Radio Bra Onde Rosse

RADIO BRA ONDE ROSSE

L’emittente inizia a trasmettere il 17 giugno 1975  per iniziativa di Carlo Petrini (futuro fondatore di Slow Food) e degli amici Azio Citi, Domenico Chiesa e Giovanni Ravinale, che comprano un radio baracchino al mercato di Livorno e in quel di Bra (Cuneo) danno vita alla radio. Il primo brano mandato in onda è l’Internazionale che sarà poi alternato con Pablo di Francesco De Gregori come brano per cominciare i programmi ogni giorno.  L’emittente irradia i suoi programmi dai 100,800 mhz (poi 100,200, quindi 101,00 mhz), la sede è all’ultimo piano di un casa del centro storico di Bra in – Piazza XX Settembre.

Legata alla rivista “In campo rosso” (nata sull’onda del referendum sul divorzio) era già stata presentata il 6 giugno così: “Questa volta la notizia è grossa e farà rumore: da martedì 17 giugno alle ore 7 inizieranno le trasmissioni di Radiobrà onde rosse. Si trasmetterà in modulazione di frequenza a 101 MHz, la ricezione sarà perfetta in un raggio di 20 chilometri intorno a Bra e dovrebbe essere discreta fino a 25-40 chilometri. Durante la prima fase di rodaggio degli impianti e degli “addetti ai lavori”, le trasmissioni si articoleranno su due fasce; dalle 7 alle 9 del mattino e dalle 17 alle 20 di sera, che comprenderanno un giornale radio con informazioni a carattere nazionale ed un bollettino di notizie locali. Tutto ciò è stato reso possibile da quella stessa sentenza della Corte Costituzionale che ha costretto il governo a riformare la Rai, sentenza che ha anche liberalizzato di fatto le trasmissioni radio su base locale. Infatti il monopolio non è più giustificato in quanto il costo -di impianto e di gestione- di una stazione radio è relativamente modesto, facilmente ammortizzabile dalle entrate pubblicitarie e può quindi essere affrontata da gruppi privati più diversi senza pericoli per la libertà. Con una motivazione di questo tono un pretore di Milano ha dichiarato, con sentenza passata in giudicato, perfettamente lecita l’attività di Radio Milano International, la prima radio libera italiana. In ogni caso, dato dato che ci troviamo in una situazione di vuoto legislativo e poiché si tratta sempre di un giornale -parlato invece che scritto con musiche al posto delle fotografie – radiobra nasce come supplemento sonoro di in campo rosso, con lo stesso direttore responsabile e con la stessa proprietà il Circolo Cucito. Se ci è permessa l’immodestia, si tratta di un evento che non è eccessivo definire storico. Radiobra, anche se è solo la quarta radio libera ad entrare in funzione in Italia, sarè però la prima a non trasmettere soltanto canzonette, la prima ad avere un preciso impegno politico e sociale, a tentare una puntuale controinformazione, ad essere aperta a tutte quelle forze democratiche che non hanno libero accesso alla Rai-Tv ed alla grande stampa; in una parola sarà la prima radio “politica” in Europa non condizionata più o meno pesantemente dalla volontà del regime in cui opera. Naturalmente chiediamo la collaborazione di tutti per sfruttare la possibilità di questo formidabile canale d’informazione, chiediamo che sindacati, consigli di zona e di quartiere, collettivi femministi e studenteschi, gruppi musicali e teatrali, associazioni e gruppi che hanno un discorso da svolgere considerino la radio come loro, chiediamo che grazie ad essa si svolga tra i cittadini un dialogo libero e sincero”.     Di questa emittente parla anche Millecanali su uno dei suoi primi numeri: “direttore Angelo Testa. Palinsesto: GIORNALE RADIO, RUBRICHE FEMMINISTE, RASSEGNA CULTURALE REDATTA DAL COLLETTIVO STUDENTI, CORRISPONDENZE DALLA REDAZIONI ESTERNE, CRONACHE LOCALI.”

Radio Bra Onde Rosse all’epoca venne addirittura indicata come la prima radio libera d’Europa (ma non è vero…).  Il nucleo fondatore dell’emittente faceva riferimento al Pdup, già attivo in una cooperativa nata quattro anni prima ed intitolata ad un partigiano di Alba, il Circolo Leonardo Cocito. Radio Bra Onde Rosse era un’emittente improvvisata nella messa in onda, ma capace di trasmettere per molte ore al giorno. Fu fra le primissime emittenti private italiane a trasmettere, sebbene abbia trasmesso per un periodo di tempo limitato e con numerose interruzioni. Dotata di un segnale debolissimo e percepibile da pochi attraverso un trasmettitore recuperato da un carro armato inizia le trasmissioni il 5 luglio, con un po’ di ritardo sulla data prevista. Il 7 luglio parte la programmazione regolare diretta da Angelo Testa, caratterizzata da una forte improvvisazione. L’emittente, improvvisata nella messa in onda ma capace di trasmettere per diverse e ore al giorno della mattina e la sera, manda in onda notiziari, discute di politica, fa intervenire gli ascoltatori in qualsiasi momento con una telefonata ed infine lascia abbastanza spazio alla messa in onda di canti popolari e politici.

Le emissioni vennero interrotte quasi subito, il 14 luglio 1975 da un primo sequestro ordinato dalla magistratura che agiva ancora in un quadro normativo di monopolio. Per solidarietà Dario Fo con Franca Rame si trasferì a Bra tre settimane partecipando alle manifestazioni che seguirono al sequestro (fonte un articolo de L’Espresso dell’agosto 1975) e in tale occasione conobbe Petrini.

A questo sequestro la radio rispose con la riprese immediata delle trasmissioni.  Da qui il secondo e ben più duro intervento delle forze dell’ordine, intervengono in difesa di Radio Bra si mobilitano, oltre ai già citati Dario Fo e Franca Rame, tutta la “Comune” di Milano, Roberto Benigni, Francesco Guccini, Guido Aristarco, Nuto Revelli.

Fin qui una storia comune a molte altre radio libere dell’epoca. Il fatto significativo, che rende la vicenda di Radio Bra Onde Rosse esemplare, avvenne durante lo svolgimento del processo per la violazione della legge sul monopolio. Il pretore di Alba si sentì infatti costretto ad inviare gli atti del processo alla Corte Costituzionale, sollevando così la questione dell’incostituzionalità delle legge che garantiva il monopolio alla Rai.  Questa iniziativa contribuì a promuovere la sentenza che nel 1976 avrebbe posto fine al monopolio dell’emittenza radiofonica e televisiva, almeno in ambito locale. La vicenda di Radio Bra è dunque significativa dal punto di vista storico e politico, e assai meno dal punto di vista del palinsesto, anche perché era dotata di un segnale debolissimo e percepibile da pochi.  I programmi, novità per quegli anni, erano in diretta, i notiziari prevalentemente vocali, i microfoni aperti e musica quasi esclusivamente italiana (cantautori e canti politici e popolari). La radio era legata alla rivista IL AMPO ROSSO, nata nel 1974 sull’onda del referendum sul divorzio.  Radio Bra Onde Rosse diede anche vita a una cooperativa di prodotti alimentari chiamati Spaccio di Unità Popolare per soci con tessera a prezzo politico.

Dopo mesi di battaglie si riapre per la terza volta ma è di nuovo un sequestro da parte della pubblica autorità.

Fra chiusure e riaperture, con mesi di interruzioni Radio Bra Onde Rosse durò dal giugno 1975 al febbraio 1978 quando chiuse definitivamente i battenti (dalle sue ceneri nascerà Radio Bra Stereo, ma è tutta un’altra storia).  Carlo Petrini ricorda: “”. Anni di musica e scherzi. Eravamo una bella banda. Ricordo ancore le mattine gelate con i dischi in mano, che facevamo suonare su una vecchia radio della guerra greco-cipriota. I carabinieri ci sequestravano l’attrezzatura una settimana sì e una no”.

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