Radio Deejay

radio deejay logo 1Radio Dee Jay inizia le sue trasmissioni domenica 1 febbraio 1982, in un appartamento al numero civico 3 di Franchetti a Milano, irradia i suoi programmi dagli fm.99,700, la stessa frequenza dove fino a un minuto prima aveva trasmesso Radio Music 100, rilevata da Claudio Cecchetto. All’inizio Radio Dee Jay trasmette solo musica, nonostante il nome della radio non vi sono dee jay, quelli di Radio Music 100 sono infatti trasmigrati ad altre emittenti. All’inizio Cecchetto manda in onda solo musica perchè prima di tutto il suo obiettivo è quello di far conoscere il nome della radio. C’è solo lo slogan in onda insieme ai jingle dell’emittente, in poche parole tanta musica. Gli obiettivi principali sono due: primo fare una radio per giovanissimi, secondo renderla immediatamente riconoscibile. Per visualizzare l’emittente propone dunque un marchio forte: un ovale che richiama i contorni di un volto umano, con una cuffia intorno e la scritta Radio Dee Jay al centro. E’ l’elaborazione di un marchio che anni prima Cecchetto aveva utilizzato per pubblicizzare sè stesso. Prima del contenuto viene ideata la scatola, il contenitore per ospitare piano piano, pezzo per pezzo, l’anima della radio e le invenzioni del suo creatore. La più importante è senz’altro quella che riguarda il nome, visto che Dee Jay, scritto così è una parola che non si trova in alcun vocabolario al mondo. “Sui 99,700 Radio Dee Jay, Radio Dee Jay, Radio Dee Jay” sentono fra un disco e l’altro gli ascoltatori, è la canzoncina di riconoscimento della radio, il jingle diventa subito popolare. In realtà è una delle licenze che si prende Cecchetto, muovendosi anche questa volta con una certa disinvoltura, quindi tra le regole della radiotecnica. “In quegli anni, quando si parlava delle frequenze, si diceva: 99.7, 99.9, e trovavo che fosse una cosa a metà. Volevo una cosa piena e allora mi sono inventato i novantanovemilasettento, un modo improprio per indicare una frequenza nella banda fm.”.
Dopo un paio di mesi il dj dell’ovale comincia a parlare in onda: “Feci un colpaccio – ricorda Cecchetto – intervistai niente meno che Lary Hagman, l’attore che interpretava Jr, il ricco e cattivo della serie televisiva DALLAS, che allora spopolava. In pochi mesi il parco voci si allarga, arrivano Ronnie Hanson, che intrattiene in lingua inglese, nell’estate del 1982 arriva Gerry Scotti. Prima dell’incontro con Cecchetto Scotti si divideva fra Radio Milano International e un’agenzia per la quale inventava testi e campagne pubblicitarie. Il responsabile di questa agenzia gli aveva appena prenotato un biglietto aereo per gli Stati Uniti, dove si sarebbe dovuto recare per prendere parte a un corso di regia televisiva. Tutto ero pronto per il trasferimento temporaneo Oltreoceano, ma arriva la telefonata di Cecchetto: “avevo sempre sentito parlare Claudio, lui ragionava in maniera diversa rispetto agli altri, puntava sempre n alto e nell’ambiente saradio deejay logo 3peva guadagnare qualche soldino. Poi era uno che si vedeva ovunque: in discoteca, in televisione, sui giornali.” Cecchetto riesce a convincere Gerry Scotti a restare in Italia con una serie di proposte interessanti: un ruolo di primo piano a Radio Dee Jay, un posto su una televisione di un amico (Silvio Berlusconi) per fare la radio sul piccolo schermo, e infine, uno stipendio annuo davvero invitante. Le prime cose che inventa Gerry insieme a Cecchetto sono il DISCO CLOCK e il PREMIO FEDELTA’. Nel 1984, sulle orme del canale musicale televisivo americano Mtv, nato sei mesi prima, va in onda su Italia1 DEE JAY TELEVISION, una rassegna di videoclip. “Me l’hanno fatta fare perchè il mio personaggio era molto interessante – dice Cecchetto – la cosa ha funzionato ed io ho utilizzato la televsione per spingere anche quello che stavo facendo per i fatti miei”. Innanzitutto la radio e poi i personaggi del mondo della mnsica che incidono per la sua etichetta discografica: Sandy Marton con il fortunatissimo PEOPLE radio deejay logo 2FROM IBIZA, Sabrina Salerno con BOYS, Tracy Spencer (RUN TO ME) e Taffy (I LOVE MY RADIO). Tutti artisti prodotti da Cecchetto, in un businness che si allarga anche ad altri settori. Ma il primo pensiero di Cecchetto va sempre alla creatura radiofonica: “la radio non si manteneva con la pubblicità, ma con il mio lavoro in tv, e con le mie produzioni discografiche – spiega Cecchetto. Radio Dee Jay intanto trasferisce i propri studi in via Massena, sempre a Milano, Cecchetto si inventa la Dee Jay’s Gang, una società per la gestione e la diffusione del marchio su alcuni prodotti di largo consumo come gel per capelli, diari, astucci, quaderni e caschi per le moto. Tutte le radio avevano abbandonato i giovani – dice sempre Cecchetto – perchè il mercato pubblicitario chiedeva di alzare il target, di catturare ascoltatori più anziani, che avessero a disposizione più soldi per acquistare i prodotti. Io ho fatto il contrario e mi sono rivolto ai teen-agers. Per i suoi ascoltatori, in età compresa fra gli 11 e i 24 anni, Cecchetto sceglie come musica la new-wave inglese, un genere non tanto noto in Italia, ma che rende Radio Dee Jay unica e subito riconoscibile fra tutte le emittenti. “Ogni 15 giorni andavamo in Inghilterra a prendere valanghe di dischi – ricorda Dario Usuelli, il programmatore musicale della radio – e li mettavamo in onda senza pensarci tanto. E allora sotto coi Duran Duran, Spandau Ballet, Human League, Heaven 17, Yazoo, tutti gruppi che poi raggiunsero una notorietà incredibile. La cosa sorprendete era che le case discografiche italiane ci telefonavano per conoscere titoli e autori dei pezzi che passavamo. Il 1984, l’anno di DEE JAY TELEVISION, è anche quello in cui tornano a lavorare con Cecchetto alcuni dei vecchi animatori di Radio Music: fra i primi, Linus ed Albertino: “io facevo dalle 9 a mezzogiorno, poi toccava a Gerry, che restava in onda fino alle 14. Chiudeva Albertino, al microfono dalle 14 alle 17, tutto andava rigorosamnente in diretta, vietato registrare!” Fra gli ex di Radio Music che nel giro di qualche anno approdano a Radio Dee Jay c’è anche Marco Galli. Intanto il rapporto fra le reti della Fininvest e le strar della radio si rafforza. Sugli schermi di Dee Jay Television a Cecchetto e Gerry Scotti si aggiungono Kay Rush Sandwick, Linus e negli anni successivi Jovanotti, Amadeus, Fiorello.
Radio Dee Jay, continuando a frequentare il piccolo schermo coi suoi personaggi si fa conoscere in tutta Italia, anche nelle zone dove sugli apparecchi radiofonici arriverà solo alcuni anni dopo. E’ un buon vantaggio su tutte le altre radio. Lavorano a Radio Dee Jay anche Roberto Ferrari e Nicola Savino, la “parte tecnica” è curata da Molella e da Mario Fargetta. Nel 1989 l’emittente attacca il trasmettitore a Palermo e il giorno dopo ci sono già migliaia di ascoltatori.
radio deejay logo 4Gran parte degli animatori che parlano ai microfoni di Radio Dee Jay si avviano a una rapida carriera televisiva. Amadeus arriva negli ultimi mesi del 1985, e, poco dopo, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che dalla tv passa alla radio. Nel 1988 entra a far parte della proprietà dell’emittente il gruppo L’Espresso: “per dare prestigio al mezzo radiofonico – ricorda Cecchetto – occorreva che entrasse un grande gruppo: come avrebbe potuto svilupparsi la radio se non fossero entrati i grandi capitali?” Radio Dee Jay si potenzia tecnicamente con un efficace rete di trasmettitori che le permettono di farsi ascoltare su buona parte del territorio italiano. Nel 1989 dalla Sicilia arriva Fiorello, inizia ad andare in onda la mattina e piano piano si trova in onda con Amadeus in un programma chiamato MATTINATA ESAGERATA, poi lavora con Tony Severo in STESSA ORA STESSA RADIO STESSO PROGRAMMA e nella mitica trasmissione VIVA RADIO DEE JAY. Sempre nel 1990 arriva Marco Fargetta, parte il programma cult DEE JAY TIME, iniziano anche CORSA TRIS, BROCCOLO condotto prima da Gerry Scotti e poi da Tony Severo, un gioco che prevede la presenza in studio di un concorrente che viene corteggiato telefonicamente dagli ascoltatori, alla fine del corteggiamento il concorrente sceglie con chi fra quelli che avevano chiamato trascorrere una romantica serata interamente offerta dalla radio… Come andava a finire viene in seguito raccontato dal disk-jockey.
Alla fine del 1990 parte VIVA RADIO DEE JAY, un programma in cui il conduttore, Marco Baldini, subisce le incursioni continue di personaggi-parodia della realtà di tutti i giorni. Tra le voci, naturalmente cammuffate, anche quelle di Albertino e Fargetta. Dietro il successo di VIVA RADIO DEE JAY che riceve il disco d’oro per le centomila copie vendute della cassetta che contiene le scenette migliori, c’è un lavoro di squadra. Una volta approdato in tv col Karaoke, Fiorello lascia VIVA RADIO DEE JAY, al suo posto arriva Luca Laurenti. Spinta da uno straordinario gruppo di animatori, lanciata dalla televisione, sorretta da un potente gruppo editoriale, nel 1992 Radio Dee Jay diventa la radio privata più ascoltata in Italia, scavalcando Rete 105 che fino ad allora aveva dominato la scena. Alla fine del 1992 viene superato uno dei momenti più difficili. La mattina del 29 dicembre il tecnico incaricato di aprire gli studi scopre le conseguenze disastrose di un incendio doloso che ha mandato in fumo studi e apparecchiature. Dopo poche ore l’emittente è di nuovo in onda, si sposta dai 600 metri quadri ai 60 di un piccolo studio adiacente dove può continuare a trasmettere. “Sapevamo di non essere in grado di offrire una radio valida come quella del giorno prima – ricorda Cecchetto – io vedevo tutti abbattuti e motivati”. Ma Claudio passa una notte insonne e poi… la trovata vincente. La mattina dopo gli occhi increduli di tecnici e disk-jockey leggono le poche righe inviate via fax da Cecchetto: “hanno voluto farci del male, noi rispondiamo facendo del bene. Nasce così Radio Thon, la prima maratona radiofonica in diretta giorno e notte per una settimana, a favore della Lila (Lega Italiana per la Lotta all’Aids) e Anlaids (Associazione Nazionale per la Lotta all’Adis) intervengono Raf, Zucchero ed Eros Ramazzotti. Radio Thon andrà in onda per parecchie edizioni. Nel 1993 inizia una delle trasmissioni culto dell’emittente, CORDIALMENTE con Elio e le Storie Tese, che ha dato il via a una serie di programmi comici caratterizzati dalla presenza di personaggi come Aldo, Giovanni e Giacomo, Luca Laurenti e i Fichi d’India. Approda a Radio DeeJay anche la Gialappa’s Band, con QUASI MAI. Successo anche per i cappellini, le agende e altro materiale edito da DeeJay.
Negli ultimi mesi del 1994 il gruppo artistico che ha costruito il successo della radio si sgretola: va in onda il divorzio fra Cecchetto e l’Editoriale L’Espresso, azionista di maggioranza. Cecchetto se ne va con l’idea di portare via il meglio di Radio Dee Jay e ricostruire tutto da un’altra parte, in un’emittente già attiva da qualche anno e di sua proprietà, Radio Capital. Ma sono pochi coloro che seguono Cecchetto, lo fanno Amadeus, Luca Laurenti, Nikki e Manuela Doriani. Jovanotti e Fiorello sono con Cecchetto, ma, a causa degli impegni discografici e televisivi, sono poco presenti. Tutti gli altri rimangono al loro posto e le separazione lascia segni profondi. Albertino diventa il responsabile artistico, Linus è il tessitore dell’emittente, conduttore di DEE JAY CHIAMA ITALIA, programma cult del mattino. Partono nuovi jingle, arrivano Molella e Giorgio Prezioso, Radio Dee Jay manda in onda, prima in Italia, la techno. Nel 1996 parte il Pim (Premio Italiano della Musica) organizzato insieme all’inserto MUSICA! de LA REPUBBLICA, manifestazione che negli anni ha acquisito negli anni lo status di Oscar della musica italiana. Arrivano anche Paoletta, Dj Ancelo, Alessio Berallot, Marco Biondi, Federica Panicucci, Maurizio Mosca, Marco Santin della Gialappa’s Band, Daria Bignardi, Platinette, Daniele Milani, Giacomo Valenti, Luciana Litizzetto, Fabio Volo, il Trio Medusa, Andrea Pezzi e molti altri.
Nel 2006 Radio DeeJay è nuovamente in video nella sua interezza, il gruppo l’Espresso, editore della radio, che nel frattempo ha anche acquistato la rete televisiva All Music, propone DEEJAY CHIAMA ITALIA, condotto da Linus e Nicola Savino in tv. DeeJay è la più televisiva di tutte le radio, basti ricordare DEEJAY TELEVISION, in onda fin dal 1984. Elio e le Storie Tese hanno fatto del loro programma GRAN VARIETA’ un nuovo cult.
radio deejay logo 5Radio Dee Jay più di altre emittenti è stata per molti un trampolino di lancio per il piccolo schermo o per la carriera musicale. I dati di ascolto assegnano da vari anni a Radio Dee Jay, che dal 2001 è affiancata dall’emittente televisiva satellitare DEEJAY TV, la leadership assoluta nella radiofonia privata italiana: 5.200.000 ascoltatori nel giorno medio, e 11.900.000 nell’arco della settimana (dati Auditel 2003). Radio DeeJay è il solo network italiano che negli anni è stato capace di lanciare (e consacrare) grandi personaggi la cui carriera è proseguita poi anche in tv: Fiorello, Fabio Volo, Platinette, I Fichi d’India, Dario Bignardi, Nicola Savino. Hanno lavorato (e lavorano) per l’emittente: Linus (che si divide fra conduzione e direzione artistica della radio), Albertino, Claudia Cassani, Guido Bagatta, Fabio Prezioso, Marco Biondi, Marco Baldini, Andrea Pezzi, Fabio Volo, Nicola Vitiello, il Trio Medusa (Giorgio Daviddi, Gabrile Corsi e Furio Corsetti), Molella, Fargetta, Dario Usuelli, Gegè Telsforo, Paolino (Paolo Rosato), Victoria Cabello, Vic (vero nome Vittorio Lelli), Federica Panicucci, Francesco Navarro (Francesco Nava), Giacomo Valenti, Luciana Litizzetto, Paoletta, Alessio Bertollot, Nicola Savino, Andrea Marchesi, Michele Mainardi, Armando Van Hender, Marco Benassi, Alex Faroldi, Gabry Ponte, Claudio Coccoluto, Ilario, Andrea Pellizzari, La Pina, Ivan Zazzaroni, Leando Da Silva, Justine Matera, Laura Antonini.
Iradio deejay dj chiama italial 31 gennaio 2012 Radio Deejay festeggia i suoi trent’anni di vita con un party al Mediolanum Forum di Assago che vede la partecipazione di Linus, Jovanotti, Fiorello, Gerry Scotti ed altri protagonisti storici dell’emittente.  Le novità degli ultimi anni consistono nella promozione di Laura Antonini con un programma quotidiano in coppia con Rudy Zerbi, nel programma Catteland condotto da Alessandro Cattelan, nel ritorno di Marco Baldini con  Il Marchino ha l’oro in bocca. Dal 2014 viene inaugurata la fascia notturna, torna anche Guido Bagatta alla conduzione di Guido al cinema. Nella stagione 2015/2016 arriva Chicco Giuliani (proveniente da Radio San Marino), nascono nuovi programmi come Deejay Sporting Club in onda la domenica pomeriggio per commentare in diretta le partite, condotto dai giornalisti Alessandro Prisco e Paolo Menegatti.  Il programma più longevo dell’emittente è Deejay chiama Italia, in onda dal 1991.

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