Claudio Paco Astori

claudio paco astoriClaudio Astorri nasce a Roma il 28 maggio 1963, padre romano e madre tedesca, di Monaco di Baviera, conseguita la maturità scientifica in quel di Bergamo si avvicina al mondo delle radio. Inizia a lavorare per Studio 54, poi passa a Radio Zeta. Nel 1983 approda a Blu Lake Sound e vi resta fino al 1987 quando passa ,Basic 93, seconda rete di Blu Lake Sound.
Il suo nome in onda è Paco, i programmi sono classifiche, DISCO PARADE per Radio Zeta con Teo Mangione: “mi occupavo di musica contemporanea, di interviste, di programmi musicali oltre che di classifiche”.
“Fin da quando ero conduttore aveva il prurito per seguire questioni di strategia, di programmazione complessiva, di marketing editoriale.  Iniziai a fare l’assistente responsabile programmi, quindi l’assistente ai programmi musica.  Blu Lake Sound è stato il nostro laboratorio radiofonico, una piccola grande emittente di cui Teo Mangione era certamente l’anima. Per me è stata la culla del formato “Contemporary Hit Radio” sviluppato e applicato poi a RTL 102.5 a partire dal 1988. Teo ed io conducevamo insieme la Blu Parade”.
Nel 1988 Claudio diventa direttore e socio fondatore, con Lorenzo Suraci di Rtl che da Radio Trasmissioni Lombarde si trasforma in Rtl 102,5 nel 1993. “Ho seguito la partenza di Rtl 102,5 cinque anni fino alla fine del 1993 quando diventò un’azienda vera e propria e la quarta radio nazionale. Fu un’esperienza folgorante poichè avevo 25 anni quando iniziai e 30 quando terminai, è stata una tappa di formazione fondamentale.
Nel 1993 Claudio si mette in proprio: “desideravo mettermi in proprio, al servizio di altre emittenti, dell’industria radiofonica, combinai qualche altro guaio: pochi anni dopo mi occupai come consulente di Rai International e di Radio Rai nel Mondo, lavorando anche con Renzo Arbore direttore artistico.”
Conclusa tale esperienza Claudio ne inizia una nuova come consulente del gruppo Sper, amministratore delegato Gianni Miscioscia: “convinsi Miscioscia che voleva rilanciare il gruppo Sper dopo la separazione dal gruppo L’Espresso, Miscioscia aveva appena acquisito Radio Italia Network che rilancia, ma lo convinsi anche ad andare a Il Sole 24 per proporgli un progetto radiofonico in partnership.  Da anni studiavo le news-talk americane e mi ispirai a loro.
Alla fine del 1999, dopo due anni di lavoro, nasce Radio 24: “quando io lavoro su progetti quello che mi piace è che poi siano duraturi nel tempo, io sono un pò italiano e un pò tedesco, avendo la madre tedesca, mi piace pensare che i progetti radiofonici a cui partecipo proseguano dopo di me”.
Nel 2001 Astorri viene contattato da Edoardo Montefusco, editore di Rds che mi offri di fare la station manager dell’emittente, per due anni mi trasferii a Roma, la mia più grande soddisfazione fu quella di portare Rds a superare Rtl“. Nel 2004 una nuova sfida:  consulente della Mondadori per il suo ingresso nel mondo della radio e il varo di R101.  Attualmente Astorri è consulente di ElleMedia (gruppo L’Espresso) per Radio DeeJay, Radio Capital e M20. “Sto aiutando Linus e il gruppo ElleMedia a prendere delle decisioni editoriali che riguardino la strategia della radio, essenzialmente a quale pubblico rivolgersi e con quale tipo di innovazione dei programmi, ho molti strumenti di analisi avendo software molto sofisticati per analizzare i dati Audiradio ed altro. Il mio lavoro è di analisi e di costruzione di proposte”.
Astorri oggi ha fondato una società, ProRadio che fornisce software alle emittenti radiofoniche, il selector un software che aiuta i programmatori a dare quello che hanno in testa, lo usano 80 stazioni in Italia, fra le quali RadioDue e RadioTre. “Spinto da alcune richieste internazionali ho portato avanti quest’attività di rappresentanza di società come la Rcs americana, l’Apex britannica e altre straniere, che producono software e a cui vendo prodotti in Italia. Le radio sono creative ma hanno bisogno anche di software qualitativi per lavorare meglio e disperdono meno energie”.
Da sei anni con ProRadio Astorri organizza il Program Director Service che ha avuto fra gli alunni persino Angelo De Robertis, direttore di Radio 105. Fra le altre attività di ProRadio vi è anche una casa di produzione specializzata nell’audio, in società con Umberto Cappellato.
ProRadio organizza anche dei corsi di formazione professionale per tecnici dell’audio, ed eventi di formazione come il Program Direct Seminar che è giunto alla sua sesta edizione. Il Program Direcet Seminar si svolge presso Archimede, Centro Direzionale Milano Due (Segrate) e in subordine presso l’Inn Hotel sempre a Milano Due.

Come è la radio oggi?

“I giovani ascoltano meno la radio, per una durata lievemente inferiore rispetto al passato, in termine di ore al giorno, oggi i giovani hanno dal web altre possibilità, anche la televisione ha avuto un calo per la concorrenza del web, i giovani stanno esplorando i vari media alternativi.  Dopo il 25 anni la radio si segue almeno per tre ore al giorno, sopra i 50 anni vi sono artigiani e commercianti. Mancano all’ascolto le categorie socio-culturali più deboli del paese, operai, pensionati che riempiono la televisione e non ascoltano la radio. Dirigenti e professionisti grazie all’offerta di RadioRai ascoltano molto la radio e guardano poco la televisione. Il mio obiettivo è quello di portare a casa anche quei target adulti e poco qualificati che trovano in RadioRai un’emittente fin troppo solida nella sua offerta. La radio è comunque un mezzo in salute, ci sono una quindicina di network, compresa RadioRai. Le radio locali nel 1990 erano 4000, oggi sono un migliaio ma oggi le radio locali sono più solide. Recentemente si sono fuse Mazzocco e Comin (Radio Padova, Radio Company e Radio 80).  Il fenomeno della radiofonia locale è rimasto costante nel tempo, eccezion fatta per Milano poichè vi sono tanti network.
ProRadio è il pungolio sugli elementi di innovazione, di consulenza, di software e di innovazione.  Astorri è anche docente al master di giornalismo dell’Università Cattolica di Milano.

“La radio è un mezzo di comunicazione che continua a crescere sia negli ascolti che nella pubblicità: sempre più clienti scoprono la radio, in base alla radio si possono scegliere diversi target per raggiungere pubblici specifici senza sparare nel mucchio, che in tempi di crisi è fondamentale”.
Astorri è citato nei libri di Barbara Fenati FARE RADIO NEGLI ANNI ’90 e di Francesco Perilli e Paolo Del Forno LA RADIO CHE STORIA…  e in effetti sei da molti anni nel settore.

In tutti questi anni di radio avrai mille aneddoti da raccontare, quale è il più curioso?

“La cosa più sconvolgente che mi è capitata nel 1995 negli Stati Uniti, e venni invitato da Haward Storn, recordman assoluto degli ascolti radiofonici negli Usa, autore di libri. Storn è una sorta di Alice Cooper, un santone rock, è la trasformazione radio del concetto di trasgressione e ha avuto molto successo nell’America puritana perchè è un provocatore nato. Storn ha fatto alcune cose al limite, che hanno fatto molto discutere, ma proprio perchè hanno fatto molto discutere lo hanno reso molto più celebre. Storn è stato il primo a mandare in onda le confessioni delle lesbiche che raccontavano nei dettagli le loro vicende sentimentali e sessuali con le altre donne. In un mezzo di comunicazione come la radio ciò ha scatenato l’attenzione di tutti, soprattutto dei maschi. Vi è stata una polarizzazione formidabile sul fenomeno Storn, vespai di attenzione ma anche  di critica, un tornado.  E pensare che fino ai 40 anni Storn era uno dei tanti conduttori.  Lo incontrai per fare un analisi e un approfondimento delle radio negli Usa quando ero li per lavoro, gli invai un fax scrivendo: “ho letto il suo libro, ho ascoltato molti suoi programmi, posso intervistarla?   Un’ora dopo avere inviato il fax mi chiamò il suo assistente, Garry Dell’Abate che mi disse: “ciao Claudio, anch’io sono italiano, sono l’assistente di Haward Storn. Qualche giorno dopo andai nello studio radiofonico, era il 14 febbraio 1995, mi dissero: “Haward è molto contento di essere intervistato da te, ma vuole un’intervista in diretta, nel programma. Un quarto d’ora dopo ero negli studi della Cbs Radio, pensavo di potergli fare delle domande fra un brano e l’altro, mai avrei pensato di intervenire in diretta. Con me c’era Sergio Natucci, l’attuale segretario nazionale delle radio associate.  Storn annunciò al suo pubblico: “c’è qualcuno che viene dall’Italia per intervistarmi” trasformò la mia richiesta che era solo per una ricerca, in una sorta di testimonianza della sua grandezza.  Mi introdusse così: “avete presente il Paese dove la mafia è perfino al governo? Avete presente il Paese che ha il sistema postale più lento del mondo? Avete presente il Paese dove si mangiano solo spaghetti al pomodoro?  Ebbene dall’Italia ecco a voi Claudio Astorri e Sergio Natucci.   Ricordo che Haward ci massacrò, io feci l’ambasciatore dell’Italia, dovetti difendere i nostri valori davanti al pubblico statunitense.  35 minuti in onda, la segreteria del mio cellulare era intasata, i miei amici dicevano: “Ma Claudio cosa fai ospite di Haward Storn? Cosa combini”.  Rimasi impressionato dal modo di lavorare di Storn, faceva il regista da solo, tre autori con dei fogli gli mandavano degli schemi.  E’ stata un’esperienza indimenticabile.”

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