Radio Bologna Giovani

 

RADIO BOLOGNA GIOVANI 104L’emittente nasce nel marzo 1977 per iniziativa di alcuni studenti di elettronica capitanati da Andrea Gozza, la radio ha sede in via Berretta Rossa 3 Bologna, in un ex latteria, irradia i suoi programmi con un trasmettitore da 20 watt sui 93 mhz autocostruito.  Nel maggio 1977 Radio Bologna Giovani riceve dall’Escopost un telegramma nel quale gli viene intimato di spegnere le apparecchiature causa disturbo ai Vigili del Fuoco. Radio Bologna Giovani cessa di trasmettere, riparte qualche mese dopo dai 104,200 mhz. radio bologna giovani 1Con il 1978 si struttura un palinsesto che propone alle 10 del mattino la rassegna stampa curata da Fabio, alle 14 il pomeriggio musicale, con musica rock, punk e dei cantautori italiani, quindi gli altri programmi pomeridiani: La trappola condotta da Enzo e Giovani Cantautori. La sera Loris e Fusto conducevano “Ufo Sound” con una appendice il sabato nel primo pomeriggio con “Ufo Sound Punk Parade” classifiche Punk e di tutto ciò che andava a “manetta”. La radio si interessò molto anche al rock demenziale. Le cantine pullulavano di band e alcune di queste cominciavano a farsi conoscere. Gruppi come Skiantos, Windopen rock, Rusk und brusk, Luti Chroma, Gaznevada, Confusional registrarono cassette per la prima etichetta indy bolognese l’Harpos Bazar. La radio seguì con anteprime, interviste e servizi uno degli avvenimenti musicali piu’ importanti in quegli anni, il ”Bologna Rock” dove il 2 aprile del 1979 al Palasport si esibirono i gruppi nati sotto l’influenza del rock demenziale.

RADIO BOLOGNA GIOVANI 2Radio Bologna Giovani è stata anche “trampolino di lancio” per alcuni personaggi come: Pierfrancesco Pacoda, giornalista musicale, che trasmetteva la domenica sera alle 21 e poi Achille e altri DJ che esordirono su Rbg.  Alla fine del 1979 vi sono altri problemi di ricezione e di interferenze con altre emittenti, viene ancora cambiata frequenza, prima 104 mhz, poi 106 mhz. Ma la concorrenza di altre emittenti più potenti aumenta le difficoltà dell’emittente che nel 1980 cambia nome trasformandosi in Radio Silvestro ma nonostante questo tentativo l’emittente cesserà di esistere nell’autunno del 1981. Così Andrea Gozza ha ricordato molti anni dopo quell’esperienza: “Rbg fu un’ottima palestra di vita per un gruppo di ventenni che impararono ad esprimere la propria creatività, a comunicare con un microfono, a districarsi con la burocrazia e a prendersi delle responsabilità. Rbg, come altre piccole emittenti, anticipò la fine delle tante radio locali soffocate dai network. Ci si era illusi con la fine del monopolio Rai, nessuno immaginava che di lì a poco sarebbe nato un altro monopolio, quello dei network privati.”

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