Claudio Cecchetto

Claudio Cecchetto

MISTER RADIO


Claudio Cecchetto è stato indubbiamente uno dei pionieri protagonisti dell’emittenza radiofonica privata (Radio Milano International, Radio 105, e poi le sue Radio Dee Jay e Radio Capital), ma è stato anche uno dei primi dj a condurre sulle televisioni private. Il suo esordio su Telemilano 58 prima emittente di Silvio Berlusconi. Quindi Dee Jay Television


Claudio Cecchetto nasce a Ceggia, in provincia di Venezia, il 19 aprile 1952, dopo essersi diplomato perito termotecnico all’Istituto Feltrinelli di Milano (che vanta fra gli ex allievi anche Ferruccio De Bortoli, futuro direttore de IL CORRIERE DELLA SERA e de IL SOLE 24 ORE e il sindacalista e politico Antonio Pizzinato) si iscrive alla facoltà di Scienze delle preparazioni alimentari, ma il suo sogno è quello di entrare nel mondo della musica. Inizia come bassista in un complesso, poi fa il dj a feste private, lavora in alcuni locali dell’hinterland veneziano. Quindi si trasferisce a Milano dove lavora alla Discoteca Divina, storico locale milanese. “Una sera arriva al Divina Angelo Borra, titolare di Radio Milano International,l e mi domandò: vuoi fare la radio? Io risposi: quanti soldi ci sono? E Borra: neanche una lira. Accettai ugualmente, dopo un anno e mezzo trascorso a Radio Milano International,capii che quello era il mestiere della mia vita.”
Dopo due anni ininterrotti di trasmissioni Claudio abbandona Radio Milano International, (odierna R101), per passare a 105, è il 1977: “Fra Cecchetto e Terenzi, che fino a quel momento erano stati amici per la pelle, vennero a crearsi degli attriti – racconta Gigio D’Ambrosio a Francesco Perilli e Paolo Del Forno – Fausto era orientato politicamente verso destra, mentre Claudio guardava a sinistra, erano differenze che creavano parecchi problemi: in quegli anni il peso della politica, il senso dell’appartenenza ad uno schieramento piuttosto che ad un altro, avevano un significato molto forte, e probabilmente anche questo influì sull’episodio che portò alla rottura fra Fausto e Claudio. Andò così – racconta sempre Gigio D’Ambrosio – a Radio Milano c’era la pessima abitudine di lasciare in giro i dischi ed io mi ero rotto le palle di rimettere tutto in ordine. Decisi di attribuire ad ognuno le proprie responsabilità, e su ogni pila di album piazzai un foglietto con il nome di chi l’aveva utilizzata. Solo Cecchetto si lamentò di questa iniziativa: “chi è quello stronzo che ha messo il mio nome su questi dischi?” Gli rispose Fausto e prendendo le mie difese. Claudio, molto infastidito, disse che quelli non erano i suoi dischi, insomma scoppiò un gran litigio durante il quale volarono parole grosse e poi piim puum paam, botte fra i due. Furono divisi dai presenti alla scena e Cecchetto andò subito da Angelo Borra: quello mi ha messo le mani addosso, io non rientro in radio finchè non lo cacciate via. Angelo gli rispose: io non accetto ricatti da nessuno, se vuoi lavorare per noi vai avanti, altrimenti quella è la porta”. “La verità – dice Claudio Cecchetto – è che me ne andai perché ad un certo punto era difficile creare delle gerarchie: eravamo partiti tutti assieme e non era chiaro sulla base di che cosa si potesse stabilire chi di noi doveva dirigere tutti gli altri”.
Così Cecchetto infila la porta e va a Studio 105, allora radio emergente: “A Radio Milano International e a Radio 105 dovrebbe essere dato di esistere per sempre: ciò che hanno fatto è determinante per la radiofonia italiana. Quando penso a Radio Milano International lo faccio sempre in maniera positiva: è stata la radio scuola, il punto di riferimento per tutte le altre radio.”
Claudio è l’idolo dei giovani assetati di musica, il primo ad intuire che sarebbe stato utile farlo vedere in video in un programma musicale è Maurizio Seymandi che stava preparando per Tv Sorrisi e Canzoni un programma di classifiche dei dischi più venduti da mandare in onda sulle tv locali, Superclassifica show. “Per noi – ricorda Seymandi  – l’importante era fare vedere Cecchetto almeno nella sigla, il resto poi lo fecero Mike Bongiorno e Silvio Berlusconi. Cecchetto registrò con il Telegattone la sigla di Superclassifica show su un cavallo. Cecchetto conferma: “stavamo girando la sigla, e il cavallo non voleva sapere di stare fermo perché, evidentemente, la televisione non era il massimo per lui. Di avere in groppa un presentatore non gli interessava nulla. Comunque, tutto andò a buon fine. Eravamo a Brucoli, in Sicilia, dove faceva l’animatore un certo Fiorello.” Pochi mesi dopo, siamo nel 1978, Claudio è il personaggio del momento: dopo avere lavorato a Radio Milano International e a  Radio Studio 105 i settimanali pubblicano foto ed informazioni che lo riguardano, quando si parla della categoria dei disk jokey il suo nome salta sempre fuori. Il mondo del piccolo schermo lo ritiene il presentatore del futuro, l’alternativa a Mike, Pippo e Corrado. A portarlo in tv è proprio Mike Bongiorno che lo ha visto presentare una serata benefica in un noto teatro milanese per Studio 105. Cecchetto viene contattato da Mike che gli affida su Telemilano 58, l’attuale Canale5, la conduzione di CHEWING GUM, trampolino di lancio verso la Rai dove conduce nel 1980 DISCO RING, affiancando Awana Gana nella conduzione della hit parade. Claudio Cecchetto conduce tre edizioni del Festival di Sanremo (1980, 1981, 1982), l’edizione del 1980 lo vede con Roberto Benigni e Olimpia Carlisi. A Sanremo lo vuole il patron Gianni Ravera: “mi chiamò per l’edizione del 1980 perché voleva un personaggio nuovo, un disk-jokey, dopo aver accettato, iniziai farmela addosso; solo quando mi disse che mi avrebbe affiancato Roberto Benigni tirai un sospiro di sollievo”. L’anno dopo non solo Cecchetto fa il bis ma da anche, per la prima volta, al festival una sigla: “proposi a Ravera una canzone che avevo inciso in quel periodo GIOCA JOUER, Ravera disse – vedrai questo pezzo che cosa farà – E infatti GIOCA JOUER spopola e diventa un modo di ballare (le pose, inventate dallo stesso autore, sono sulla copertina del disco). Cecchetto spende 3 milioni per l’incisione del pezzo e alla fine guadagna 500. Ottenuti i mezzi finanziari Cecchetto comincia il suo cammino autonomo nel mondo della radio: “molti mi dicevano: se vuoi portare avanti le tue idee te le devi pagare” ricorda Cecchetto “appena avuta la possibilità ho aperto un’emittente tutta mia e l’ho fatta come la volevo, così è nata Dee Jay ”.
Nel 1982 oltre alla nuova edizione del Festival conduce SCACCO MATTO, spettacolo abbinato alla Lotteria di Capodanno con Pippo Franco e Laura Troschel, poi sarà la volta di FANTASTICO 2 con Heather Parisi, Walter Chiari, Romina Power, Memo Remigi, Oriella Dorella e Gigi Sabani, regia di Enzo Trapani. Altro successo discografico con SKA CHOU CHOU, ma il 1982 sarà ricordato soprattutto per la nascita di Radio DeeJay: a mezzanotte del 31 gennaio 1982 nasce la prima radio di Claudio:  Radio Dee Jay, ed è subito successo: è Cecchetto a lanciare personaggi come Linus, Albertino, ed altri che ancora oggi dominano l’etere radiofonico.
A Milano questa nuova radio che trasmette solo musica, senza parlato, è sui 99,700 in fm, la stessa frequenza dove fino a poco tempo prima gli ascoltatori trovavano RADIO MUSIC. Radio Dee Jay  inizia a trasmettere 24 ore al giorno musica dance “mettevo solo musica perché prima di tutto mi interessava fare conoscere il nome della radio. C’è solo uno slogan in onda assieme al jingle dell’emittente: “in poche parole tanta musica”. Le idee principali di Claudio Cecchetto sono due: primo fare una radio per i giovanissimi; secondo renderla immediatamente riconoscibile. Per visualizzare l’emittente propone dunque un marchio forte: un ovale che richiama i contorni di un volto umano, con una cuffia stereo intorno e la scritta RADIO DEE JAY attorno. E’ l’elaborazione di un marchio che anni prima Cecchetto aveva utilizzato per pubblicizzare sé stesso. Prima del contenuto viene ideata la scatola, il contenitore per ospitare piano piano, pezzo per pezzo, l’anima della radio e l’intenzione del suo creatore. Importante è senz’altro quella che riguarda il nome, visto che dee jay, scritta così, è una parola che non si trova in nessun vocabolario al mondo. “Adesso, dopo tanti anni, è diventata di uso comune anche in America, ma l’ho creata io” sostiene Cecchetto “scrivendo le lettere come si pronunciano, la D punta e la J puntata, ovvero le iniziali della parola disk-jokey. Ricordo che in un’agenzia pubblicitaria mi dissero che tutti avrebbero letto quella parola in maniera sbagliata cioè degai, aggiunsero che se fossi riuscito ad andare avanti e ad impormi con quel nome avrei vinto”. Sui 99,700 RADIO DEE JAY, RADIO DEE JAY, sentono tra un disco e l’altro gli ascoltatori, è la canzoncina di riconoscimento della radio, il jingle diventa subito popolare. In realtà è un’altra delle licenze che si prende Cecchetto, muovendosi anche questa volta con una certa disinvoltura qui fra le regole della radio tecnica: “in quegli anni non si parlava delle frequenze, si diceva 99.7, 93,9, e trovavo che fosse una cosa a metà. Volevo una cosa piena e allora mi sono inventato i novantanovemilasettecento, un modo improprio per indicare una frequenza nella banda fm. La radio che trasmette solo musica scatena anche le battute dei più scettici: “c’erano persone – ricorda Cecchetto – che per prendermi in giro mi chiedevano come mai non avessi pensato di chiamarla RADIO GIRADISCHI” Ma un giorno il dj dell’ovale comincia a parlare in onda “feci il colpaccio – dice Claudio – intervistai nientemeno che Larry Hagman, l’attore che interpretava J.R., il ricco e cattivo della serie DALLAS che allora spopolava. In pochi mesi il parco voci si allarga insieme con Larry Hanson, che intrattiene soltanto in lingua inglese, alla fine dell’estate arriva Gerry Scotti. Prima dell’incontro con Cecchetto Gerry si divideva fra Radio Milano International  e un’agenzia per la quale inventava testi e campagne pubblicitarie. “Il responsabile di questa agenzia mi aveva appena prenotato un biglietto per gli Stati Uniti, dove si sarebbedovuto recare per prendere parte ad un corso di regia televisiva. Tutto è pronto per il trasferimento temporanea, ma arriva la telefonata di Cecchetto. “Avevo sentito parlare di Claudio – dice Scotti – lui ragionava diverso dagli altri, puntava sempre in alto e nell’ambiente sapeva guadagnare qualche soldino. Poi era uno che si vedeva ovunque: in discoteca, in televisione, sui giornali. Cecchetto riesce a convincere Gerry Scotti. a restare in Italia con una serie di proposte interessanti, un ruolo di primo piano a Radio Dee Jay, un posto in una televisione di un amico (Silvio Berlusconi, per fare la radio sul piccolo schermo, e infine uno stipendio annuo davvero invitante. Le prime cose che inventa Gerry assieme a Cecchetto sono il DISCO CLOCK e il PREMIO FEDELTA’.   Cecchetto è diventato il dj per antonomasia, a tal punto che la sua foto compare nell’inserto dedicato alle tv locali di Tv Sorrisi e Canzoni. 
Nel 1983 il ritorno alla corte di Berlusconi che intanto ha trasformato Telemilano58 in Canale5: Claudio presenta POP CORN, quindi affianca Amanda Lear nella conduzione di PREMIATISSIMA.  Con la “complicità”di Carlo Freccero realizza DEEJAY TELEVISION, il programma musicale di Italia 1 che lancia in video Gerry Scotti, Amadeus, Fiorello e Leonardo Pieraccioni, è il 1983, Vittorio Salvetti chiama Claudio Cecchetto per presentare il primo Festivalbar itinerante. Nel 1984 conduce AZZURRO e, di nuovo, il Festivalbar; a metà degli anni ’80 Cecchetto intraprende una nuova attività: quella di produttore discografico, fondando la Ibiza Records, che lancia Sandry Marton (People From Ibiza), Sabrina Salerno (Boys), Taffy (I love my radio) e Tracy Spencer (Run To me). Il businness si allarga ad altri settori, ma il primo pensiero di Claudio va sempre alla creatura radiofonica: “la radio non si manteneva con la pubblicità, ma con il mio lavoro in tv e con le mie produzioni discografiche”, intanto Dee Jay ha traslocato da via Franchetti (prima sede) a via Massena, Cecchetto crea la DeeJay’s Gand, società per la gestione e la diffusione del marchio su alcuni prodotti di largo consumo come gel per capelli, diari, astucci, quaderni e caschi per le moto. “Tutte le radio avevano abbandonato i giovani perché il mercato pubblicitario chiedeva di alzare il target, di catturare spettatori più anziani, che avessero più soldi per catturare i prodotti. Io ho fatto il contrario e mi sono rivolto ai teen-agers”. Per i suoi ascoltatori di età compresa fra gli 11 e i 24 anni, Cecchetto sceglie come musica la new-wave inglese, un genere non molto noto in Italia, ma che rende Radio DeeJay unica e riconoscibile fra tutte le emittenti. “Ogni 15 giorni andavamo in Inghilterra a prendere valanghe di dischi e li mettevamo in onda senza pensarci tanto, e allora sotto con i Duran Duran, Spandau Ballet, Human League, Heaven 17, Yazoo”,
Nel settembre 1985 Claudio Cecchetto presenta VOTA LA VOCE, spettacolo organizzato da Tv Sorrisi e Canzoni, quindi è la volta di ZODIACO, 14 puntate in prima serata su Italia1. Nel 1986 produce Boys Boys Boys di Sabrina Salerno, che venderà oltre 10 Milioni di dischi in tutto il mondo, durante l’estate conduce il Festivalbar e Vota la Voce.
Nel 1987 presenta Vota la Voce e una nuova edizione di Azzurro, per la conduzione di DeeJay Television (giunta alla sua quarta edizione) sceglie un nuovo personaggio: Jovanotti; Cecchetto quindi produce per Italia 1 il programma SMILE (Candid Camera) e lo fa commentare da Gerry Scotti. Nel 1988 per lo sviluppo della sua Radio Dee Jay Cecchetto decide di cedere il 50% della radio al gruppo Espresso.
Durante l’estate organizza la notte dell’Acquafan di Riccione, diventato da quel momento il Parco Acquatico più famoso d’Italia. Produce il primo album di Jovanotti (Jovanotti for President che venderà 600.000 copie), nel 1989 Cecchetto incontra Fiorello che lavorava nei villaggi Valtour, gli propone di presentare DEEJAY BEACH e poi lo inserisce nello staff di Radio Deejay. Altri centri messi a segno da Cecchetto sono la partecipazione di Jovanotti (grazie a una breve licenza militare) al Festival di Sanremo con VASCO, e l’animazione, con Radio Dee Jay, delle notti del Festival della discoteca NABILA, tutte le sere DJ e musica dal vivo con gli ospiti internazionali del Festival.
Nel 1990 Cecchetto produce per Italia 1 DEEJAY IN IBIZA presentato da Fiorello, Amadeus e Leonardo Pieraccioni. A RADIO DEEJAY inventa un programma storico: nasce W RADIO DEEJAY con Marco Baldini e Fiorello. Il programma ha avuto così successo che ne è stata prodotta anche un’edizione discografica (oltre 100.000 cassette vendute). Nel 1991 escono i primi due album prodotti da Cecchetto con la voce di Fiorello (VERAMENTE FALSO e NUOVAMENTE FALSO), un successo con 300.000 copie vendute in un anno. In autunno Claudio presenta il rilancio del Festival di Castrocaro. Nel 1992 Cecchetto scopre gli 883, il primo album prodotti è HANNO UCCISO L’UOMO RAGNO, vende oltre 600.000 in una sola estate. Con Fatma Ruffini mette a punto la versione televisiva del KARAOKE facendolo presentare a Fiorello. E’ un successo che porta il programma ad essere seguito da più di 6 milioni di persone.
La carriera televisiva di Fiorello non è che l’ultima in ordine cronologico dei protagonisti radiofonici di Radio DeeJay, prima di lui lo stesso Cecchetto, Gerry Scotti, Jovanotti, Amadeus, Linus, e poi sarà la volta di altri.
Nel 1992 Radio DeeJay strappa il primato di ascolto in Italia e 105, e lo consolida schierando fuoriclasse come Albertino, nuovo idolo del mondo giovanile. La mattina del 29 dicembre 1992 un tecnico incaricato di aprire gli studi scopre le conseguenze di un incendio doloso che ha mandato in fumo studi ed apparecchiature: “dopo poche ore eravamo nuovamente in onda – ricorda Cecchetto – ci siamo spostati da noi nostri 600 metri quadrati ai 60 del piccolo studio da dove abbiamo potuto continuare a trasmettere. Lavorare in certe condizioni è molto difficile. Sapevamo di non essere in grado di offrire una radio valida come quella del giorno prima, e io vedevo un po’ tutti abbattuti e demotivati. Claudio passa una notte insonne e poi la trovata vincente: la mattina dopo gli occhi increduli e disk jokey leggono le poche righe inviate da Cecchetto: hanno voluto farci del male, e noi rispondiamo facendo del bene. Nasce così RADIO THON, la prima maratona radiofonica in diretta giorno e notte per una settimana, a favore di LILA (Lega Italiana Lotta all’Aids) e ANLAIDS (Associazione Italiana per la Lotta all’Aids). Ma che cazzo… Siamo nella merda fino al collo e facciamo la diretta di giorno e di notte con ospiti importanti?” Pensai subito dopo avere letto il fax di Claudio, e invece ebbe un successo pazzesco perché ne parlarono tutti, ricordo l’affetto degli ospiti che venivano a trovarci, come Raf, Zucchero, Eros Ramazzotti. Fu un’esperienza notevole, direi indimenticabile. Al di là del buon risultato, della risposta da parte del pubblico, non solo con le telefonate, ma anche con i versamenti per la beneficenza – ricorda Cecchetto – l’aver fatto questa cosa importante ha dato a tutta la radio la forza necessaria per reggere i due-tre mesi di permanenza in quei 60 metri quadri. Non solo, dopo un paio di edizioni di RADIO THON Dee Jay si è ritrovata due milioni di ascoltatori in più perché la gente ci ha conosciuto meglio.
Nel 1993 Cecchetto organizza l’iniziativa benefica RADIOTHON con la sua RADIO DEEJAY. Una settima di diretta completamente dedicata al preservativo con raccolta fondi donati poi a LILA e ANLAIDS. Sempre nel 1993 presenta il trentennale del FESTIVALBAR con Amadeus, Fiorello e Federica Panicucci, presenta per la seconda volta il Festival di Castrocaro e produce “NORD SUD OVEST EST” degli 883 (un record di vendite: oltre 1.400.000 copie). Nel 1994 Carlo Bixio e Marco Ravera lo chiamano per rilanciare il Disco per l’Estate, tre serate di grande successo in onda da Riccione. Nel 1995 Cecchetto produce per Canale 5 il FIORELLO SHOW (audience: 8.367.000 telespettatori – 33% di share), come produttore discografico partecipa al FESTIVAL DI SANREMO con Fiorello e 883 (Max Pezzali).
Negli ultimi mesi del 1994 il gruppo artistico che ha costituito il successo di Radio DeeJay si sgretola: va in onda il divorzio fra Cecchetto e l’editoriale L’Espresso, azionista di maggioranza. Cecchetto se ne va con l’idea di portare via il meglio di Radio Dee Jay e ricostruisce tutto da un’altra parte, in un’emittente già attiva da qualche anno e di sua proprietà, Radio Capital, ma sono in pochi disposti a seguirlo, oltre ad Amadeus, Luca Laurenti, Manuela Doriani e Niki, nessun altro. Jovanotti e Fiorello sono con lui ma, visti gli impegni discografici e televisivi, in radio sono ben poco presenti. Quando alla fine del 1994 l’editoriale L’Espresso diventa proprietario di Radio Dee Jay Cecchetto non esce dal mondo della radio: ha una sua carta da giocare. La tiene in serbo fin dal 1989, anno in cui un’emittente molto nota fra i giovani milanesi, Radio Capital Dance All Day, cambia musica: in onda arrivano di colpo solo brani anni ’70. E’ Cecchetto che l’ha comprata e ne ha fatto la sua personalissima radio; quasi non le cambia nome, la chiama Radio Capital, e gli ascoltatori sulle frequenze dei 93,900 in fm, prima a Milano e poi in tutta la Lombardia. Anche Capital nasce come radio di sola musica, cioè senza conduzione, dopo poco tempo ai successi degli anni ’70 si alternano anche quelli del decennio successivo. Per i primi cinque anni di vita la radio trasmette da via Massena, proprio sotto gli studi della sorella maggiore Dee Jay. Si fa promozione organizzando in molte discoteche i capital party, che spesso registrano il tutto esaurito. Arriviamo al 1994, Capital è una radio specializzata per i giovani, ma non per i giovanissimi, non ha voci, se non quelle ufficiali che si ascoltano nei jingle della radio e negli spot commerciali. A questo punto la grande rivoluzione. Persa Radio Dee Jay a Cecchetto non resta che occuparsi esclusivamente di Capital e la radio inizia a cambiare volto, arriva la prima voce, quella di Fiorellino, seguita da Manuela Doriani, Niki, Luca Laurenti, Jovanotti, Fiorello e Amadeus, tutti trasnfughi del piano di sopra. Passa un anno e Cecchetto decide di bruciare le tappe acquistando le frequenze che gli permettono di portare la sua nuova radio fino al centro Italia. Cambiano tante cose: il nome, che diventa Capital Music Network, la sede, che trova la sua collocazione all’interno del forum di Assago, e la programmazione musicale, più attenta alle novità del momento. Capital entra in una nuova fase e Cecchetto da il via ad una serie di sperimentazioni. Per presentare il network il 31 dicembre 1995 Cecchetto, che ha portato anche Max Pezzali, Giorgio Mastrota e Jovanotti, sceglie la sede del grande edificio del forum di Assago, che in contemporanea ospita la festa di Itali1 e di Radio Dee Jay.
Nel 1996 presenta SANREMO GIOVANI con Simona Ventura, con Radio Capital 2 lancia nuovi personaggi come Fabio Volo e Daniele Bossari. Nel 1997 Cecchetto cede le quote di Radio Capital al gruppo L’Espresso, produce l’album LA DURA LEGGE DEL GOAL degli 883 e scrive con Stefano Salvati la sceneggiatura del film JOLLY BLU degli 883.
Nell’estate 1996 Radio Capital ha la prorpia sede estiva a Riccione. Ai microfoni ci sono: Fabio Volo, Marco Mazzoli, Dj Angelo, Lorenzini & Mondi, Manuela Doriani e Giorgio Mastrota. Il sindaco Massimo Masini accettò la proposta di Cecchetto di una campagna di promozione: la città è costellata di manifesti di personaggi famosi come Giacomo Agostini, Raoul Casadei, Luca Carboni, Natalia Estrada, Fabrizio Frizzi, Anna Falchi, Little Tony, Paolo Maldini, Gianni Morandi, Red Ronnie, Vasco Rossi, Simona Ventura. Ognuno di loro manda un augurio e un saluto alla città. Tutti i personaggi partecipano gratuitamente e l’iniziativa genera molto simpatia: il sindaco conferisce a Cecchetto le chiavi della città. Riccione era sempre più la città dei giovani, la capitale dell’estate.
A pochi giorni dalla fine del 1996 c’è un ritorno al futuro con l’annuncio della vendita di Radio Capital a L’Espresso, la stessa azienda che un anno prima aveva accusato di avergli piano piano sottratto Radio Dee Jay: sono cambiati gli interlocutori del gruppo editoriale cui avevo venduto la mia prima radio e questo mi ha permesso di riavvicinarli – ha dichiarato Cecchetto – ero diventato l’editore di me stesso perché costretto, non per il piacere di farlo: non trovavo nessuno disposto a produrmi, e allora ho fatto tutto questo per conto mio. Ora basta, torno al mio antico mestiere, lavoro per la società dell’Espresso, che adesso possiede sia Radio Capital che Radio Dee Jay. Non ricopro un ruolo preciso, sono soltanto me stesso, sono Cecchetto e basta. Potrei fare il consulente di ambedue le emittenti, e anche se queste mantenessero ognuna il proprio direttore artistico.
Nel 1998 Cecchetto collabora con la direzione di Radiodue per la Hit Parade (convocando i migliori DJ delle radio private) e il sabato sera “99 alle 9” dal vivo dalla sede RAI di Milano.
Da questi programmi nascono altri 2 giovani personaggi: Petra Loreggian e Massimo Coppola. Cecchetto conduce inoltre NOVANTANOVE ALLE NOVE, programma del sabato sera. Nel 1999 la Medusa distribuisce nelle sale il film degli 883. Successivamente viene trasmesso anche in Televisione (ITALIA UNO) e visto da una media di oltre 4.000.000 di telespettatori.
Incontra Renato Soru (fondatore di TISCALI) con il quale costituisce una società Internet per la realizzazione di un sito internet. Il nuovo millennio è dedicato ad internet: nel 2000 Cecchetto realizza un brevetto web,m nel 2001 collabora con la Warner Music, distribuendo così gli 883 in tutta Europa, a novembre parte con Radio Hit Channel, un “Supermedia” unico nel suo genere. “La radio a colori, la radio che si vede” (Radio, Televisione ed Internet), tv satellitare e secondo canale di Rtl 102.5. Nel 2002 Cecchetto è Presidente della “Giuria di qualità” al 52° Festival di Sanremo condotto da Pippo Baudo. Entrato in società con Ernesto Palazzolo (Euromedia) per la realizzazione di radio in store (Radio McDonald’s, Radio Rinascente e altre), ha recentemente aperto un proprio sito, è stato inoltre membro della giuria dei Telegatti edizione 2006.  Nel 2007 Cecchetto ha festeggiato i 25 anni di GIOCA JOUE con una mega video tradotto in cinque lingue: “dormire, salutare, autstop, starnuto, camminare, nuotare…” ma, soprattutto, festeggiare. Per i suoi primi 25 anni il brano – uno dei simboli degli anni ’80 – si è rifatto il look, presentandosi in più lingue e con un video girato in diversi paesi del mondo, a testimoniare l’intenzione di diventare un tormentone globale, dall’Italia alla Cina:  “non si tratta di rilanciare un brano – ha dichiarato Cecchetto – ma di premiarlo. Negli anni mi sono concentrato su altri progetti e attività, non curandomi della canzone malgrado, all’epoca, sia stata un fenomeno musicale, il primo ballo di gruppo dei tanti che avrebbero caratterizzato le stagioni estive. Nonostante la mia scarsa attenzione è stato un grande successo, che si è fatto apprezzare e ballare in diversi paesi, non solo in Italia”.  E infatti GIOCA JOUE compare fra i brani ballati dai ragazzi del film NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI ambientato negli anni ’80.  La nuova versione è in inglese, francese, spagnolo, cinese, e, ovviamente, italiano, con due finali, uno tradizionale, e l’altro multi-lingue queste sono le versioni 2007 rimasterizzate dell’originale del 1982 che è impreziosito da un video che ambienta il ballo davanti ai monumenti più belli del mondo.  “All’epoca io video erano appena agli inizi e, per il brano non l’abbiamo fatto. Oggi lo propongo in work in progress e non a caso il filmato si conclude con la parola CONTINUA: ogni anno aggiungerò nuovi immagini”. Per il mese di settembre 2007 Cecchetto punta sulla rete:  “ho brevettato un nuovo software che consente di personalizzare il proprio browser. Se internet ha cambiato il mondo, Memoring cambierà internet”. Memoring, attraverso varie evoluzioni e sviluppi, porta alla realizzazione del “social search” di faceskin, il morto delle ricerche, che debutta l’1 febbraio 2012 in occasione del trentesimo compleanno di Radio Dee Jay.

Nel marzo 2012 Cecchetto lancia faceskin: “Sono sempre stato appassionato di media e da internet sono stato folgorato allo stesso modo in cui la radio mi ha preso a suo tempo: ora il mio media è il web… Sono sicuro che questo mio progetto non sia solo un modo per conoscere e conoscerci, ma anche per far venire fuori tanti talenti e nuovi personaggi. Non bisogna più guardare ai clichè del passato”.

Nel 2014 Claudio Cecchetto pubblica per Baldini e Castoldi Claudio Cecchetto in diretta. Il giocajouer della mia vita, la propria autobiografia.

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CLAUDIO CECCHETTO IL TALENTO DI TROVARE TALENTI

di Gigi Vesigna

E’ stato batterista, disc-jockey, presentatore di Sanremo e Canzonissima. Ma soprattutto è uno scopritore di artisti, da Jovanotti a Max Pezzali.

Cè un sito Internet che si chiama “Il libro infinito”. Lo scrive, giorno dopo giorno, Claudio Cecchetto, disc-jockey più famoso d’Italia, che vanta al suo attivo la conduzione di tutte, ma proprio tutte, le gare musicali italiane. Dal Festival di Sanremo al Disco per l’Estate, dal Festivalbar Popcorn, la prima trasmissione di musica andata in onda su una Tv privata (Telemilano). Nella sua carriera è stato batterista, disc-jockey in locali alla moda, ha lavorato nella prima radio “pirata” milanese, nel primo network privato.

Ha condotto Premiatissima, Fantastico, Azzurro; ha scoperto e lanciato artisti che hanno spadroneggiato nelle hit parade nazionali internazionali, come Sandy Marton, Taffy, Tracy Spencer, Jovanotti, Fiorello e gli 883 di Max Pezzali. Ha fondato due radio, inventato canzoni, lanciato il karaoke; è stato direttore artistico di Radio Rai. E pensare che tutto è cominciato con il trillo di un campanello.

Il bimbo Cecchetto, nato a Ceggia (Venezia) nel 1952 sotto il segno dell’Ariete, due anni si trasferisce a Milano con la famiglia. Suo padre faceva il tassista, e lo fa tuttora, e Claudio frequentava l’oratorio. A cinque anni ottiene di fare il chierichetto e, in chiesa, con il campanellino in mano, scopre sua vocazione. Che è quella del music man.

«Quel campanellino mi faceva sentire importante»ricorda, «e non vedevo l’ora che il sacerdote alzasse l’ostia e il calice per suonarlo. Tutti abbassavano il capo e, quando chiesi perché lo facessero, il prete mi rispose: “Perché è il momento che scende Gesù”. Io allora decisi che volevo vederlo e non abbassai la testa. Ma Gesù, almeno come me l’aspettavo io, non si faceva vivo. Così, ogni volta, ritardavo un pochino il suono del campanello finché venni sgridato. Però sin da allora collegai il suono, la musica, a qualcosa d’importante…».

Siamo nel suo covo di Milano, una palazzina liberty che, più che un ufficio, sembra un gadget. C’è una piscina coperta calda che ti aspetta per un tuffo, una sauna, un divano di ferro a forma di bocca, un caminetto che si accende automaticamente, di luce e non di fuoco. Qua e là sculture di Marco Lodolo, un artista di Pavia che ha anche realizzato le scenografie dell’ultima tournée degli 883. I vetri sono arabescati di frutti colorati, l’impianto stereo sembra strappato a Cape Kennedy e il lampadario diffonde, quando è acceso, stelline di luce stroboscopica, proprio come nelle ball room americane degli anni Quaranta.

Claudio, chi è Cecchetto?

«Mi fai la stessa domanda di mio figlio Jody che, proprio qualche settimana fa, mi ha chiesto: “Ma tu, papà che mestiere fai?”. E io gli ho risposto: “Faccio Claudio Cecchetto. Quando sarai più grande, capirai…”».

A cinque anni facevi il chierichetto, a diciotto suonavi la batteria in un gruppo squinternato, a diciannove eri già un disc-jockey affermato.

«Sì, è vero, suonavo, male, la batteria in un gruppo che si chiamava “Le termiti”. Frequentavo le discoteche ma, al contrario dei miei amici, con le ragazze non ci sapevo fare. Così me ne stavo in disparte a osservare quel mondo di musica, cercando di capire i perché di certi comportamenti, i motivi di certe reazioni emotive. Poi mi chiamarono a fare il disc-jockey in un locale che si chiamava “Pink elephant”. Paga zero, noia molta. Non mi piaceva programmare serate di musica tutta lenta. Così, quando a Milano inaugurarono il “Divina”, la prima discoteca che suonava soltanto musica a tutto volume, riuscii a farmi scritturare. Anche lì, soldi niente. La prima volta che chiesi: “Quanto mi pagate?” fu quando mi contattarono i titolari di Radio Milano International,, una radio clandestina, fuori legge, sempre in attesa dell’arrivo dei carabinieri con i sigilli in mano. “Se vuoi, lavori gratis”, mi risposero. Mi andava bene così».

Poi finalmente i quattrini arrivarono con Radio Studio 105…

«Più che i quattrini arrivarono le occasioni. Una sera presentavo per la mia radio uno spettacolo in un teatro milanese. In platea c’era Mike Bongiorno. Un paio di giorni dopo, mentre ero on air, un collega entra nello studio e mi dice: “Ti sostituisco io, vai di là che c’è Mike Bongiorno che ti vuol parlare”. Uhè, c’era davvero».

E Bongiorno che cosa ti propose?

«Esordì con una delle sue gaffes. “Sai, ti seguo ogni mattino e penso che tu sia bravo. Vuoi venire a fare una trasmissione a  Telemilano, quella che sta mettendo su Berlusconi?”. Non avevo mai fatto una trasmissione al mattino, ma non lo contraddissi. Andai a  Telemilano che era una specie di scantinato dal soffitto basso, e nacque così Chewing gum. Era il 1978. Avevo ventisei anni…».

E due anni dopo eri a presentare Sanremo

«Veramente, prima feci un provino per Discoring. Dovevamo essere cinque candidati, ma all’audizione ci trovammo in venticinque, poi seppi che ne avevano visti altri venticinque. Comunque, scelsero me. Accettai, anche se la paga era bassa. Ma non avevo mai preso un aereo in vita mia, la Rai addirittura me lo pagava tutte le settimane».

Da Discoring al sabato sera di Raiuno nell’edizione 1980 di Canzonissima, che quell’anno si chiamava Scacco matto: un altro bel salto.

«Altro che: ero felice, ma il mio sogno era quello di fondare una mia radio. Un’idea fissa, praticamente un’ossessione». Gianni Ravera, il patron di Sanremo, nota il giovane allampanato e lo chiama a presentare Sanremo edizione 1980. È l’anno di Roberto Benigni che scandalizza tutti perché bacia per qualche eterno minuto in diretta la sua collega Olimpia Carlisi. Vince Toto Cutugno con Solo noi e per Cecchetto è un altro passo in avanti… verso la “sua” radio. In Rai ormai è un personaggio che va di moda. Così presenta ancora Sanremo nel 1981. «Vinse Alice con Per Elisa; quando uscii dall’Ariston la gente mi circondò facendomi i complimenti, chiedendomi l’autografo. Capii cosa dovevano aver provato i Beatles…».

Poi ti chiamano a Fantastico 2, con Oriella Dorella, Heather Parisi, Romina Power, Gigi Sabani… e il grande Walter Chiari.

«L’immenso Walter. Un personaggio straordinario, squinternato come me. Per poche settimane fummo davvero come due fratelli».

E arriva il terzo Sanremo consecutivo.

«Sì, quello che ricordo più volentieri perché, il giorno dopo la conclusione, il primo febbraio 1982, mentre Riccardo Fogli festeggia la vittoria con Storie di tutti giorni, io inauguro a Milano la mia radio, “Radio Dee Jay“. Una parola che non esisteva, ma che era semplicemente la pronuncia di “D.J.”, l’abbreviazione di disc-jockey. È un successo, diventa presto la prima radio privata italiana. Intanto passo, finalmente per quattrini, in Fininvest. Presento Premiatissima, il Festivalbar di Salvetti, lancio Deejay television grazie all’intuizione di Carlo Freccero che capisce che, gratis, usando sei videoclip costati trecento milioni l’uno alle case discografiche, può fare una trasmissione di mezz’ora che vale un miliardo e ottocento milioni».

Intanto sei diventato anche un grande talent-scout. Hai inventato Sandy Marton con Ok run e People from Ibiza, poi Taffy (I love my radio) e ancora Tracy Spencer, che va in vetta alle classifiche italiane e inglesi con Run to me. A proposito, lo sai anche tu: l’ambiente musicale sostiene che tu trovi degli artisti, li spremi come limoni e poi li molli quando non c’è più sugo…

«Chi lo dice guida una Mercedes che prima di conoscermi non si sarebbe mai sognato di possedere…Sandy, di cui sono stato socio a lungo, se n’è andato a Ibiza e ha aperto una catena di ristoranti in Spagna e in Inghilterra. Taffy e Tracy hanno chiesto di sciogliere il contratto per continuare la loro carriera artistica in Inghilterra. E ci sono riuscite bene…».

E Jovanotti?

«Un giorno mia moglie torna da Palinuro, dove è stata per una breve vacanza, e mi dice che ha sentito un disc-jockey bravissimo, che sa far ballare la gente come pochi sanno. Lo incontro e nasce Gimme five».

Sei tu che inventi per Lorenzo Cherubini il nome d’arte Jovanotti?

«Macché: se l’era inventato lui, perché vendeva nel locale dove si esibiva delle cassette con i suoi pezzi e si firmava Jovanotti per non pagare la Siae».

Con Fiorello non è andata così bene.

«Fiorello me l’ha segnalato Bernardo Cherubini, il fratello di Lorenzo. L’aveva visto in un villaggio turistico. Ha partecipato anche all’ultima edizione di Pop corn, trasmissione che Fininvest abolì, inaspettatamente, proprio quando la presentavano insieme Amadeus, Fiorello e un certo Pieraccioni. Sì, quello de Il ciclone. L’avevo conosciuto a Firenze, me l’aveva presentato Carlo Conti».

Sì, ma Fiorello?

ima lucida follia. Probabilmente ce la farà anche stavolta.

«Con lui ho lanciato il karaoke. Nessuno saprà, né potrà, farlo meglio di lui. Poi Fiorello ha scelto altre strade e ci siamo separati»

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«Mi è sembrata la cosa più sensata da fare. Avevo creato una concorrente della mia radio. Tanto valeva renderla sua alleata e non sua avversaria… Non voglio anticiparti nulla, ma vedrai che, prima o poi, tornerò occuparmene io».

Il presente, per Claudio Cecchetto, è comunque tutto dedicato a Max Pezzali agli 883. I dischi vanno a ruba, la tournée pure. «Tra due anni al massimo voglio quotare gli 883 in Borsa» mi anticipa Claudio. «Ma le azioni potranno acquistarle solo coloro che avranno meno di quarant’anni. E, quando li compiranno, dovranno cederle oppure rinunciare, se vorranno tenerle, al trenta per cento degli utili che saranno reinvestiti in un’operazione di ricerca di nuovi talenti musicali».

 

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