Studio 54 Network

STUDIO 54 NETWORK

RADIO STUDIO 54 (1)

Emittente di Locri (Reggio Calabria) nata il 6 giugno 1985 per iniziativa di Francesco Massara, Francesco Mesiti, Pietro Parretta.  Enzo Gatto, Memmo Minniti e Pietro Musmeci. Il primo nome è Radio Dj Club Studio 54, le prime frequenze 101,800 e 106,500 MHz. Nel 1991 è la prima radio calabrese (ed una delle prime italiane) ad utilizzare il Radio Data System. Nel 1994 la messa in onda viene informatizzata. Con il 1995, attraverso l’acquisizione di altre emittenti calabresi, esce dai confini storici della costa ionica reggina, allargando il suo bacino di utenza sulla Calabria e successivamente sulle regioni adiacenti. Nel 1997 è fra le primissime radio a compiere i primi esperimenti di streaming, nel 1998 assume l’attuale nome: Studio 54 Network.

Studio 54 Network oggi si presenta con una struttura tecnico-operativa decisamente competitiva, su standars non solo italiani ma anche europei….  Audio digitale, per un suono immediatamente riconoscibile per limpidezza e stereofonia, con una programmazione realizzata con l’utilizzo di software d’avanguardia, capaci di garantire qualità costante nel suono ed estrema puntualità nell’emissione dei messaggi pubblicitari. Musica estremamente selezionata, con una rigorosa scelta di soli grandi successi, e, peculiarità, informazione in tempo reale, con 28 aggiornamenti giornalieri, con inviati da tutto il mondo, aggiornamenti tempestivi…
Percentuale musica/pubblicità calcolata sulla base degli studi più recenti, per il massimo ascolto del canale ed i massimi risultati per le aziende, con un tetto massimo di spazi vendibili e una programmazione mirata. Grande bacino d’ascolto: un diametro di 500 chilometri, con trasmissione su ben nove province.
Presenza su INTERNET, con un sito tutto personale, pieno di musica, notizie, curiosità, aziende (quelle presenti sulla radio…). Trasmissione in REAL AUDIO e… SEVIZIO INFO RDS, con la realizzazione del primo servizio di RDS informativo sull’intera programmazione, utilizzato e sperimentato, per la prima volta in Italia, proprio sui nostri canali…
Grande struttura operativa, perchè la radio non sia solo in radio, ma anche nelle piazze, per le strade, a un passo dagli ascoltatori. Tutto questo grazie all’utilizzo di ben 2 motorhome, il primo strutturato su un Pulmann Gran Turismo, il secondo su un vero e proprio Truck americano.

Dal sito dell’emittente.

ATTO 0 – (The Day Before)

RADIO DJ CLUB STUDIO 54 nacque nel 1985 …. anche se tutto era iniziato qualche anno prima!
La cosa andò, più o meno, così: Avevo due ricetrasmittenti (giocattolo), che per un difetto di costruzione, generavano un segnale ricevibile nelle comuni radio FM, per un raggio di ben 100 metri…. Ci accorgemmo che collegando uno dei due apparecchi ad una vecchia antenna televisiva, raggiungevamo un raggio di quasi 200 metri!
La “Radio” era fatta!! Ci si presentò, così, un problema, che solo col tempo avremmo diagnosticato come una decisissima costante della nostra storia: il recuperare le spese!! Quel mini cb era in effetti a batterie… 8 ore di trasmissione ci sarebbero costate 500 lire (il cambio della pila). Saremmo falliti in pochi giorni! L’unica soluzione era acquistare un trasformatore in grado di alimentare l’apparecchio con la comune 220: bisognava spendere 8 000 lire. Pensammo ad una colletta… Francesco Mesiti, all’atto di versare le sue 800 lire, chiese garanzie: “Raga’, i soldi sono questi! Ma non voglio saperne niente… ora si fà seriamente!” Il dado era tratto.

ATTO 1 – (1985: arriva Pietro!) In verità, per “far seriamente” ne dovemmo riparlare qualche anno più tardi… Avevamo, infatti, nel frattempo, scoperto che occorreva comunicare la nascita della nuova stazione al Ministero, e che per farlo si rendeva necessario un maggiorenne. Nel contempo, ci rendemmo conto che bisognava superare la barriera dei “200 metri”; come per miracolo, spuntò la persona che sembrava esser nata per risolvere tutti i nostri problemi: Pietro.
Pietro, al secolo Pietro Parretta, 17 anni, penultimo anno alle superiori, sin da piccolo aveva acquistato dimestichezza con transistor, antenne, e apparecchiature elettriche in genere. Il padre disponeva di un attrezzatissimo laboratorio  (che negli anni successivi abbiamo ampiamente provveduto a sfruttare totalmente e sistematicamente…), e a Pietro entusiasmava l’idea di un’emittente da gestire tecnicamente; era fatta! Io avrei messo a punto lo studio e recuperato i primi dischi (…venti, tutti prestati!). Mancava l’ok ministeriale. Coprì il più grande, Pietro: il 6 giugno 1985, data in cui compiva 18 anni; gli impiegati del Circostel di Reggio Calabria ci trovarono alle prime luci dell’alba ad attenderli, con in mano la richiesta per poter partire. Non andava bene, bisognava spedirla per raccomandata, altrimenti non poteva essere accolta. “Ma come, stavamo aspettando il 6 giugno da un anno?” “Non si discute!”.
Rientrammo a Locri, e la raccomandata partì il giorno dopo.

ATTO 2 – C’era, al di là delle autorizzazioni, da “costruire” la radio. Occorrevano trasmettitori, piatti, piastre, dischi, gli studi… Ci mettemmo all’opera: per quel che riguarda la trasmissione, decidemmo di fare il grande passo, acquistando un trasmettitore di ben 5 W. Meglio: decidemmo di acquistare i pezzi per costruirlo (ci avrebbe pensato Pietro a montarli). Ritornammo a Reggio calabria, dove in un negozio acquistammo il nostro primo mitico Wilbikit. Di quel giorno ricordo due cose: Uno: non ci bastavano i soldi, e Pietro (ancora unico maggiorenne) lasciò in pegno la sua carta d’identità, a garanzia del nostro ritorno (rimase lì un mese, per poi esser riutilizzata, nei successivi anni, almeno una decisa di volte; Pietrò, dal 1985, finì per non poter disporre più della sua carta d’identità, che trascorse i suoi giorni chiusa nei cassetti dei nostri creditori…) Due: rientrati a Locri, eravamo così presi dalla discussione dei nostri mitici progetti, che, scesi dal treno, ci dimenticammo il materiale appena acquistato.
Ce ne accorgemmo subito: bloccammo il treno! Io mi “straiai” sui binari, impedendogli la partenza, mentre Pietro corse su a recuperare il nostro “piccolo tesoro”. Ritardammo la partenza del treno di circa un quarto d’ora; per un po’ di tempo ci soprannominarono “dirottatori”!
Pietro, così, si mise a costruire il nostro primo “vero” trasmettitore; io ed Enzo, invece, gli studi. Non trasmettevamo ancora, però in pochi giorni eravamo riusciti a concludere due sedi, e due studi. In verità, erano un po’ improvvisati, ma ci sentivamo già RAI.
(continua…)

scritto da Francesco Massara.

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