Radio Popolare Bisignano

RADIO POPOLARE BISIGNANO

RADIO POPOLARE BISIGNANO

L’emittente nasce a Bisignano l’1 giugno 1977 alle ore 13,00 con un trasmettitore valvolare da 1000 watt riesce a raggiungere un vasto territorio da Potenza a Catanzaro e dallo Ionio al Tirreno. A fondarla è un gruppo di giovani di sinistra, l’emittente irradiava i suoi programmi dai 101,400 Mhz,  la sede era in Vico II° Castello.   Ogni settimana le lettere degli ammiratori erano una valanga sul piccolo tavolino all’ingresso dello studio 1. Il telefono squillava senza sosta. La programmazione era rigorosamente in diretta. Ai dibattiti ed alle interviste si dava spazio alla libera espressione ad eccezione di quella espressa e professata da esponenti di destra. Da Radio Popolare è passata un’intera generazione politica e civile, nazionale e locale. Da Berlinguer ad amministratori locali ed esponenti sindacali, tutti hanno avuto voce. Dai lavoratori in sciopero a chi voleva evidenziare un sopruso o un’ingiustizia. Per la gente Radio Popolare non era solo “la radio”. Andava oltre quello che oggi può rappresentare questo “mezzo di diffusione”. Era lo sfogo per una società che ancora oggi soffre e non ha chi può o sa ascoltarla. Era una voce nuova che proponeva i poeti dimenticati o gli autori “nascosti”. Era la cultura che girava su piatti della Lenco. Era la prima ed unica radio a proporre canzoni con testi diversi dagli standard del tempo. Si ascoltavano canzoni rabbiose come “L’avvelenata”, di pura protesta come “Contessa” o di voglia di riscatto come le canzoni di Giovanna Marini. Canzoni oggi utili per comprendere un’epoca, per sentirsi “alternativo” ma anche per trovare la forza di emozionarsi ancora. Quanta passione in quell’ambiente. C’era un telefono su un tavolino, in uno studio con del truciolato forato sopra una retina metallica, utile per insonorizzare ed assorbire eventuali cariche elettrostatiche. Ricorda Luca Sireno, collaboratore dell’emittente: Purtroppo questo è un altro pezzo della nostra storia che troppo velocemente sta per finire nel dimenticatoio. Una Bisignano che aveva voglia di incontrarsi, confrontarsi e lottare per realizzare idee. Quella di Radio Popolare è stata un’esperienza di vita irripetibile. La società è cambiata. Finito quello spirito di sacrificio, dettato dalla passione, ed al termine del “riflusso” verso il privato con la fine dell’interesse per le grandi questioni della comunità, la Radio dei compagni e degli amici di partito non ha saputo trasformarsi in un’azienda moderna, non è riuscita a diventare “commerciale”. Bisignano tuttavia è stata anche questo e per alcuni di noi continua ancora ad esserlo, così come tutte le cose belle, che si ricordano come una domenica di primavera del 1978.”

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