Enrico Ameri

ENRICO AMERI, L’UOMO CON LA RADIO NEL CUORE

ENRICO AMERI ANNI '50Enrico Ameri nacque a Lucca il 15 aprie 1926, toscano di nascita, genovese di adozione (i genitori erano di Busalla, nell’entroterra genovese), da bambino vive a Genova e allena la fantasia parlando dentro a una pentola per far rimbombare le parole, e sentirsi come il mitico Nicolò Carosio, che era la cometa da seguire. Nel 1937 il padre, sottoufficiale dell’esercito, venne trasferito a Roma con tutta la famiglia, nella capitale Enrico conseguì la maturità classica. Combattente per la Repubblica Sociale Italiana, non tradì mai il suo credo politico dichiarando di votare Movimento Sociale Italiano. Ameri entrò in Rai nel 1949 dopo avere frequentato la scuola per radiocronisti diretta da Franco Cremascoli, lavora come redattore di cronaca e segue eventi di ciclismo, nel 1950 debuttò con la sua prima radiocronaca alla Mille Miglia, la voce gli si smorzò in gola dall’emozione, ricorderà poi divertito. Il 15 marzo 1951 venne assunto stabilmente in Rai, all’inizio degli anni ’50 viene è inviato in Indocina, Vietnam, India, sui fronti di guerra, nei punti caldi di maggiore attualità, un’esperienza che gli valse la vetrina nei momenti clou della storia. Nel 1955  effettua uno scoop riuscendo a trovare l’aereo caduto, con a bordo l’allora Miss Italia, Marcella Mariani, nelle montagne del Reatino. Sempre nel 1954 Ameri debutta nel calcio (e in tv) con la telecronaca di Udinese-Milan. Chiamato da Vittorio Veltroni in tv segue Germania-Inghilterra a Berlino ed è il telecronista di Italia-Jugoslavia, ma poi il successore di Veltroni, Piccioni, gli preferì Nando Martellini. Nel 1960 parte Tutto il calcio minuto per minuto, Ameri vi lavora fin dalla prima puntata e ne diventerà  una voce storica, assieme a quella del suo collega Sandro Ciotti con la sua voce roca e il proverbiale “scusa Ameri”.   Ad Ameri, dal canto suo, non piaceva “firmare” i passaggi di linea (in gergo si dice “firmare” quando si cede il microfono a un collega e lo si nomina per nome): “a te la linea, Sandro”, al posto del generico: “passiamo la linea al Comunale di Torino”.  L’apice della gioia professionale Ameri lo toccò allo stadio Atzeca di Città del Messico nel 1970 quando diede voce alla leggenda di Italia-Germania 4 a 3 e descrisse Sepp Maier impietrito come un ramarro davanti a Gianni Rivera. 

Ameri ha rappresentato la radio nella sua essenza, amplificazione della voce e insieme altoparlante, velocità e drammatizzazione. Ameri possedeva uno stile molto personale nel reinventare l’avvenimento sportivo. A lui toccava sempre il “campo principale”, cioè la partita ritenuta la più importante. Ma se anche avesse dovuto raccontare quella più insignificante, attraverso la sua parola pastosa e passionale, la sua cadenza, il suo entusiasmo, quest’incontro sarebbe diventato un avvenimento eccezionale. Quelle sue improvvise accelerazioni, quelle impennate di voce, quelle perentorie urlate avevano il magico potere di rendere interessante la più scontata e banale azione di gioco. Molti ascoltatori erano così sedotti dalla sua voce che spesso, in occasione di incontri trasmessi in diretta, preferivano eliminare il sonoro della tv e piazzare la radio sotto lo schermo. Era un momento questo in cui ci si accorgeva degli errori, delle interpretazioni, dell’arbitrarietà di Ameri, e tuttavia erano tracce vive per capire come Ameri sapesse ricreare l’evento sportivo. Il suo nome resterà legato alla frase più ricorrente di TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO, ovvero “scusa, Ameri”, conducendo la radiocronaca della partita più importante aveva il maggior tempo di diretta, perciò più spesso degli altri veniva interrotto. Insieme a Roberto BortoluzziSandro Ciotti, Alfredo Provenzali, Claudio Ferretti, Enzo Foglianese ed Ezio Luzzi, Ameri sarà la voce del popolare programma radiofonico.

Fedele per tutta la carriera al mezzo radiofonico, rari i suoi lavoro in tv. Il telecronista racconta un mondo immutabile, una vita già accaduta, che condivide con i telespettatori. Il radiocronista, invece, è testimone unico, può ritoccare il mondo. Nella terribile notte dell’Hysel Ameri aveva davanti agli occhi gli stessi cadaveri che vedeva Pizzul ma riuscì a far entrare la notizia nelle case dei radioascoltatori con pudore e studiate reticenze: non sappiamo da quali settori provengano i feriti…”.

ENRICO AMERINel 1979 nasce la terza rete televisiva della Rai, Ameri propone al suo capo dei servizi sportivi Guglielmo Moretti un PROCESSO DEL CALCIO, sulla falsariga del mitico PROCESSO ALLA TAPPA di Sergio Zavoli. Moretti è perplesso, teme che il calcio sia troppo passionale, inadatto quindi alle critiche. Ameri nel 1980 convince allora Aldo Biscardi e nel settembre 1980 parte IL PROCESSO DEL LUNEDI’, la cui prima edizione è condotta da Enrico Ameri affiancato da Novella Calligaris (Biscardi compare in cabina di regia)nella stagione 1981/1982 al fianco di Enrico Ameri c’è Marina Morgan. Dalla stagione 1982/1983 Ameri lascia la conduzione ad Aldo Biscardi e ritorna negli stadi a raccontare le partite a chi amava il calcio ma anche la sua voce.

Nel 1984 Ameri compare come ospite del programma di Renzo Arbore CARI AMICI VICINI E LONTANI dedicato ai cinquant’anni della radio.   Nel maggio 1991 Ameri va in pensione dopo quarant’anni di carriera durante la quale ha totalizzato 1600 radiocronache. Le partite erano terminate da un’oretta, lo studio centrale di TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO salutò e ringraziò l’ultimo intervento del collega che stava per andare in pensione. Da Genova (Genoa-Juventus), Ameri chiese scusa a tutti, accomiatandosi dalla trasmissione, da una fetta della nostra vita che in quel momento si dissolveva nell’aria. Come un vecchio guerriero aveva brandito il microfono fino alla fine, bofonchiando un pò contro l’età della pensione, contro l’ingratitudine di Biscardi e, con una battuta, contro l’eterno rivale: “Quando Ciotti fa un’intervista ti ricordi solo di Ciotti“.

Ameri aveva all’attivo anche ventidue Giri d’Italia e quindici Tour de France, con nome e fisionomie dei corridori studiati, con la stessa intensità di quella dei calciatori per una partita, per poterli poi raccontare attraverso il microfono, farli immaginare, renderli vivi a chi a casa ascoltava la radio.

Dal 1991 al 1993 Ameri condusse su Radiodue ANTEPRMA SPORT (ore 12) a cura della redazione sportiva del Gr2, e dava la linea agli invitati di TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO per le ultime dai campi prima dell’inizio della partite.  Nel 1992 Ameri appare nel programma televisivo domenicale di Andrea Barbato Italiani. La sua ultima apparizione televisiva avvenne nel programma di Bruno Vespa PORTA A PORTA.  Enrico Ameri morì ad Albano Laziale, in provincia di Roma, il 7 aprile 2004 a seguito di una crisi cardiaca, un anno dopo Sandro Ciotti e poco prima di Nando Martellini

Il gruppo musicale Elio e le Storie Tese ha dedicato un brano alla mitica voce di Ameri, la canzone non è altro che il rifacimento del brano di Toto Cutugno GLI AMORI, con il testo e il titolo modificato in GLI AMERI.

http://www.youtube.com/watch?v=4FkESI6be5Y

ameri e ciotti

ENRICO AMERI E SANDRO CIOTTI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...