Europa Radio

EUROPA RADIO

europa radio

EUROPA RADIOL’emittente nasce a Milano il 6 ottobre 1976 con prove tecniche di trasmissione, il via ufficiale il 5 novembre 1976, fondatore Giancarlo Rolla col supporto tecnico di Enzo Savoldi Bellavitis, irradia i suoi programmi dagli 88,335 MHiz, sede presso l’abitazione di Rolla, in Via Ravizza 12. Nel maggio 1977 viene rilevata da Elda Botta, la frequenza viene spostata sugli 88,300 MHz. Nel 1980 si cerca di dare vita ad un canale televisivo, Europa Radio Tv, sul canale VHF A, ma compare il monoscopio solo per qualche mese. Europa Radio si caratterizza per la musica jazz, la docente Elda Botta è anche direttrice artistica, Sergio Leotta si occupa degli aspetti tecnici. La sede viene trasferita in via Bergognone 31, e quindi, dal 1983, in via Tortona 1 in una  ex fabbrica di spazzole sui Navigli, dove rimarrà fino alla chiusura. La nuova sede è spaziosa ed accogliente ed è dotata di studi dove gli artisti del jazz possono addirittura esibirsi con sessioni dal vivo (l’emittente arriverà ad avere una propria band: la Europa Radio All Star Jazz Band di Duccio Castelli, ancora in attività). Europa Radio è una stazione di grande carisma, dal pubblico elitario, appassionato al jazz ed alla grande musica americana anni ’40, ’50, ’60 in generale. Come ha dichiarato recentemente Sergio Leotta al sito newslinet: “Questa scelta di qualità è nata dalla volontà di combattere il dilagare di trasmissioni tutte inesorabilmente uguali, dal desiderio di portare avanti un discorso di informazione musicale e culturale per un pubblico che sa apprezzare un particolare ed esclusivo stile musicale, oltre che dall’amore per la buona musica”. Negli anni ’70 e ’80 la stazione forma “un pubblico fedele, di fascia culturale medio/alta e di audience costante”, ricorda Leotta, e ciò anche grazie al fatto che “Europa Radio ha potuto creare nel tempo un archivio di oltre 15.000 ore di repertorio musicale esclusivo e per lo più inedito, che non si può ascoltare sintonizzandosi su altre emittenti”. Elda Botta e Sergio Leotta, che erano anche compagni di vita, si sono avvalsi del contributo dato dagli interventi “in diretta” ai microfoni di Europa Radio “da parte di grandi jazzmen presenti sulla scena internazionale e di critici, giornalisti, programmatori e tecnici tutti accomunati da una grande passione per la buona musica”. I brani che Europa Radio proponeva all’ascolto non formavano una playlist casuale, ma erano “frutto di una scelta pensata e ordinata, spesso accostando diverse interpretazioni dello stesso brano per dar modo agli ascoltatori di confrontare fra loro le diverse esecuzioni. Un mix musicale intelligente, piacevole, rilassante e non interrotto dalla pubblicità” e ciò anche perché l’emittente, negli anni d’oro, si finanziava grazie ai contributi economici degli ascoltatori, che volentieri si facevano carico delle spese, oppure attraverso sponsorizzazioni di poche, grandi, società che volevano che il proprio messaggio non si perdesse nel chiacchiericcio degli spot che imperversavano sulle radio omologate. Dichiarava a Millecanali nel 1988 (n. 155) Elda Botta: “Io ho l’idosincrasia per i disk-jockey, la disco music e gli spot pubblicitari. Nel 1980 ho cominciato a bazzicare questi ambienti, poi ho rilevato la radio e ne ho abolito la struttura commerciale. Avevo in testa una cosa sola: creare una stazione specializzata in dixieland, blues e jazz freddo e trasmettere solo musica senza interruzioni discorsive o pubblicitarieIl che significa tagliare i viveri finanziari alla radio – aggiungeva la Botta – ma siamo tutti e due benestanti e ci siamo autofinanziati fino a due anni fa (1986).. Poi il cambio di sede, il rinnovo dei macchinari e alcune iniziative promozionali e così le spese hanno cominciato a diventare eccessive. Allora, una sera, ho aperto i microfoni e ho chiesto agli ascoltatori di sottoscrivere quote di sostegno. Incredibilmente hanno cominciato ad arrivare i soldi”.

Nella seconda metà degli anni ’80 però vi sono alcuni problemi di ricezione (causati soprattutto dalla limitrofa Radio Milano Palmanova) e difficoltà economiche. Il 28 agosto 1996 in un’intervista al Corriere della Sera Elda Botta dichiarava: “Per sette anni Europa Radio si e’ mantenuta da sola: una sede modesta, poca potenza, niente pubblicita’ e musica selezionata anche grazie ad interventi diretti dei musicisti e degli ascoltatori. Poi visto il numero sempre crescente di appassionati abbiamo fatto un salto di qualita’: nuova sede, sala di registrazione. Pensavamo che, se i fans avessero contribuito con sole 50 mila lire a testa, avremmo potuto fornire musica per 24 ore al giorno senza il fastidio delle pubblicita’ commerciali. Non ci siamo riusciti. Abbiamo allora offerto delle sponsorizzazioni mirate ma anche in questo caso l’idea accolta con favore da alcune grandi societa’ ha dovuto poi subire l’aggressione della televisione. Ora, dopo vent’anni, dobbiamo spegnereEppure – ricordava la fondatrice – da Europa Radio sono passati grandi jazzisti sia italiani sia stranieri. Nella sua piccola sala di registrazione sono maturati progetti che hanno poi percorso l’Italia. Anche il grande Gorni Kramer amava passarci qualche ora conversando in diretta con gli ascoltatori. E lo storico violinista Joe Venuti quando arrivava a Milano non mancava mai di fare un salto alla radio e cosi’ facevano il lirico Chet Baker e Hugo Pratt, il disegnatore ma anche jazz fan e lui stesso musicista, e altri intellettuali. Negli archivi di Europa Radio ci sono migliaia di ore di registrazione, esclusive jam session realizzate dal vivo che farebbero la gioia di ogni collezionista”.

Europa Radio cessò di esistere nel 1998 cedendo la frequenza alla nascente GR Parlamento RAI, Elda Botta morì, Sergio Leotta si è trasferito in Francia recentemente ha resuscitato via web Europa Radio.

http://www.newslinet.it/notizie/storia-della-radiotelevisione-italiana-milano-europa-radio-la-prima-emittente-tematica-itali

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