Radio Trimmer Saint Andrews

radio trimmerEmittente di Perugia nata nel 1976, irradiava i suoi programmi dai 102.600 mhz., conosciuta anche con l’acronimo Rts. L’emittente nasce come “sfogo” pomeridiano e serale della discoteca St’Andrews. Appare chiaro, quindi, come a differenza delle altre radio perugine del tempo, questa è un’emittente da discoteca, che si rivolge ad un pubblico esclusivamente giovanile. Una sorta di Radio Dee Jay oggi.  Lo scopo è quello di pubblicizzare la discoteca e creare un interesse intorno alla musica. Non è una radio come molte altre, che mettono musica di ogni genere, Radio Trimmer St’Andrew’s trasmette soprattutto funky, soul e disco music, quella che oggi è la musica commerciale. Non manca anche la musica italiana, in particolare durante la serata. Pupo, che a quel tempo viveva ad Arezzo, andava lui stesso a Radio Trimmer St. Andrew’s, a distribuire i suoi dischi e lo stesso succedeva anche con altri cantanti.  Radio Trimmer St’Andrew’s è stata una vera e propria novità a Perugia. L’emittente si definisce “una radio seria per scherzare”. Per quanto riguarda il palinsesto di Radio Trimmer, non è semplice ricostruirlo in quanto cambia continuamente nel corso degli anni. Non esiste un programma di trasmissione fisso, non vengono mandati in onda notiziari, ma solo musica giovane e pubblicità selezionata. L’unica radio che vagamente le si avvicina è Radio Subasio, ma non c’è tutta questa attenzione per la musica da discoteca, come invece accade a Radio Trimmer, la quale è sempre al passo con i successi che arrivano dagli Stati Uniti.
Lradio trimmer perugia‘emittente inizialmente trasmette dalla discoteca St.Andrew’s, in Via Della Cupa, in un piccolo stanzino al quale si accede da un’entrata secondaria a quella della discoteca. Nel 1978, la sede si trasferisce a Porta Sole, in via Mattioli, da dove si riesce a prendere meglio il segnale, data la posizione elevata. Il primo trasmettitore, posizionato sul tetto del St’Andrew’s, è un Collins, che era stato il trasmettitore di un aereo inglese.  Il nome dell’emittente, Radio Trimmer St’Andrew’s, nasce proprio dal trimmer, un regolatore di frequenza presente in tutte le riceventi. È una sorta di vite regolatrice della tonalità di frequenza; quindi usando quel termine è come dire “è proprio la frequenza giusta”. Questa particolare idea è venuta al direttore della radio, Nino Marziano. Coloro che hanno dato il via alla radio sono un gruppo di ragazzi,  di cui nessuno professionista, ma tutti volontari. Tra questi ricordiamo: Nino Marziano, che ne è il direttore; Claudio Vinti, detto il Baffo; Stefano Cocchieri; Diego Innamorati; Sergio Brunacci; Tullio Crovato; Paolo Bulletti; Mauro Brancato; Walter Cappelletti; Claudio Paoloni, detto Claudio SB (senza baffi). Le donne sono poche, tra queste Rita Neri e Daniela Quartesan. Questi sono tutti giovani perugini, ma ci sono anche altri come Alfredo De Iaco, originario di Lecce, che si occupa della pubblicità; Mino De Masi, originario di Brindisi, tutt’ora giornalista e Giorgio Epicoco, originario di Brindisi, che trasmette la musica classica, oggi noto ginecologo a Perugia. Invece gli adulti della Radio, ovvero coloro che l’hanno finanziata, sono stati: Enzo Tavolacci, proprietario della discoteca St’Andrew’s, che ha abbandonato la Radio con il trasferimento a Porta Sole; e Nello Brunacci, padre di Sergio Brunacci.  L’emittente non è nata con un intento commerciale, come le altre radio del periodo, è un modo per farsi sentire, per divertirsi, in quanto nessuno è un esperto del settore. Poi il tentativo di fare un emittente commerciale c’è stato, ma non è andato in porto. Per quanto riguarda l’informazione, inizialmente non c’è proprio, poi con il tempo è stata introdotta. Bruno Di Pilla, ottimo cronista e persona di spessore culturale, cura l’informazione sportiva. Stefano Cocchieri, si occupa delle cronache di pallacanestro, essendo lui stesso un appassionato di basket.  Ad un certo punto si è tentato di entrare nel mondo dell’imprenditoria, comprando “Sport Umbria”, un periodico sportivo di Giorgio Proietti, ma questo tentativo editoriale su stampa è fallito. L’informazione, rimane comunque secondaria, poiché la Radio è squisitamente ludica e leggera. Radio Trimmer non ha un modello preciso a cui ispirarsi, ma alcune trasmissioni riprendono in un certo senso lo stile di “Supersonic”, la trasmissione RAI condotta da Arbore e Boncompagni. Un programma celebre a Radio Trimmer è “Reparto Psichiatria”, una trasmissione molto ironica che dura un’ora, di Sergio Brunacci, Nino Marziano e Diego Innamorati, che sono in un certo senso i precursori di alcuni programmi delle radio di oggi, come “Viva Radio 2”  di Fiorello e Baldini e “Lo zoo di 105”.  Un aspetto interessante è la pubblicità, che viene fatta all’inradio trimmer logoterno della Radio, direttamente dai ragazzi dello staff, che inventano sempre qualcosa di simpatico e divertente. Una pubblicità che Stefano Cocchieri ricorda con ironia è “Vecchia America”, un negozio di abbigliamento usato, che si trovava in Piazza Matteotti. Sergio Brunacci e Nino Marziano, interpretavano le voci di due cowboys americani, rappresentando delle scenette molto ironiche.
Un’altra pubblicità è quella della macelleria “Valdichiana carni”, anche questa con scenette divertenti. Le pubblicità non sono come queste di oggi, ma c’è molta recitazione, ci si improvvisa attori. D’altronde sono la generazione cresciuta con “Carosello”. Tra i programmi di Radio Trimmer ricordiamo “il Rompipiatti”, dove si lascia libero sfogo alle persone che si vogliono improvvisare conduttori radiofonici.  Coloro che desiderano tentare questa esperienza portano una loro scaletta, intrattenendo il pubblico per mezz’ora. Se sono in grado usano anche il mixer, altrimenti gli vengono dati dei dischi.  Cocchieri ride ripensando a tutto ciò e dice ” Quello che facevamo era rischiosissimo! Eravamo dei pazzi! Oggi non ci si azzarderebbe mai a fare una cosa simile”. Da ricordare infine un quiz, trasmesso la sera, dove si vinceva un montepremi offerto dagli sponsor, che ogni sera aumentava, se nella puntata precedente nessuno aveva indovinato il quiz. Solitamente il gioco durava sette o otto puntate, poiché non era facile da capire e non si indovinava mai alle prime puntate, quindi il montepremi che si vinceva era sempre alto. Queste  rubriche, che puntano tutto sul divertimento degli utenti, contribuiscono maggiormente a dare l’idea di una radio libera, per dilettanti, apolitica e senza finalità troppo elevate.

Dalla tesi di laurea di Linda Chiocci.

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