Radio Napoli City

RADIO NAPOLI CITY

RADIO NAPOLI CITY ADESIVO

ALTRO ADESIVO RADIO NAPOLI CITYRadio Napoli City fu la prima emittente campana venne fondata nell’ottobre 1975 dal pittore napoletano Elio Ferrara, ex radioamatore Cb, la sede era nel Rione Alto Vomero in Napoli, Palazzo Aurora, nello studio di pittura di Elio Ferrara; l’emittente irradiava i suoi programmi dai 101 mhz. Dopo pochi mesi dalla sua nascita il giudice Palmeri mette l’emittente sotto sequestro ma Ferrara, per niente scoraggiato, installa una nuova postazione volante che trasmette dal Vesuvio. Nel luglio 1976 vi è la sentenza RADIO NAPOLI CITY ADESIVO 2della Corte Costituzionale e Radio Napoli City può riprendere regolarmente le sue trasmissioni.  L’emittente è conosciuta anche con l’acronimo di Rnc, fra i suoi collaboratori Nando Coppeto (poi produttore di Roberto Murolo), SasĂ  Capobianco (poi a Kiss Kiss), Stani Smiraglia, Gino Finelli, Vicky Cippullo, Hilda Grasso. Adriano Di Cristo, Massimo Massimi, Rodolfo Parlato, Mario Franco, Renato Romano (il famoso attore cinematografico nato a Ischia e attualmente in America davo prosegue con successo la sua attivitĂ  sul grande schermo). Federico Coltella, Adriano Ferrara. Sandro Fiorenzano e Dora Perotta. Alle trasmissioni presero parte ospiti di grido come Patty Pravo, i “Sadici Piangenti”. Roberto De Simone, PINO DANIELE RADIO NAPOLI CITYRaffaele Cascone, Nino Taranto. Alan Sorrenti, Jenny Sorrenti, Tony Cercola. Patrizia Lopez, Eugenio Bennato, Mario Musella, Alberto Lupo, Pino Daniele, il giornalista Renato Ribaud, venuto a conoscenza dei successi che registrava Radio Napoli City, scrisse un interessante articolo su questa libera emittente radiofonica, mettendo in risalto le notevoli potenzialitĂ  della radio grazie all’entusiasmo del suo animatore Elio Ferrara e dei propri collaboratori.  Pino Daniele muove i primi passi proprio a Radio Napoli Ciy,  dove propone in diretta Tanta storie, un brano mai inciso:

http://www.youtube.com/watch?v=h07eVltg0Gs

Successivamente Pino Daniele sarĂ  ancora ospite di Radio Napoli City nell’ambito di una trasmissione condotta da Nando Coppeto per presentare il 45 giri, da poco inciso, Che calore/Fortunato, le telefonate non tardano ad arrivare, anche se il nome di Pino Daniele non entra proprio in testa agli ascoltatori. «Non avevo capito solamente il cognome di “Tito”» confessa uno di questi, un insegnante di lettere di scuola media del popolare quartiere della SanitĂ  che sottolinea la differenza di quel brano dalle «canzoni in abito da sera». Pino-Tito non si scompone, ripete il suo nome e dopo aver ascoltato le parole del professore, spiega: «Io sono veramente contento che lei è riuscito a capire il senso di queste canzoni, perchĂ© molti la interpretano come un fatto commerciale. “Che calore, che calore” dovuto a questa terra dove c’è questo sole pauroso, mentre invece il caldo è anche una scusa per nascondere questa, questa grande miseria che ci sta». Da qui l’invito del professore a suonare quella musica così diversa davanti ai suoi ragazzi. Invito accettato. «Faccio a Pino Daniele gli auguri piĂą affettuosi – lo ringrazia –, e che i suoi 21 anni continuino per tanti anni ancora a fare delle cose con questa genuinitĂ  e questa spontaneitĂ  e non si deformi con i grossi industriali del Nord, che resti se stesso per quello che è possibile restare se stessi quando la vita va avanti. E poi soprattutto che pensi a questa gente di Napoli…». Questo frammento di registrazione finora era rimasto archiviato con altre chicche degli anni in cui le radio libere fiorivano in ogni cittĂ  d’Italia sul sito Broadcastitalia. Meno di dieci minuti da libro dei ricordi che terminano con l’accenno di un brano strumentale inconfondibile, perchĂ© quattro anni dopo diventerĂ  uno dei pezzi di maggior successo di Pino Daniele. «Quanno chiove».

ELIO FERRARA, ALBERTO LUPO, NANDO COPPETO, RODOLFO PARLATO IN UN PROGRAMMA CONDOTTO DA VITO MATASSINO SU RADIO NAPOLI CITY

ELIO FERRARA ALBERTO LUPO,, NANDO COPPETO E RODOLFO PARLATO NEGLI STUDI DI RADIO NAPOLI CITY NELL’AMBITO DI UN PROGRAMMA CONDOTTO DA VITO MATASSINO.

Ecco una parte dell’articolo di Renato Ribaud gentilmente inviatoci da Elio Ferrara: “«Si trasmette a modulazione di frequenza. Il programma è senz’altro piĂą interessante ed originale di quelli che abitualmente ci propina “Mamma Rai”. La stazione è quella di Radio Napoli City, ma non è l’unica emittente in azione. C’è anche Radio Nuova Napoli.  Questa va in onda da Barra ed è retta da Massimo Dessy. Sta pure per cominciare Radio Vomero. La nostra chiacchierata avviene comunque a Radio Napoli, dove sono piena attivitĂ  Elio Ferrara e Nando Coppeto. Sono due giovanissimi: se contestano lo fanno con convinzione; se protestano lo fanno con preparazione e dati di fatto. Sino a poco tempo fa Elio e Nando facevano i pittori per professione ed i radioamatori per diletto. Adesso la passionaccia per la radio li ha avvinghiati: hanno deciso di fare una scelta e pare hanno saputo ben farla. Trasmettono tutti i giorni un programma in leit motiv che è davvero piacevole. Per ascoltarlo basta spostare la barretta della radio e sintonizzarla sul 101.FM.”

Fra i programmi dell’emittente: NARCISO ALLO SPECCHIO (trasmissione nella quale si esibivano gli ascoltatori, condotto da Rudi ed Elio, con tanto di spogliarello radiofonico, una satira del sesso radiofonico che in parte anticipava gli attuali telefoni erotici), NOTTURNO con Antonio Casagrande (noto attore defilippiano, il “Settebbellizze” nella commedia NAPOLI MILIONARIA) e Angelo Fusco (giornalista napoletano di estrazione socialista, per anni collaboratore di PAESE SERA, autore di testi teatrali), condotto da Elio Ferrara, POESIE PER UN’ORA (condotta e ideata da Vittorio De Asmundis e Maria Paola Ghezzi), FRANCESCO CANGIULLO FUTURISTA NAPOLETANO personaggio interpretato da Enzo Scala (attuale Rettore dell’Accademia Drammatica di Santa Cruz de Tenerife, anche attivo come mimo e allievo di Marcel Marceau, che negli anni ’70 aveva fondato a Napoli il gruppo dei Perhaps), LA PACCHIA SIA CON VOI (spettacolo di cabaret con Renato Rutigliano e Benedetto Casillo),  Ferrara inoltre ci ha ricordato di una memorabile jam sassion con Pino Daniele e Patricia Lopez svoltasi negli studi di Radio Napoli City. Politicamente aperta a tutte le forze democratiche Rcn ospitò (e collaborò) con Radio Radicale.  Molto importante fu la collaborazione con il Comune di Napoli, facendo da tramite fra il pubblico e le autoritĂ  seguendo le iniziative della giunta presieduta da Maurizio Valenzi.   La sigla di apertura e di chiusura delle trasmissioni era di James Last.

La storia di Radio Napoli City dura fino al 1978, i i tempi sono cambiati e Ferrara se ne accorge arrivano i network, l’etere è intasato, e Radio Napoli City chiude i battenti nel settembre 1978 cedendo le sue frequenze a Radio Radicale.

ECCO L’ARTICOLO INVIATOCI DAL FONDATORE DI RADIO NAPOLI CITY

IN OCCASIONE DEL TRENTENNALE DELLA CHIUSURA DELL’EMITTENTE.

Trent’anni fa chiudeva Radio Napoli City 101 Mhz. A metĂ  1978 si concluse quella che da tutti viene definita come la parentesi felice delle radio libere, quando la voglia di comunicare, di approfondire le tematiche sociali ed essere presenti prevaleva sulle ragioni del mercato.
«Chiudemmo perchĂ© nel 1978 iniziarono ad avvicendarsi nuove radio che perseguivano solo scopi commerciali» spiega Elio Ferrara, ideatore e principale animatore di Radio Napoli City; «Il nostro era un gruppo di giovani mossi da tanti ideali, che lavoravano gratis e senza introiti pubblicitari. L’entusiasmo iniziale scemò e non avemmo piĂą la forza di restare sul mercato».
I primi anni delle radio libere, alternative alla programmazione delle radio di stato, furono molto prolifici dal punto di vista
dei contenuti. Chi operava in questo settore lo faceva per passione, riuscendo a offrire al pubblico prodotti di alta qualitĂ . Gli animatori delle prime radio libere riuscirono ad arricchire il mercato, cambiando la storia della comunicazione di massa. «Quando iniziammo le trasmissioni» prosegue Ferrara «il panorama delle comunicazioni era monopolizzato dalle emittenti di stato. C’erano due canali televisivi e due radiofonici. Noi apportammo un cambiamento sostanziale, innovando i contenuti e creando un ponte tra la radio e
gli ascoltatori».
In piena sintonia con la realtĂ  sociale dell’epoca, le radio libere avevano una netta impostazione politica, anche se difficilmente si poteva registrare la prevalenza di un determinato partito.
«La nostra radio era di sinistra. Tutti i nostri collaboratori erano radicali, comunisti o socialisti, anche se non mancavano alcuni di destra. Non c’era una forza politica predominante, ma tanta libertĂ  di esprimere le proprie idee. Nel nostro palinsesto era presente un collegamento quotidiano con Radio Radicale, che all’epoca trasmetteva solo nella cittĂ  di Roma, dando voce alle battaglie sui diritti civili e diffondendo in maniera approfondita li lavori parlamentari». L’offerta di Radio Napoli City non si limitava solo ai programmi di approfondimento politico, ma si orientava anche verso l’intrattenimento di qualitĂ  e la musica. «C’erano molti artisti, diventati poi famosi, che ruotavano intorno alla nostra radio» ricorda Ferrara «Tra i nostri ospiti annoveravamo Pino Daniele, che si stava affacciando appena alla ribalta, Roberto De Simone, Benedetto Casillo e Renato Rutigliano, Nino Taranto, Patty Pravo, ma anche giornalisti come Toni Cercola e Ciro Sebastianel. Invitavamo continuamente psicologi, avvocati e sociologi, un po’ come faceva Radio Popolare a Milano, con la quale condividevamo l’appartenenza al Fred, la federazione delle radio emittenti democratiche e popolari».
Il panorama radiofonico è cambiato notevolmente dal 1978 a oggi e le sole radio che fanno approfondimento politico e culturale sono le tre emittenti pubbliche, Radio Radicale e qualche altra piccola emittente privata. Le altre, invece, sono diventate contenitori di pubblicitĂ  e promozione discografica. «Oggi sulla frequenza c’è di tutto» spiega Ferrara «I network radiofonici sono solo dei grandi jukebox. Le emittenti napoletane, invece, propongono solo canzonacce neomelodiche o programmi di oroscopi e stregoni.
La differenza tra le radio di oggi e quelle degli anni ’70 sta nel fatto che oggi si fa solo musica e promozione commerciale, mentre noi proponevamo battaglie sui contenuti e affrontavamo quotidianamente questioni di natura politica e sociale. A Napoli riuscimmo a creare un filo diretto tra i cittadini le istituzioni. Ogni giorno ospitavamo consiglieri comunali e assessori e li ponevamo dinanzi alle istanze dei cittadini e lottavamo per fare qualcosa di buono per Napoli.
I nostri intenti non sono mai stati commerciali, ma sempre politici e ideali. Ci siamo sacrificati molto, offrendo il nostro lavoro gratuitamente e rischiando la galera. Ma a cosa è servito? Quali risultati abbiamo ottenuto? Le radio libere non sono nate per dare spazio ai gruppi di potere e noi non immaginavamo che potesse esserci una tale degenerazione».
(Maurizio D’Ago)

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