Roberto Zanella

Nasce nel 1952 in una frazioncina di Roverbella, Castiglione Mantovano, il padre Giovanni era un agricoltore che insieme al nonno e ai fratelli lavorava nei campi ogni giorno. Nel 1959 la famiglia Zanella si trasferisce a Monastero di San Martino di Lupari, a pochi chilometri da Castelfranco Veneto dove lo zio Leo cede al padre di Zanella la gestione di un bar-trattoria.

roberto zanellaZanella ricorda la sua infanzia in Veneto  la tv arrivò in paese grazie al padre che si recò a Milano per comprarla: “andare a Milano era come andare in America oggi, ma senza pensarci due volte, una mattina, il papà partì all’alba a bordo della Topolino e tornò a notte fonda con un imponente scatolone che conteneva l’apparecchio televisivo, annessi e connessi…. c’era Rischiatutto con Mike Bongiorno, il Festival di Sanremo e il bar diventava un’unica, grande famiglia. Anche la fascia pomeridiana aveva un piccolo pubblico affezionato, con la tv dei ragazzi che andava in onda per un’ora circa. Mio padre alzava il volume della sigla per attrarre gente e spesso invitava ad entrare i miei compagni di scuola e di giochi per assistere alle avventure di Rin Tin Tin…  Io ero un vero Gianburrasca: all’età di dieci anni, per esempio, per dimostrare ad un amico che ero in grado di mettere in moto l’automobile non ci pensai due volte a sottrarre le chiavi della Topolino di papà, avviare il motore, dare un bel colpo d’acceleratore con la retromarcia ingranata e piombare come un missile… sulla fiancata della macchina nuova di mio zio Senio, parcheggiata nel nostro cortile, sfondandola completamente”.

Zanella ricorda l’anno fatidico 1962 quando a suo padre venne l’idea di noleggiare un juke-box: “non solo perchè amava pure lui le canzoni in voga in quegli anni, ma soprattutto per attirare i clienti più giovani nel bar. Era l’epoca in cui furoreggiavano Paul Anka, Neil Sedaka, Little Tony, Adriano CelentanoGianni Morandi, Wilson Pickett, Gene Pitney, Rita Pavone, Nico dei Gabbiani ecc. E’ qui che inizia veramente la mia passione per la musica, avevo appena imparato a leggere e scrivere, che già avevo cominciato ad orecchiare i nomi e le melodie della musica leggera italiana. La colonna sonora di quel periodo, per me, è rimasta la canzone Parole del gruppo Nico e i Gabbiani, avevo solo quel disco, comprato con i miei risparmi e letteralmente consumato a furia di infilarlo nel mio mangiadischi di plastica arancione. Poi imparai a fare partire il juke-box usando un filo di ferro rigido anzichè la monetina! Insegnai il trucchetto anche a papà così poteva metterlo in funzione con i i clienti, per attirare gente.  L’arrivo del juke-box e della musica è un segno del destino per il Veneto e per Zanella: due anni dopo, nel 1964, Vittorio Salvetti faceva partire il Festivalbar, nel 2000 Zanella farà partire il Festivalshow, l’unica grande manifestazione canora estiva italiana rimasta dopo la fine del  Festivalbar.

A 14 anni Zanella conclude la scuola dell’obbligo senza particolari entusiasmi: “l’ultimo anno mi ero iscritto anche al corso per corrispondenza della “gloriosa” Scuola Radio Elettra di Torino e avevo completato tutto il programma riuscendo a costruire da me, dopo vari esperimenti, una radio con giradischi incorporato. Finite le scuole medie mi iscrissi quindi ad un corso professionale dell’Enaip nel campo dell’elettronica, materia che mi affascinava. Era triennale: il primo anno lo frequentai a Cittadella e il resto a Padova, nel quartiere S.Carlo. Certe volte raggiungevo Padova sulla sella della mia Lambretta 50 che papà mi aveva regalato alla fine della terza media. Il diploma da elettricista e riparatore radio-tv, conseguito a 16 anni, mi fruttò subito la prima proposta di impiego, da parte di un artigiano di Castelfranco. Quando lo annunciai, con orgoglio, a mio padre con orgoglio lui mi rispose, come era nel suo stile, ‘Te si un macaco’ (sei uno stupidotto). Poi aggiunse: ‘qua lavoro ghe n’è finchè te voi’ (qui lavoro ce n’è finchè vuoi).  Non aveva tutti i torti: già l’anno prima di finire la scuola professionale, infatti, gli avevo dato una mano a delimitare parte dello spiazzo del cortile posteriore (dove in estate collocavamo il juke-box sotto una vecchia tettoria di plastica) con un pergolato più accogliente e una pavimentazione e una pavimentazione di cemento dipinto di rosso. Era forse un pò azzardato chiamarla pista da ballo, ma i clienti non andavano troppo per il sottile!

Siamo nel pieno degli anni ’60 presto sarebbe scoppiato il ’68 con i suoi molteplici fermenti e la contestazione giovanile e la nostra placida provincia pedemontana tutto ciò si manifestava per lo più come una nuova, insopprimibile, voglia di ritrovarsi, di divertirsi, di ballare, e suonare. Sull’onda dei Beatles si era fromata una quantità di gruppi musicali che facevano a gara per esibirsi in qualsiasi locale. Cantavano e suonavano i successi dei grandi interpreti italiani ed internazionali: dai Camaleonti ai Dik Dik, dai Beatles ai Rolling Stones, l’inglese non era certo oxfordiano, ma l’importante era stare assieme e divertirci. L’intuizione di mio padre aveva cominciato a funzionare: la domenica pomeriggio facevamo il pienone.  Il lunedì dell’Angelo del 1965 la famiglia Zanella inaugura una nuova sala dalla ballo chiamata Tegola Verde (ispirata al colore della tettoia in vetroresina ondulata che era ben visibile da fuori) ed invita ad esibirsi il gruppo The Brothers di San Martino di Lupari. Nel giro di pochi mesi il nome Tegola Verde (ispirato al colore della tettoia in vetroresina ondulata che era ben visibile da fuori) e abbiamo invitato ad esibirsi il gruppo The Brothers di San Martino di Lupari.  In pochi mesi la Tegola Verde era diventato quasi sinonimo della musica dal vivo, di festa e di gioventù. La mia principale fonte di aggiornamento musicale fu per molti anni Radio Luxembourg che trasmetteva in inglese proprio dal Lussemburgo e dava un panorama molto completo della musica giovane che si stava diffondendo dagli Stati Uniti e dall’Inghilterra. Solo verso la fine degli anni ’60 cominciarono a prendere piede anche in Italia le trasmissioni radiofoniche che puntavano sulla musica giovane: Bandiera gialla Per voi giovani (di Gianni Boncompagni e Renzo Arbore) sono rimaste le più famose. Radio Luxembourg era certamente la più forte all’epoca. Trasmetteva sulle onde lunghe e si sentiva dappertutto. Poi c’erano Radio CapodistriaRadio Montecarlo, Radio Caroline e tutte “passavano” parecchia musica a differenza della Rai che lo faceva solo in giorni ed orari prefissati, applicando anche una rigida censura sui testi o addirittura sui cantanti. Non mi accontentai più di portare dei dilettanti per quanto fossero bravi, o dei nomi noti solo a livello locale, volevo che intervenissero anche i cantanti che si cominciavano a sentire alla radio, quelli che partecipavano al Cantagiro o a Sanremo, quelli che scalavano le classifiche di vendite.
incontra l’impresario Ligato che porta nel locale della famiglia Zanella lo spettacolo Ieri, oggi e sempre con Achille Togliani, Nilla Pizzi e i Delirium.  Poi sarà la volta di Louiselle, cui seguiranno i Renegards, Renato dei Profeti (vincitore di Un Disco per l’Estate 1970)
Nell’ottobre 1971 Zanella parte per il servizio militare, svolge il Car a L’Aquila e quindi va a Gemona del Friuli, la famiglia intanto ha inaugurato una nuova discoteca, l’Arena 2000, con bar e pizzeria, il mercoledì successivo all’apertura arriva come ospite Marcella Bella con il suo gruppo (di cui faceva parte anche il fratello Gianni Bella), poi nel locale si esibiranno anche I Nomadi, I Pooh, I Delirium, I Dik Dik, Riccardo Cocciante ed altri cantanti di successo del periodo. Roberto, durante le licenze, con un furgoncino Alfa Romeo giallo limone e un amico nottambulo ad andare in giro per i paesi nel raggio di 20-25 chilometri ad incollare manifesti che annunciano le serate dal vivo. Una domenica pomeriggio nel dicembre 1972, durante una licenza, mentre Zanella dà una mano a suo padre nel locale, tra i gruppi di giovani che affollano la pista individua la capigliatura bionda di una ragazza, Luigina.  I due iniziano a frequentarsi, galeotta fu la radio.  “Radio Capodistria aveva un bel programma di canzoni a richiesta e per il diciottesimo compleanno di Luigina avevo prenotato per tempo la canzone Quanto t’amo di Jonny Halliday. Avevo fatto di tutto per trovarmi in casa con lei, nel giorno e soprattutto nell’ora prefissata. Non era mica facile come adesso chiedere un disco con la dedica! Avevo persino spedito in busta mille lire, per essere sicuro che passassero la canzone che mi interessava.  Quando udii la voce del conduttore, Luciano Minghetti, che rivolgeva proprio a lei gli auguri di buon compleanno e scandiva i nostri nomi, sulle prime rimase stupita, poi partirono le prime note di Quanto t’amo, quanto t’amo non lo sai e quasi si commosse per la gioia: ero felice anch’io finalmente era diventata diventata maggiorenne e potevamo sposarci””  Roberto e Luigina si sposano il 6 ottobre 1975 presso la chiesa di Frate di S.Giustina in Colle.

A metà degli anni ’70 arrivano le prime radio libere. “La prima volta che mi sono soffermato a pensare che mi sarebbe piaciuto avere una stazione radio è stato intorno all’aprile o maggio del 1976. Ero all’Arena 2000 e, mentre davo una mano, ascoltavo un programma musicale di dediche a Radio Padova condotto dal dj Sandy B. Mi resi conto che stavo canticchiando il motivo trasmesso in quel momento, e guardando i clienti mi accorsi che anche loro, pur continuando a chiacchierare, prestavano attenzione alla radio. Mi ritrovai ad immaginare di parlare alla gente attraverso un microfono, scegliendo canzoni da fare ascoltare, e più ci pensavo più l’idea mi piaceva, anche se non sapevo da che parte cominciare. Questo pensiero cominciò a ronzarmi sempre più spesso in testa, cominciai anche a parlarne con gli amici e infatti qualche settimana dopo, l’amico Emanuele che veniva ogni domenica a trovarmi all’Arena 2000 mi segnalò che a Spinea, in provincia di Venezia, una radio locale stava appunto cercando un disk-jokey.  “Perchè non ti presenti tu?.  Vai là e trasmetti un pò di bella musica. Non ci pensai neanche un minuto. Presi subito contatto con quell’emittente e concordai la mia partecipazione un paio di sere a settimana. Avrei trasmesso la classifica dei dischi più richiesti nelle discoteche e, come compenso, avrei potuto fare gratuitamente pubblicità al nostro locale. Mi buttai con entusiasmo a preparare scalette, sigle e stacchetti musicali per quella mia nuova passione. Cominciai a trasmettere in un piccolo studio di Spinea, ricavato dall’abitazione della famiglia Fioravanti, proprietaria dell’emittente Radio Serenissima, Non è che parlassi molto, limitandomi ad annunciare i dischi e ad interrompere di quando in quando con un tonante “domenica vi aspetto tutti all’Arena 2000 di Monastiero a San Martino Lupari”. Ci tenevo però che Luigina potesse sentire la mia voce alla radio ma, poichè Radio Serenissima si sentiva solo nel raggio di sette-otto chilometri, l’unica soluzione era portarla qualche volta a trovare mia zia, che stava ad Oriago, nel veneziano, entro il raggio di trasmissione! Puntualmente mia madre chiedeva di unirsi a noi, perchè così poteva approfittarne per andare a visitare la sorella. Le lasciavo entrambe là, a sorbire tè coi pasticcini, e proseguivo per andare a fare la mia trasmissione per poi riprenderle al ritorno. L’unico inconveniente era la distanza, e così quando mi parlano di una radio più vicina non mi lasciai sfuggire l’occasione e mi resi disponibile a trasmettere per un’ora al giorno la mia selezione di musica da discoteca. Era l’ottobre 1976, la radio si chiamava Radio Diffusione Bassano (Rdb) era di proprietà di Maurizio Colussi, figlio del famoso industriale dei biscotti di Perugia, che trasmetteva in modulazione di frequenza dagli 89,600 mhz. allorquando Colussi inizierà a disinteressarsi dell’emittente questa sarà rilevata da Zanella che poi cederà la frequenza a Radio 105. “A livello nazionale andava forte Radio 105, anch’io feci parte di questo network per un breve periodo, intorno al 1983, ripetendo il segnale sulla frequenza di 89,600 mhz lasciata libera da Radio Diffusione Bassano quando Maurizio Colussi smise di occuparsene. Mi sembrava un delitto lasciare le frequenze vuote, quindi le riempii con il segnale di Radio 105 facendo da ponte a un network di Milano.  Era stato Alessandro Centenaro dell’agenzia Progress pubblicità a farmi questa proposta e, grazie a lui, fui il primo a portare Radio 105 Network in Veneto. In questo modo abbattevamo completamente i costi di produzione e in più potevamo contare sull’importo della pubblicità locale che ci procurava la Progress, dopo averne trattenuto il 50%. L’esperimento andò avanti per un anno, poi mi resi conto che le cose non funzionavano bene come  mi aspettavo e cedetti quella frequenza per poco o niente all’agenzia che aveva in appalto la raccolta pubblicitaria. Ero ancora un pivellino ed avevo sottoscritto con loro un contratto senza un minimo garantito, con un introito che non bastava nemmeno a pagare l’energia elettrica, una vicenda che, per quanto negativa, mi è servita molto in seguito, andando a formare quel bagaglio di esperienze indispensabile in ogni professione.”  La carriera di imprenditore radiofonico per Zanella inizia a Castelfranco Veneto. Nel maggio 1978 tramite un amico gli giunge una proposta di andare a trasmettere in un’emittente nata da appena tre mesi: Radio Castelfranco 97, Rc97. dopo qualche mese di trasmissioni Zanella capisce che con la radio può fare pubblicità gratis alla sua discoteca: “la radio, che fino ad allora era stata una specie di balocco, nata un pò per hobby, per divertirsi amici e per “cuccare” ragazze, io volevo farne una radio vera”. Così quando i soci fondatori decidono di vendere è proprio Zanella a rilevarla, e l’emittente diventa una radio commerciale.  I primi sponsor furono un mobilificio trevigiano, i fratelli Carmignotto, meccanici, l’armeria Diana e la ricamatrice Bruna, negozi di dischi che ottennero pubblicità gratuita in cambio di long playing e compilation anche in prestito.   Zanella intanto acquista  Radio Formula 1 e  Radio Rally,  potenzia gli impianti e ripetitori, ed amplia l’area di copertura, nel 1983 nasce  Radio Castelfranco Stereo 2.  Le antenne sono spostate nel piazzale dell’Albergo Bellavista a Costalunga. Quindi è la volta di Radio Castelfranco 97 che rileverà all’inizio degli anni ’80 ribattezzandola Radio Bella & Monella, successivamente nasce Radio Birikina. Nel 1996 Zanella rileva anche  Radio Alfa di Treviso, ribattezzandola Radio Piterpan,  nel frattempo sono nate anche Radio Baccano e  Radio Sorrriso. Fra le altre emittenti del gruppo Zanella ricordiamo Radio Marilù Radio Gelosa.  Nel 2000 parte il Festivalshow, una manifestazione musicale che si svolge in Veneto e in Friuli,  diventa il più grande evento del Triveneto e non solo… Roberto Zanella nel 2006 ha pubblicato il libro Bellamusicavince 1976-2006 trent’anni di radio.

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