Federazione Italiana di quello sport, con la Federbasket ci furono, specialmente all’inizio (per il protagonismo di alcuni arbitri), delle difficoltà per trasmettere in filo diretto gli incontri.

“Speciale Diretta Calcio”, che ripropose gli incontri del Viareggio che già dagli anni ’60 venivano irradiati via telefono dagli amici del Nettuno. Ogni domenica in casa o fuori la cronaca diretta della partita (la prima fu quella del 2 gennaio 1977 da Quarrata per la 15.a del campionato di serie D girone E: Quarrata – Viareggio 1 a 1) corredata dalle interviste ai protagonisti, ai tecnici e agli sportivi sui pullman al seguito della squadra.

Essendo stato io il primo cronista quei momenti mi scorrono nella memoria come una lunga storia: “Vecchi ricordi”, le interviste alle vecchie glorie del passato; “Un anno di sport”, la cronistoria degli eventi di un anno; “La domenica del Viareggio”, con i commenti dei giornalisti Franco Orlandini del Telegrafo poi Tirreno e Ugo Dotti e Angelo Maestri de La Nazione; “La domenica del Livorno”, con il commento abituale di Vinicio Saltini responsabile della sede centrale del Telegrafo; “La domenica della Carrarese”, con quello di Maurizio Borghini già responsabile della redazione sportiva di Tele Toscana Nord che mi volle con se collaboratore da Viareggio… si potrebbe continuare all’infinito.

Eventi trasmessi in diretta riuscendo a strappare alla concorrenza l’esclusiva, come quella volta alla Rai per l’intervista presa di nascosto alla squadra cinese dell’Hopey venuta a Viareggio per il Torneo Internazionale di Calcio Coppa Carnevale. Mi ricordo come fosse ieri, della mia presenza in mezzo ai giornalisti più famosi accreditati della carta stampata o della Rai e il divieto ai microfoni di poter essere accesi. Una voce venne in mio aiuto a far si che il mio microfono restasse acceso: “I giornalisti italiani usano registrare le parole per poi preparare il pezzo…”. Non ci fu niente da fare, tutti dovevano restare spenti.  Io, il mio lo nascosi nella borsa con il registratore acceso e riuscì a carpire l’intervista che ci fu chiesta poi dalla stessa Rai. A proposito la voce era della grande Laura Griffo de “La Nazione” da tempo scomparsa (Ciao Laura!).

O per l’emissione  dell’incontro di boxe Lopez Galindez per il titolo di campione mondiale dei pesi medio massimi, trasmesso in filo diretto da Bussoladomani con l’ausilio del giornalista Colombo del Tempo, trasmissione che anticipò quella in differita del Mercoledì sport della tv di Stato Rai uno. Quel giorno tra le tante testate intervenute, la troupe della importantissima stazione britannica BBC aiutò il nostro Pietro Kertes a piazzare sul tetto del tendone l’antenna per l’emissione con trasmettitore in FM; da poco in nostra dotazione all’indomani dell’esperienza del baracchino CB che nonostante avesse il canale “quarzato” riceveva intrusioni con le “portanti” più potenti, ed ebbe modo di regalarci una cuffia con microfono incorporato, una vera chicca per quei tempi che vedeva i primi cronisti d’assalto delle emittenti radiofoniche trasmettere dai punti più impensati con le apparecchiature più impensate.

Non ci crederete, ma le prime dirette furono effettuate con una scatola magica creata dal poliedrico Mario Puccinelli, a quel tempo della Foto Piemme ed oggi prematuramente scomparso, che nient’altro era che un contenitore dove veniva appoggiata la cornetta del telefono, cento metri di cavo collegati ad un’altra scatola da dove fuoriusciva il cavo microfono a da dove era possibile parlare, e le uscite per la cuffia, il tutto collegato da un cicalino da usarsi per capire se tutto fosse andato per il meglio tra il tecnico negli spogliatoi dello stadio (se andava bene) o da un telefono privato del custode e del bar (se c’era) e il cronista sul campo collegato allo studio. Come a Spoleto il 21 maggio 1978 con il Viareggio vincente per 1 a 0.

Oggi con i telefonini cellulari i cronisti non sono più d’assalto. Si siedono comodamente in tribuna stampa e commentano la partita negli agi più totali. Ma quei ragazzi di ieri spesso inventavano le radiocronache. Un esempio per tutti: Montecatini 2 aprile 1978, sonora sconfitta 3 a 0 per il Viareggio ed apparecchio telefonico più vicino dello stadio in una stanzetta (tipo box) ai bordi del campo. La scatola magica che non funziona ed io in piedi su di una scrivania che guardo la partita da una finestrella 60 per 60  e commento quel che posso dato che potevo vedere soltanto metà campo, per l’altra metà orecchio a Radio Montecatini 102…nella quale collaboravano Bruno Alvaro e Riccardo Righini (mio fratello) famosissimi perché DJ a Viareggio al Galeone Santa Monica di Lorenzo Gabrielli e organizzatori delle feste dei bagni con Baldino, Beny e  Claudio Guidi.

Una diretta fiume fu effettuata il 28 maggio 1978, anno per l’ammissione del Viareggio alla C2. Da Pontedera campo neutro, furono realizzate ben 4 ore di emissione per la gara Rondinella – Viareggio finita sull’1 a 1 e poi vinta dai bianconeri alla “monetina”. Forse, questa per me una delle emozioni più grandi… io, cento metri di cavo, e la gente: circa duemila venuti da Viareggio che volevano manifestare via radio la loro gioia. E a Viareggio tante radioline accese per festeggiare la promozione.

Non solo gioia ma anche dolore con la trasferta di Sanremo del 6 maggio 1979, ultima spiaggia per non retrocedere e che invece avviò, in quegli incontri che rimanevano, la squadra alla retrocessione. Partita persa per 1 a 0 ed io che in piedi da sopra un terrazzino della tribuna stampa commentavo quel che la voce poteva. Partimmo da Viareggio io e il Simoncini (tecnico) con una scalcinata Renault. Ben cinque ore per arrivare e quando si arrivò davanti lo Stadio c’era un “parcheggiatore” che ci fece cenno di avanzare… questo era l’anziano viareggino Pezzini, che si “arrangiava” per pagare il biglietto… e questa è Viareggio! Per noi cinquanta mila lire di spese, a mala pena rimborsate il giorno dopo.

Non solo sport. Le domeniche di Carnevale ricordo i collegamenti con Radio Carnevale e così le frequenze che venivano messe a disposizione del Comitato non ancora Fondazione in un servizio di pubblica utilità. Le commedie o le canzonette trasmesse dal teatro Politeama. Il Circo in un non stop curato da Franco Moretti e dal solito Pietro Kertes che forse per la prima volta portavano via radio l’affascinante mondo circense.

Radio Mare era presente con programmi, ascolti e dediche a josa, nel mare magnum dell’etere non ancora regolarizzato e viveva soprattutto con la passione di giovani e giovanissimi. La musica era il motivo trainante ma come visto l’informazione (e che informazione) non mancava. E quando, in città o nel resto della Versilia  succedeva qualcosa di grosso, spesso era la radio ad anticipare la notizia, con speciali chilometrici.

E poi la gente, le telefonate, le visite dei radioascoltatori: Mamma Franca, Mamma Carla, Mamma Rosa, Mamma… “Il diavolo” Franco Mela. Ragazzi e ragazzi a decine ogni giorno in radio o davanti la sede a darsi l’appuntamento. Molti primi amori sono nati lì. Alcuni finiti con la radio, altri che continuano oggi. Eravamo riusciti a creare una famiglia che non poteva fare a meno l’uni degli altri.

Poi venne l’ultima stagione, l’estate di S. Martino del 1980 e con questa la fine del nostro sogno… la chiusura della radio…

Noi …aspettiamo ancora! Anche oggi a distanza di quasi trent’anni girando per le strade qualcuno mi ferma: “E’ vero che riparte Radio Mare?”. “Ho sentito Radio Mare!”. “E’ tornata Radio Mare?!”. Le nuove regole del “gioco” hanno stritolato piano piano le voci più piccole, ma l’archivio dei ricordi è pieno zeppo di voci d’autore. Forse altri hanno usato nome e frequenze: Radio Mare Imperiale News, Radio Mare Musica, Radio Mare Network ma la Radio Mare di ieri non  c’è più se non nell’ampio archivio che alla sua chiusura fortunatamente mi sono portato dietro e nel quale vive. E vive tra coloro che hanno avuto la fortuna di parteciparvi ma troppo giovani per riuscire a salvarla e che ancor oggi in questo mondo distratto ed egoista riescono, se il destino lo vuole, ad incontrarsi per caso o a sentirsi al telefono, e magari  “scambiarsi” una foto di Carletto o di “Feuli”, un nastro di una trasmissione che era e rimane importante.

Il mio vecchio apparecchio radio a bobine che usavo da ragazzo per ascoltare i primi segnali e che mi dava l’immaginazione di girare il mondo fa bella mostra, oggi, nel mio salotto sopra ad uno scaffale della libreria, in mezzo ai libri. La manopola della Modulazione di Frequenza dall’estate 1976 è sulla banda dei 100 Mhz. Non è stata più spostata anche dopo la fine di Radio Mare. Le poche volte che l’accendo ascolto Radio Fiesole 100. Una colonna di musica revaival di motivi italiani 24 ore. Parrà strano, ma nell’attesa che giunga il segnale, come quando speriamo di ascoltare un brano che da tempo non si sente più, una “pazza idea” mi vibra dentro. Spero sempre che un giorno arrivi la voce della “mia” Radio Mare. Radio Mare non  è altro che nei nostri cuori. Ma sognare, però, è concesso. I sogni non muoiono mai e alle volte si avverano.

Con Francesco Borraccini sono rimasto “attaccato” per quei giorni lontani di quasi trent’anni fa,  e  già da tempo; com’è rimarcato in un articolo del Tirreno dell’11 marzo 2001, mi spingeva alla realizzazione di un libro sull’emittenza locale: “…a proposito, è pronto un libro di Ruggero Righini sulla storia dell’emittenza locale, perché non lo pubblichi?…”. Su quel “pezzo”, malinconico per la scomparsa di Radio Babilonia, cercava di far levare la voce di protesta dei cittadini affinché fosse salvaguardata la vita dell’unica emittente privata viareggina rimasta, un bene assolutamente prezioso. Ma nessuno ricorse in aiuto e la radio chiuse inesorabilmente. Per una serie di motivi, fino ad allora, non ero riuscito a vedere coronato il mio scopo di portare in veste tipografica il mio libro su Radio e Televisioni, specialmente anche perché molti degli editori ai quali mi ero rivolto pensavano più ai loro interessi  personali che al “cuore”.

Poi come una folgore: un’idea. Il 27 novembre 2003 è stato l’inizio ufficiale della nascita a Viareggio di una nuova casa editrice: le “Edizioni Righini”, la mia, creata a salvaguardia dei testi prodotti. Primo libro da editore, il primo amore: la Radio e la Televisione, non ci sarebbero stati ulteriori tentennamenti. Ma quando questo lavoro era già in fase di realizzazione tipografica fui portato a conoscenza da Francesco Borraccini che Giulio Arnolieri usciva entro la fine del mese di dicembre 2003 con un suo libro: “Onde viareggine – Tre radio sul filo dei ricordi” per le edizioni Pezzini,  con i contributi dello stesso Borraccini per Radio Mare, da Stefano Cinquini per Radio Viareggio, da Andrea Giunta per Radio Babilonia e con la prefazione di Stefano Pasquinucci. Non sapendo come il libro sarebbe stato realizzato ritenni opportuno non uscire in contemporanea in libreria e detti la precedenza a uno degli altri titoli pronti per la stampa.

Lessi alla sua uscita il libro di Giulio, al quale inviai un ringraziamento affettuoso per le parole che spese anche per me ed i migliori complimenti per il lavoro svolto, appurai la piena diversità tra i due testi. Giulio è: “ (…) arrivato alla conclusione di cercare di coniugare storia e memorie personali ripercorrendo le vicende delle tre principali radio locali” dedicando un capitolo finale, fortemente autobiografico, alle sue esperienze legate a queste radio in cui: “(…) tutto, come dice il sottotitolo, è volutamente giocato sul filo dei ricordi e non ha assolutamente la pretesa di completezza storica. Vorrebbe anzi essere da stimolo, per quanti quel periodo hanno vissuto, a realizzare opere più complete sull’argomento (…) ”.

Senza presunzione, accolsi quell’appello ma più di ogni altro accolsi quello che tramite la stampa locale; alla chiusura di Radio Babilonia del 2001, espresse Francesco Borraccini ed uscii in libreria con il mio: “A voi la linea… I migliori anni della nostra vita attraverso la nascita delle Emittenti Radio – Televisive nazionali, estere e private ricevibili in Versilia” dove cercai di ripercorrere l’intera storia della Televisione e della Radio per la Toscana  e di fornire al lettore un almanacco ricco di nomi, sigle, date, notizie, ecc. il lavoro lo dedicai agli amici delle Radio e delle Televisioni che furono i pionieri, indistintamente, collaboratori e ascoltatori. Nel fare questo mi augurai di aver messo a disposizione una guida utile per tutti coloro che vivono il mezzo Radio – Televisivo.

Nel 2006 navigando su Internet incontrai un sito con un nome tutto un programma: storiaradiotv. Censori dei pezzi grandi firme del giornalismo italiano, collaboratori di “Sorrisi e Canzoni TV” e di “Millecanali”. Immediato fu il contatto con il curatore del sito, il professore-scrittore Massimo Emanuelli e scontata la mia affettuosa collaborazione. Da allora sono in questa “grande famiglia” a scrivere di Radio e Televisione e riavvolgendo il nastro della memoria a ricordare i tempi felici di quando “ci credevano Santi, ci credevamo eroi!”.

Ma come passa il tempo! (Ruggero Righini).

Ricordi

“HO INCONTRATO LA MIA ADOLESCENZA… Quando avevo 12 anni erano i tempi delle radio libere e a Viareggio  ne aprì una che diventò subito, tra le tante della Versilia, la mia preferita. Oltre che piacermi la musica che trasmetteva, mi piacevano i programmi che s’inventava, in particolare  un programma di dediche che non era il solito “da tizio a caio con affetto” ma era una serie di gag in studio, e le dediche erano particolari, perchè su invito della conduttrice venivano scritte con fantasia e diventavano delle piccole rime, filastrocche, poesie, storielle… Si poteva telefonare ma ci si poteva anche recare di persona a consegnare le dediche per il giorno dopo depositandole dentro l’urna apposita che si trovava all’ingresso della sede… piano piano quella Radio diventò un punto di aggregazione, i “dedicanti” che avevano tutti un nick iniziarono a conoscersi, a riconoscersi, a scambiarsi botta e risposta a volte affettuosi, a volte meno, a suon di dediche… e a passare qualche ora seduti sul “ciao” o sulla “vespa” selvaggiamente parcheggiati di fronte alla sede che si trovava sui viali a mare, vicino al molo.. si chiamava “Radio Mare” e come simbolo aveva… un delfino blu… come poteva non essere la mia Radio del cuore? Alcune delle persone che ci lavoravano le incontro molto raramente, altre spesso… con alcune ho (perchè avevo allora) più confidenza, con altre meno… con alcune parlo del presente e raramente ricordo i tempi della radio (specie con chi incontro spesso) mentre incontrare altri che non vedo quasi mai è un tuffo negli anni ’70… E mi è successo anche l’altra sera…. ho incontrato una persona che non vedevo da 9 anni (e quando la vidi erano 20 anni che non vedevo) e di colpo sono balzata indietro di 30 anni e più… Mi sono vista io, 13 anni con tanti riccioli e tutta la vita davanti da vivere e capire, ho rivisto lui, quasi trentenne, praticamente un ragasso, ma che a me sembrava grandissimo, come sua moglie, e l’altra coppia di fidanzati che pure lavoravano li e tutti e quattro insieme formavano anche un gruppo di cabaret… e mi sono vista oggi, donna e mamma serena e soddisfatta di quello che ho vissuto ed ho capito… con ancora molto da vivere e capire… ed ho guardato con affetto lui, bel 50enne (be’, qualcosa in più… ma spiccioli) dai capelli bianchi e il baffo brizzolato ma con ancora lo stesso entusiasmo di quel ragasso… Ci sono persone, cose e momenti che  restano nella mente e nel cuore per sempre… e lui ed alcuni altri, con Radio Mare e certi episodi, sono tra quelle persone cose e momenti che saranno per sempre nella mia mente e nel mio cuore… di adolescente cresciuta… perchè il bello è restare “adolescenti dentro”… e come dice lui… non siamo invecchiati…. siamo solo… diversamente giovani…”. (Tiziana).

XXX

“Dopo Radio Sole passai a Radio Mare e per alcuni anni ebbi la fortuna di condividere l’esaltante esperienza di questa emittente il cui simbolo, un delfino, nuoterà sempre tra le onde del mio cuore”. (Stefano Pasquinucci).

XXX

“Ricordo con nostalgia. Se volete una vecchia ciabatta da palcoscenico verrebbe volentieri a rifare i personaggi curiosi di allora, erano invenzioni del momento e la gente non ha mai saputo chi c’era dietro. Io vengo dalla mitica Radio Mare, prima radio della costa e forse una delle prime d’Italia con Carletto e Maristella dei Componibili. Quando pioveva facevamo la trasmissione con li sciantilli perchè si allagava tutto. Bello!!! Ma che ne sanno quelli che non le hanno ascoltate: che fermento erano le radio di allora, a partire da Radio Mare che ha aperto la strada, poi Radio Sole al Lido e infine Radio Babilonia, con indici di ascolto pazzeschi. Scusate la presunzione, ma quello che ascoltate a Radio 2 di Fiorello e prima ancora Alto Gradimento di Arbore, erano già  stati sperimentati da tante persone, me compreso, che facevano a gara a inventare personaggi curiosi con mezzi che almeno all’inizio erano quasi uguali ad una radio a galena. Io ed Enrico Casani facemmo la prima diretta per la nascente Tele Versilia da un appartamento di via Lepanto, pochi minuti in bianco e nero quasi preistoria, paragonabili ai fratelli Lumiére, e che dire dello spogliarello di una ballerina inglese nello “Spogliala tu” che andava in onda in diretta e che costrinse tutti a scappare dallo studio all’arrivo dei carabinieri perchè la ballerina, un bel pezzo di bernerda si era entusiasmata e aveva fatto vedere il pelo!!! Ma erano più di 30 anni fa !!! Insomma, Viareggio era tutto un fermento e ha fatto da battistrada per tante radio e televisioni private famose che sono venute dopo. La fame aguzzava l’ingegno!!! In teatro si dice una parola sola per augurio: “Tanta merda ragazzi!!!” semmai fatemi un fischio. Grazie”. (Foffo Martinelli).

XXX

“Cosa rimane. Per me è stata un’esperienza fondamentale, un trampolino di lancio che mi ha consentito di arricchirmi e di affrontare attività successive in campo giornalistico e dello spettacolo in modo professionale. L’esperienza radiofonica, soprattutto quella della diretta, resta unica, molto più bella di quella televisiva, che ritengo meno immediata. Per quanto riguarda i rapporti nati in quel periodo, a distanza di oltre 30 anni continuano tuttora. Mi capita spesso di parlare con persone che si ricordano di Radio Mare e, con alcuni degli ascoltatori più fedeli c’è ancora un legame. Credo che tutto questo significhi che abbiamo lavorato bene allora, pur con tutte le  difficoltà dovute al fatto di essere i primi a percorrere una certa strada ed al fatto che tutto era basato sul puro “volontariato”. Penso anche che oggi non sia possibile provare le emozioni che si provavano allora davanti ad un microfono”. (Francesco Borraccini).

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