Radio Elle

RADIO ELLE ROMA

Emittente nata nel 1974 per iniziativa del commercialista Gianni Leuti, di Riccardo Natili e Sergio Talia, trasmettendo inizialmente solo musica e trasmettendo dai 105,000 MHz con il nome di Radio Leuti. Il nome Radio Elle derivava dalla lettera L iniziale  del cognome di Leuti.  Nel novembre 1975 si strutturò con un palinsesto e con grandi conduttori. Ai fondatori si unirono Massimo Iozzia e l’anno successivo segna l’ingresso nella radio di Simonetta d’Acunzo Pistoia che allora si occupava un po’ di tutto: dalle pubbliche relazioni ai rapporti con le case discografiche, dalla creazione dei programmi alla conduzione. L’inaugurazione vera e propria avvenne nel novembre del 1975 con l’inizio dei programmi. Il primo direttore artistico-editoriale fu Sergio Talia, allora compagno di Marta Flavi. Talia poi lasciò per intraprendere con Riccardo Natili l’avventura di Radio Luna e alla direzione si susseguirono Pier Maria Bologna, Cesare Gigli e Paola Ummarino. Radio Elle fu una delle primissime radio private italiane di successo, con una struttura e un palinsesto professionali. Rivoluzionaria per quell’epoca, perché in grado di “aprire le porte” a molti cantautori e musicisti che non riuscivano a “passare” attraverso i canali tradizionali. La sede era in piazza San Marco 1 (successivamente in via Caroncini 43) , frequenze riposizionate sugli 88,900; 92,300 e 95,00 mhz successivamente trasferisce la propria sede a Roma in piazza Ennio 1.  Grandi mezzi sia di bassa frequenza che di alta trasmetteva da Belsito a Roma sulla sommità di Monte Mario.  Fra i collaboratori Barbara Marchand, Pier Maria Bologna, Foxy John, (Giovanni Villa), Franco Califano, Clelia Bendandi, Paolo Frajese (che curavano la rassegna stampa), Marco Ottaviani, Bob Lunigher,, Fiorella Gentile, Clelia Bendandi, Simonetta d’Acunzo Pistoia, Daniela Debolini, Milko Conti, Fabrizio Libonati, Carlo Ceccherini (giornalista de IL POPOLO, poi in Rai), Tony Renis, Cristiana Nieddu, Bobby Boy (Robert Nunninger). Musica, informazione, dediche, rubriche varie e la trasmissione Crazy Sound costituiscono il palinsesto. Radio Elle è la prima emittente che tenta la via del network nazionale. Acquista o si associa con altre radio del centro. Fra i programmi IL BUONGIORNO DI RADIO ELLE, LEGGERA MADE IN ITALY, I DISCHI PIU’ DI AMICI, CRAZY SOUND e una HIT PARADE condotta da Foxy John (all’anagrafe Giovanni Villa) che qualche anno dopo condurrà per RadioRai la HITPARADE che era stata condotta da Lelio Luttazzi.  Da Radio Elle sono passati gran parte dei nomi noti dello spettacolo, della musica, del giornalismo e della Rai. Collaborazioni o semplici presenze più o meno frequenti, tra i quali Franco Califano, Gigi Sabani, Tony Esposito, Tony Cicco, Roberto Puleo, Vincent Messina, Dario Salvatori, Franco Schipani, Paolo Fraiese, Empedocle Maffia, Carlo Ceccherini, Massimo Facchini, Luciano Appignani e moltissimi altri.
Negli studi di Radio Elle il regista Nanni Moretti girò anche una memorabile sequenza di «Ecce Bombo».
Tra la fine del 1979 e i primi mesi del 1980 Radio Elle chiuse i battenti a causa di un incendio e molti suoi tecnici, giornalisti e conduttori migrarono in altri lidi diventando assi portanti di altre realtà radiofoniche e televisive.

Ricorda Pier Maria Bologna sul sito www.newslinet.it: “uno dei programmi di punta era  il “Buongiorno di Radio Elle” affidato a Bobby Boy che faceva la notte in bianco in discoteca, al “Capriccio”, e alle 5.30 iniziava in radio con una verve ed una simpatia che non ho più risentito in radio; fra gli RADIO ELLE ROMA 2altri programmi: “Leggera Made in Italy” di sola musica italiana (nel periodo in cui era schifata da tutti o quasi) affidata a Daniela Debolini; “I Dischi per gli Amici” (vedi Radio Montecarlo) con le richieste e le dediche telefoniche in diretta, “Crazy Sound” un programma demenziale che andava in onda la domenica mattina (era da sbellicarsi dalle risate: c’era dentro di tutto compresa la parodia di Paolo VI che realizzavamo con la voce di un bravissimo imitatore passata attraverso un registratore per produrre l’eco di piazza San Pietro ed il suono delle campane ottenuto percuotendo un estintore semivuoto. La ciliegina era confezionata da Foxy John con la Hit Parade». Più complessa invece la gestione dell’informazione: “Purtroppo le fonti erano scarse: nessuna agenzia, Internet non esisteva, potevamo solo affidarci ai GR e ai TG RAI, ai quotidiani locali e a qualche telefonata degli ascoltatori. Ma il tempo era poco, nessuno aveva esperienza per riprendere e rielaborare le notizie, avevamo solo una macchina da scrivere.. Finché non comparve Carlo Ceccherini, giovane giornalista presso “Il Popolo”, il quale mi fece una corte spietata per settimane e settimane senza mai demordere. Ogni giorno, o quasi, si presentava in radio, si proponeva per collaborare ed io traccheggiavo rinviando la decisione. Un giorno si presentò con in mano un fascio di lanci d’agenzie che aveva “rubato” al giornale. Una manna per noi! Notiziario in diretta aggiornato come i GR della Rai e forse di più! Dal “Popolo”, poi, ci faceva le “corrispondenze” per telefono come se si trovasse sul luogo dell’evento (mentre leggeva le agenzie)» (**). Sul piano economico la radio reggeva: “grazie al fatto che i costi erano relativamente bassi (molti volontari, pochi investimenti tecnici, la musica regalata dalle case discografiche, nessuna SIAE) e le entrate copiose in quanto da subito la radio si fece notare e la pubblicità entrava a ritmo continuo. Il merito era certo della programmazione, delle voci, della musica, ma soprattutto di Angelo Pennacchioni, un maturo signore dalla parlantina e dal sorriso coinvolgenti il quale aveva inventato una tecnica micidiale: girava per tutta Roma con una radiolina portatile, entrava in un esercizio commerciale o in una ditta qualunque e proponeva la pubblicità con il sottofondo della diretta della radio per essere sicuro che lì il segnale si sentisse particolarmente bene. Il titolare restava perplesso, ma incuriosito e, quasi sempre, chiedeva di sentire un esempio della sua promozione (forse anche per dilazionare il momento della decisione). Pennacchioni telefonava subito in radio, mi forniva le indicazioni di massima circa il tipo di servizio o di prodotto da reclamizzare. Partivano i creativi: in pochi minuti veniva elaborato il comunicato commerciale tagliato su misura per il potenziale cliente con tanto di voce adatta e sottofondo musicale. Entro cinque/dieci minuti il comunicato era in onda e Pennacchioni firmava, seduta stante, il contratto incassando un cospicuo anticipo!»  Tutto bene, quindi? Non proprio, a parere di radio elleBologna, perché “forse proprio il successo economico fece sì che i soci cominciassero a litigare. Da una costola di Radio Elle nacque Radio Luna, perché Talia e l’altro socio Natali si separarono da Leuti e misero su a Belsito la prima stazione di Radio Luna che cominciò a farci una certa concorrenza”). “Leuti – continua Bologna, che dopo quell’esperienza sarebbe diventato uno dei più importanti protagonisti della prima radiofonia privata romana – decise di fare per l’epoca una cosa molto innovativa: creare delle stazioni satellite di Radio Elle. Per contro, nacque il primo tentativo di Radio Luna  di creare delle stazioni per cui la programmazione era la stessa, ma su bobina. Quello fu il primo tentativo di network, di fare una radio extralocale con un’unica programmazione. Radio Luna  ebbe più successo, perché mentre Leuti voleva essere proprietario delle stazioni, Talia e i suoi soci fornivano soltanto programmi con marchio unico per radio locali che non avevano risorse per avere una propria programmazione di quel livello. Il successo fu quasi immediato grazie al programma di Ilona Staller, che fu il primo dei programmi trasgressivi della radiofonia italiana. Si confrontavano da una parte Franco Califano su Radio Elle che faceva discorsi tranquilli e dall’altra Ilona Staller. Fui incaricato di creare delle Radio Elle a Chieti, a Pescara e a Modena”. Ma proprio in quel periodo di espansione le cose cominciano ad non andare più per il verso giusto. «Sicuramente l’atteggiamento da “padrone del vapore” di Leuti, che controllava la maggioranza mentre la pubblicità entrava abbondante, determinò i contrasti tra i soci che sfociarono nella fuoriuscita di Natili e Talia, allontanatisi di un centinaio di metri su Piazza Belsito, dove nacque, poco dopo, Radio Luna. Ma nonostante la stuzzicante prospettiva di Radio Luna, Bologna non abbandona subito la radio romana al cui sviluppo ha molto contributo, anche come talent scout. «Sono rimasto a Radio Elle. Non per molto, perché nel volgere dei mesi anche i miei rapporti con Leuti si deteriorarono. Io sentivo la responsabilità di dover dirigere e sviluppare una realtà che intuivo importante e dalle grandi prospettive. Lui la considerava un suo giocattolo utile a farsi bello, fare soldi e incrementare il suo potere. Non che avessi la pretesa di gestire anche le sue scelte ed i suoi comportamenti, ma esigevo che rispettasse il lavoro di noi tutti che, in fondo, ci davamo da fare anche nel suo interesse. Ricordo una frase che mi disse quando gli feci presente che non mi piaceva che frequentassero la radio alcune persone di cui si circondava: “Lasciami sbagliare a modo mio” (*). Ma la separazione tra Piermaria Bologna ed il suo editore è ormai nell’aria, come spiega il radiofonico nell’intervista a M&M: «A causa dei non più splendidi rapporti tra di noi e con l’arrivo sulla scena di nuovi soggetti, Leuti mi mandò in “missione” a Modena a sviluppare la nuova emittente. In realtà si liberò della mia presenza” (**). E l’inizio della fine: il generale abbandono dei personaggi che avevano fatto grande Radio Elle comporta il calo degli introiti pubblicitari ed il ridimensionamento delle mire espansionistiche in tutta Italia con strutture locali di proprietà. E mentre velocemente si spegne la stella della radio di Leuti iniziano a brillare quelle di Radio Luna  e Radio In. La strada della syndication radiofonica è stata tracciata anche in Italia da Radio ElleMa saranno altre le emittenti che la percorreranno con successo.

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