Radio Aia Perugia

RADIO AIA PERUGIA

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di Massimo Emanuelli

A livello sperimentale i primi programmi risalgono all’1 settembre 1974, il via ufficiale si avrà nel 1976, l’emittente viene fondata dall’assicuratore Enrico Bonelli (il fondatore di TeleAia) e di Luigi Bartoletti (attuale presidente di Teleuropa) patito di elettronica. Bartoletti andò al mercatino di Livorno e comprò un trasmettitore per la radio,la sede dell’emittente era a Perugia in via XX Settembre 130 a Perugia. Bonelli è un assicuratore che, con l’avvento dell’assicurazione obbligatoria si accorge che il mercato è saturo, avendo problemi per pagare la raccolta delle polizze scopre il cb amatoriale.  “Io leggevo la GAZZETTA UFFICIALE per ragioni di lavoro, quando appresi dalla stessa Gazzetta che una sentenza liberalizzava le trasmissioni radiotelevisive decisi di dar vita ad un’emittente radiofonica e ad una televisiva per reclamizzare la mia attività.  Io mi occupai della parte commerciale, della parte tecnica si occupò il mio socio Bartoletti”. La radio irradiava i suoi programmi dai 101,900 mhz (poi dai 98,000 mhz.)   Fra i programmi le tradizionali dediche, BURI BURI trasmissione mattutina condotta da due laureandi in agraria che interpretavano due animali strani che facevano sentire canzoni, ballavano e cantavano. “Le telefonate che arrivavano in radio erano la nostra audience” ha ricordato il fondatore Bonelli che conduceva una rubrica di attualità culturale.  Nonostante la Rai impedisse alle aziende di vendere apparecchiature alle emittenti private, Bartoletti riesce ad acquistare, grazie all’ ingegnere Nutti, un trasmettitore a larga banda di un carroarmato, che ovviamente è molto potente e con un’elevata quantità di frequenze, il quale viene piazzato tra San Sisto e Città della Pieve, in cima alla collina. Si ricerca una frequenza vicino alla Rai, ma che nello stesso tempo non la disturbasse. Vengono prese così le frequenze 101.900 e 102.900. Ai suoi esordi la radio copre solo Via XX settembre, successivamente è stata montata un’antenna sul tetto del palazzo di fronte. A quel punto si copre un’area molto più vasta, praticamente quasi tutta l’Umbria e laddove il segnale non arriva si provvede a montare i ripetitori. L’assicuratore introduce a Perugia una grande novità per il tempo, poiché in quegli anni la città è molto indietro rispetto al resto d’Italia. Bonelli precisa che “il clima di comunicazione era da tempi EIAR”. La programmazione di una giornata tipo di Radio Aia, è organizzata così

  • Apertura alle ore 6 con l’inno nazionale.
  • Ore 6.05 “I Buru Buru”, programma di intrattenimento condotto da due ragazzi laureati in veterinaria, che raccontano storie burlesche su strani animali che hanno invaso la terra e fanno amicizia con gli uomini.
  • Ore 8 inizio delle dediche. Lo speaker di turno raccoglie le telefonate che arrivano dagli ascoltatori e si fa lasciare nome, numero di telefono, luogo della chiamata e la dedica con la canzone. È molto importante sapere da dove arrivano le chiamate per capire dove la radio è ascoltata. Le telefonate ricevute in un’ora determinavano l’AUDITEL: se si riceve più di una chiamata al minuto è un buon segno. “Le telefonate che arrivano in radio sono la nostra audience”, ha ricordato il fondatore Bonelli.
  • Ore 12 “Che prezzo fa”, trasmissione svolta al mercato coperto di Perugia, dove vengono intervistati i negozianti e la gente che fa la spesa. Viene poi mandata in onda direttamente la voce della gente, con la loro tipica parlata perugina.
  • Ore 13 notiziario su Perugia.
  • Dalle ore 13.30 alle ore14 musica classica.
  • Dalle ore 14 alle ore 15 “Alla scoperta dei ristoranti di Perugia”, Trasmissione di due ragazzi che vanno in giro per i ristoranti della città a fare interviste, dove alla fine si propone un contratto pubblicitario.
  • Dalle ore 15 alle ore 17 dediche.
  • Dalle ore 17 alle ore 18 “Jazz in Umbria”, con musiche scelte da Carlo Pagnotta, l’attuale direttore di Umbria Jazz.
  • Dalle ore 18 alle ore 20 dediche d’amore.
  • Ore 20 notiziario su Perugia.
  • Dalle ore 20 fino a mezzanotte “Discoteca In”, programma condotto da due ragazzi, che commentano la musica da ballo trasmessa.

radio aia perugia

Un programma folkloristico importante da ricordare è “In giro per Perugia”, condotto da Mariella Chiarini e Franco Bicini. Questa è una trasmissione dedicata al dialetto, in cui si va in giro per la città a scoprire gli angoli più particolari e a volte conosciuti da pochi, come Via Baciadonne. Durante queste “passeggiate” si incontra la gente, con cui i due conduttori dialogano sempre in perugino. Il lunedì sera, invece, è dedicato allo sport, diversamente dalla RAI, che non se ne occupa mai. Fu proprio nel giugno del 1975, quando il Perugia va in serie A, che si inizia a dare grande spazio all’argomento, tanto che Radio Aia si spinge a fare TV e trattare quindi la questione nel piccolo schermo. La RAI, come modello, viene subito accantonato. Si vuole creare qualcosa di diverso, che rompe i cardini con il passato. La musica trasmessa va dal jazz, al rock, non c’è un genere particolare, ma si cerca di accontentare tutti i gusti. Si trasmette anche musica straniera, in particolari i successi che arrivano dall’America.L’emittente è durata solo un anno, perché poi si è passati alla televisione con l’avvento del Perugia in serie A. La pubblicità ha avuto sempre un ruolo fondamentale, fin dagli esordi. Bonelli ha deciso di regalare la prima settimana, su un contratto pubblicitario di un mese, in modo da incentivare i commercianti e fargli capire l’efficacia di questo mezzo. Bonelli ricorda con ironia, di una merceria di Corso Cavour, “La Perla”, la quale era molto scettica nella pubblicità ed esitò a lungo prima di stipulare il contratto con Radio Aia. Passata una settimana, il proprietario della merceria, conferma il contratto e addirittura lo prolunga, poiché nel giro di pochi giorni il negozio si era riempito di gente invogliata ad acquistare, grazie alla pubblicità in radio. Con il pubblico si sono instaurati rapporti significativi, grazie alle numerose telefonate che arrivano ogni giorno, ma anche attraverso le trasmissioni che vengono fatte a diretto contatto con i cittadini, come “Che prezzo fa” e “Alla scoperta dei ristoranti tipici di Perugia”. La politica non ha mai influito in modo particolare. Si cerca di rimanere neutrali e far passare le notizie semplicemente per quello che sono, senza che i conduttori facessero trapassare il loro pensiero. Lo dimostra il fatto che i giornalisti che conducono i notiziari sono tre, tutti con un orientamento diverso: uno comunista, l’altro democristiano e l’altro ancora socialista. Quindi possiamo chiaramente dire che l’emittente non ha mai avuto una posizione politica. Alcuni politici intuiscono l’importanza delle radio private, ma non hanno mai voluto investirci soldi per le campagne elettorali. All’interno di Radio Aia, sono tutti volontari, nessuno è esperto nel campo radiofonico, a parte Luigi Bartoletti, appassionato di elettronica. Con l’avvento dalla tv Bonelli, pur continuando ad essere l’editore, lascia la gestione della radio ad una sua collaboratrice, Radio Aia chiude nel 1980 con la chiusura della tv.

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