Radio Gamma Alessandria

RADIO GAMMA ALESSANDRIA

RADIO GAMMA ALESSANDRIA logo bn

 

radio gamma alessandria.jpgRadio Gamma apre le proprie trasmissioni sperimentali nell’agosto del 1975 dagli studi (provvisori) di via Giotto in zona Cristo e dopo circa un mese si trasferisce in un negozio di via Oberdan dove partono ufficialmente le trasmissioni in diretta.
Per i primi 15 giorni i programmi vanno in onda da mezzanotte sino alle quattro/cinque del mattino con i fondatori: Roberto Marzano, Massimo De Angelis (in arte Dj Anima) e Max Filippini alias Danilo Zanon (oggi a Sky).

Ma subito i pionieri di Radio Gamma (terza radio di Alessandria – il nome, terza lettera dell’alfabeto greco) inizia le trasmissioni in diretta dalle 7 del mattino sino alle 24, con un palinsesto ricco di proposte musicali (senza dubbio meglio delle radio di allora).
Facciamo un esempio: di esperti di cantautori italiani c’erano ben tre DJ, tra i quali il mitico Marino Trullalà, che si occupava della musica in base alla posizione politico – sociale degli stessi. Ma la musica era varia e così spazio al revival (che allora revival non era n.d.r. ) spazio al country, al pop, alla musica classica, al jazz e, udite, persino un programma dedicato ai bambini, che bambini allora erano ancora, con i loro miti e le loro canzoni. Pensate che a quei tempi i programmi di west coast e di east coast erano condotti da DJ diversi. L’atmosfera era euforica, c’era ancora il contatto diretto con gli ascoltatori e una persona dello staff era adibita solo ed esclusivamente alla prenotazione delle dediche. L’atmosfera era quella di un gruppo di amici (da noi se ne contavano più di quaranta) con una unica passione: la musica.

Si, eravamo fuori legge, tante denunce della polizia postale ma non abbiamo mai mollato, abbiamo continuato in quello in cui credevamo.
Le attrezzature erano rudimentali: mixer Tom Mix di fabbricazione americana a sei ingressi, piatti Lenco, bobinoni per il notturno con autoreverse della Piooner: insomma cose che oggi fanno sorridere ma che tutti invidiavano.

RADIO GAMMA ALESSANDRIA FOTO STORICA

Arriviamo agli anni ’80 quando è arrivata una selezione naturale dei personaggi “radiofonici”: le prime paghette, i primi rimborsi spese e il grande passo nella sede nuova. Radio Gamma si sposta in via Stephenson in una sede di oltre 250 metri quadri dove si può permettere oltre allo studio di trasmissione, due studi di registrazione, salone per le riunioni, uffici per la redazione e i giornalisti. Qui inizia quello che, personaggi che oggi hanno 33 anni di radio sulle spalle, rattrista: la radio commerciale. I palinsesti vengono accuratamente studiati, indagini di ascolto con Audiradio, iscrizione nel registro nazionale della comunicazione e agenzia nazionale per la ricerca pubblicitaria, la mitica SPER.

Ricordare i personaggi nati (in senso lato), i vissuti e spariti dal mondo radiofonico negli anni ’80 – ’90, penso sia materialmente impossibile: ricordo tra tutti i fratelli Olcese, ora affermatissimi nel mondo della musica, Claudio Damiani, Angela Rizzo, Angelo Marcenaro (oggi non più tra noi) e, non a caso Nadia, entrata nello staff nel 1975 e …….. udite udite dopo 33 anni ancora in onda: ha il primato: quello vero, di essere la DJ con più anni di trasmissione ininterrotta e ovviamente Enrico in staff dal 1985 e ancora al microfono sempre e solo per Radio Gamma.

Arriva poi il momento della famosa ed ambita concessione e a quel punto Radio Gamma diventa a tutti gli effetti un’azienda commerciale con cinque dipendenti, tre free lance, un direttore e due tecnici per la bassa e l’alta frequenza.
Si iniziamo le trasmissioni computerizzate e la sede, prima invasa da vinile e da cd, si trasforma in una centrale di trasmissione tutta computerizzata, con collegamenti Ansa, via satellite, postazioni internet, e così sino al nuovo millenio cui Radio Gamma entra nel mondo del Digital System. Radio Gamma cessa di esistere nel febbraio 2010, dalle sue ceneri nasce Radio Alex.

NOTIZIE TRATTE DAL SITO DELL’EMITTENTE E DA

http://radioalessandria.blogspot.com/

Comunicato stampa di Roberto Marzano

“Ad Alessandria non si leggerà più sul display degli 89.900 
“Dal 1975 la Radio di Navatta Anna Maria” – dalla famiglia Marzano/Navatta alla famiglia Capra

Settembre 1975 – febbraio 2010: sono passati trentacinque anni da quando, sull’esperienza in fatto di musica del marito, una grande imprenditrice, Anna Maria Navatta, iniziava un’avventura, quasi per ridere, chiamata Radio Gamma. Un inizio pieno di problemi, investimenti fatti con il contagocce, leggi che non arrivavano e poi, finalmente, a schiarire il cupo mondo della tele radiofonia arriva un imprenditore, allora ancora poco famoso, di nome Silvio Berlusconi e grazie al potere da lui acquisito nell’immediatezza, arrivano le prime leggi e l’azienda inizia ad assumere i connotati di una vera e propria impresa. Sono stati tanti i problemi che hanno costellato questi anni: colleghi che chiudevano, altri che fallivano, ma Lei ha sempre resistito, dispiacendone per la sorte di chi chiudeva o falliva, odiando persone che commentavano con le famose parole “finalmente uno in meno”, nonostante l’incalzare dei consueti “affaristi” che continuavano a fare offerte. Ma Lei non voleva, non poteva vedere quelli che ha sempre chiamato “i miei ragazzi” sulla strada. E così a denti stretti ha superato ogni ostacolo sia personale sia aziendale. Ma arriva il fatidico 2005 quella notte maledetta di domenica 16 maggio. Lo avevamo detto tante volte: anche in questa città il conformismo è una melassa che aggredisce tanti e copre tante cose. Ma noi alessandrini siamo disincantati, poco ci indigna e niente ci sorprende. Il “potere costituito” mandrogno raccoglie sotto il suo ombrello, dai settori maggioritari dell’Unione Industriale ai sindacati, dagli ultimi autentici marxista-leninisti ai grandi elettori della vecchia DC dorotea, da curiali, preti, suore e superiori, ai no – global poi, a ruota, battitori liberi, poteri finanziari cittadini, plotoni di liberi professionisti e gran parte di quella cultura che c’è in città…tutti insieme, spassionatamente, per insegnare, dirigere e comandare. E gli altri chi sono direte voi? Qui vivono tanti cittadini silenziosi che non si fanno avanti e non si arrabbiamo (quasi) mai: e proprio per questo nessuno li ascolta e pochi hanno deciso di rappresentarli. Così come si suol dire, ad Alessandria “non succede mai niente” e, se qualcosa succede la città guarda distaccata e distante; una volta queste persone riuscivano a eleggere un “proprio” sindaco ma tutto il resto del potere restava garantito in mano “agli altri”. E allora chi ha dato e dà eco alle parole “fuori dal coro” la si brucia e via. Non abbiamo mai nascosto la nostra appartenenza a un movimento attualmente schierato a destra ma nessuno può dire che l’informazione nella radio di Anna Navatta è stata sempre estremamente libera. Ma l’attentato del 16 maggio 2005 ha segnato e in un certo senso schifato questo mestiere. Radio Gamma in ogni occasione si è prodigata mettendosi a disposizione della comunità “gratuitamente”. Ha risollevato con il proprio lavoro Radio Cosmo dopo l’alluvione (il titolare di un’altra radio un giorno mi ha detto “hai fatto male io gli avrei ancora buttato un secchiello d’acqua”) quando Radio BBSI (forse il gatto e la volpe se ne sono già dimenticati) ha avuto problemi con il fuoco abbiamo fornito un mixer: ma di questi episodi potremmo scriverne a migliaia. 

Quando è successo a Radio Gamma, che solo grazie ad un sofisticato impianto anti fuoco si è evitato la catastrofe, nessuno ha detto o fatto nulla. Persino la forza politica di appartenenza non ha espresso rammarico per l’attentato e tanto meno la minoranza. Ma questo ad Alessandria è normale perché è una città “paesana” abituata a cose paesane (con tutto il rispetto per i paesani). Per concludere mi rifaccio al discorso sulle bellezze d’Italia che la signora Cederna (pace all’anima sua) ha fatto all’Hotel Hilton durante una vendita all’asta di quadri per raccolta fondi da donare in beneficienza: disse “Alessandria è la città più brutta che ho visto e starebbe bene nel deserto….tanto nessuno se ne accorgerebbe” pensate che io e le due persone che erano con me si sono alzate ed hanno abbandonato la sala lasciando esterrefatti (forse per le parolacce) l’alta società torinese. Noi abbiamo passato la mano a gente giovane, promettente e sicuramente più motivati di noi. I “miei ragazzi” (come direbbe Anna Maria Navatta) rimangono tutti al loro posto di lavoro e la sua radio continuerà a far sentire la sua voce………speriamo fuori dal coro come ha sempre fatto. Il mio compito, finito in Comune si sposterà a Roma e voglio dire grazie ad Anna per tutti questi anni di sacrifici ma soprattutto grazie per aver sopportato per trentacinque anni di essere paragonata a certa gente.”

Roberto Marzano

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