Radio Ferrara voce libera

RADIO FERRARA

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Nel 1945 l’appassionato di radio Albano Moretti, assieme al figlio Franco, idea Radio Ferrara che dal 2 al 4 ottobre trasmette anche per Bologna, Modena e Mantova un processo dell’epoca. Alle 14 del 24 marzo 1946 sono annunciate via stampa altre trasmissioni sperimentali, il primo palinsesto passato alla storia: interviste, notizie, un programma sul cinema condotto da Adolfo Baruffi, musica e canzoni a richiesta. La radio viene chiusa immediatamente. Ma ecco come andò la vicenda.  Franco Moretti  nasce a Ferrara il 30/08/1920. Pioniere del radiantismo e della radiofonia nel 1934 quando ha solo 14 anni costruisce una radio trasmittente: l’antenna composta da un filo teso nel suo terrazzo situato al terzo piano della abitazione, l’alimentazione fatta con una discesa a 1/7 dal centro, la gamma di funzionamento quella dei 40 metri – 7 MHz, il ricevitore un apparato commerciale con la gamma delle onde corte. La selettività è più che sufficiente per un modesto traffico ma la Polizia di Stato viene a conoscenza dell’attività e con una visita domiciliare trova la stazione e sequestra tutto mettendo in guai seri il padre con una salata contravvenzione. Finito il conflitto il 26 aprile 1945 a Guarda Ferrarese sull’argine del fiume Po trova materiale militare abbandonato e tra questo trasmettitori, ricevitori, materiale di ricambio, valvole, portatili veicolari e fissi. Con l’accumulato comincia a costruire il primo trasmettitore.  Quando nel settembre 1945 stanno per iniziare a Ferrara alcuni processi politici legati agli esponenti del regime fascista chiede alle autorità di installare una stazione radio nei locali del Tribunale per permettere al pubblico di seguire le fasi dei dibattimenti e per funzione di pubblica utilità ma le autorità non concedono l’autorizzazione in quanto le trasmissioni radio sono monopolio dello Stato e della Rai. Tre giorni al primo processo,  però, il prefetto di Ferrara dott Hirsh lo autorizza ad installare la trasmittente nella sala adiacente le udienze. I Vigili del Fuoco installano una antenna filare dalla chiesa di S. Domenico e il palazzo Bentivoglio sede del Tribunale e con una delle trasmittenti prelevate sul fiume Po di fabbricazione tedesca con la potenza di 30 watt e con microfoni di fortuna effettua la trasmissione sulla lunghezza d’onda di 230 metri. Il tutto dura tre giorni. Visto il risultato il prefetto richiede di preparare una nuova trasmittente più potente in grado di servire tutta la Provincia per un secondo processo molto più importante a carico dell’ex prefetto di Ferrara della Repubblica di Salò Giuseppe Altini da svolgersi nell’aprile 1946. Al proposito prepara una “vera” stazione radio con la potenza di circa 100 watt con un telaio metallico con generatore a cristallo, separatore e stadio finale con la ottima valvola 813, un amplificatore da 50/60 watt, un trasformatore di modulazione da 1000 watt che ha come secondario 2X500 volt, la tensione per i filamenti delle valvole attorno ai 4 e 6 Volt e il primario per la rete a 110 volt, gli altoparlanti intorno ai 15/20 ohm. Le prove risultano perfette. Usa gli avvolgimenti a 6 volt come ingresso dall’amplificatore di BF e i secondari come alimentazione della tensione anodica di 1500 volt alla valvola 813 finale di potenza a RF, i microfoni li realizza usando l’involucro di un fanale di bicicletta “radium” inserendo all’interno capsule microfoniche costituite da auricolari di cuffie americane magnetodinamiche, una reticella metallica sostituisce il vetro anteriore del fanale: 6 i pezzi realizzati di cui due a colonna utilizzando delle piantane per lampadari. Il servizio interno del tribunale costruisce una piattaforma in legno di circa due metri di altezza e provvede a fare un foro nella parete dell’aula del Tribunale chiuso con vetro di isolamento per permettergli di osservare l’interno e comandare i vari microfoni. Il mixer autostruito con valvole 6SN7, doppi triodi con uscita a bassa impedenza sul catodo inviato all’ingresso dell’amplificatore di bassa frequenza. Il processo comincia prima della data prevista il 14 marzo alle ore 9.00 e termina l’11 aprile 1946. Durante il periodo di funzionamento viene aiutato dalla sorella che fa da annunciatrice e da alcuni amici che provvedono alla stesura dei testi e alla trasmissione nei giorni festivi di programmi musicali eseguiti dall’orchestra Orsatti in un appartamento adiacente al palazzo del Tribunale. Si alternano ai microfoni vari giornalisti e in particolare Don Bedeschi, cappellano militare dell’VIII armata inglese, che parla delle varie vicende legate al conflitto recentemente concluso. Nei primi giorni di funzionamento si presentano alla porta della stanza alcuni finanzieri in divisa per sequestrare la stazione in quanto “illegale” ma due carabinieri dislocati dalla Magistratura a protezione del complesso impediscono l’attuarsi del sequestro. Fino al giorno della chiusura del dibattimento puntualmente si presentano per eseguire l’ordine ricevuto. Il processo finisce alle tre di notte e quando tutti lasciano l’aula i due carabinieri con cacciaviti e tronchesini procedono alla demolizione della stazione. Posti in una cassa i vari componenti  vengono caricati su un auto e portati nel negozio del radio amatore alle 5 della mattina del 15 aprile 1946. La mattina seguente davanti alla porta del negozio una carovana di auto: Polizia, Carabinieri, Finanza, RAI. Radio Ferrara, nei fatti la “prima radio libera italiana autorizzata” viene posta sotto sequestro. Aperta la saracinesca Moretti indica loro la cassa con il relativo contenuto, che contiene quello che era la radio Ferrara da loro richiesta. La soluzione non è ben accettata dai presenti convinti di poter trovare una stazione radio, come descritta dai vari giornali, e funzionante. Il comandante dei finanzieri fa buon viso a cattivo gioco e richiede al Moretti di esibire la autorizzazione alla gestione. Lui  presenta la lettera con l’ordine del prefetto di Ferrara che gli ordinava di allestire una stazione radio per diffondere il processo Altini evitando la ressa del pubblico nell’aula del Tribunale. La parte burocratica però termina con la firma da parte dell’organizzatore della prima radio libera italiana di un verbale di ben 14 pagine sottoscritto anche dal comandante dei Carabinieri e dai delegati della RAI. Così finisce la storia di Radio Ferrara che aveva dato la grande soddisfazione di creare, senza nessun scopo di lucro, un pubblico servizio dimostrando che i radioamatori potevano essere di grande utilità alla comunità. Il pioniere che ha segnato la storia muore il 22 giugno 2008.

Con l’avvento delle radio libere nel 1975 nascono a Ferrara: Teleradioalfa da cui nel 1977 Rete Alfa chiusa nel 2016 e RetAalfa 2 chiusa nel 1980; Radio Elle nata all’interno della contrada di Santa Maria in Vado; Radio Ferrara Centrale Fm 100 MHz fondata nel dicembre da Alessandro Caravita con il sostegno finanziario di Massimo Caselli (titolare della discoteca Harlem) con sede in via Boccaleone 2 e successivamente in corso Porta Reno 27 e Ferrara Controradio FM 102.700 MHz nata per iniziativa di un gruppo di radioamatori iscritti all’Arci. Nel 1976: Radio Ferrara in via Ripa Grande 79;  Radio Ferrara 2000; Radio Estense Informazioni con sede in via Borgovado 2; Radio Baraonda fondata da alcuni militanti di Potere Operaio con, sede in via Tancredi 19. Nel 1978 Radio Base Moreno FM 102.500 MHz chiusa nel 1994. Radio Five Fm 87.800 MHz nata il 18 novembre 1979 da un gruppo di ex dj di Radio Elle e chiusa nel 1994. E’ la volta anche di: Radio Ferrara International, Radio Etere, Radio Dolce Vita, Radio Gibi 91.  Oggi in città non ci sono più radio. Rimane solo Radio Sound a Codigoro.

(Ruggero Righini)

 

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