Fabio Banzato

Fabio Banzato nasce  a Legnano il 30 Agosto 1962, consegue il diploma  di perito elettrotecnico presso l’Itis A Bernocchi di Legnano:

“Alle superiori facevo parte di una classe piuttosto turbolenta, una volta nel cambio di orario, in attesa del prossimo professore, girammo completamente la disposizione di banchi e cattedra. Al suo arrivo il professore chiamò il preside e fummo tutti sospesi.”

Qual è il tuo primo ricordo radiofonico da radioascoltatore?

Ascoltavo in AM i programmi radiofonici della Rai, in particolare “Alto Gradimento”, la “Hit Parade” di Lelio Luttazzi, “Su di Giri” il pomeriggio e la sera “SuperSonic – dischi a MAC2”.

Qual è il tuo primo ricordo televisivo da telespettatore?
“La Tv dei Ragazzi” alla fine degli anni ’60. “Chissà Chi Lo Sa” condotto da Febo Conti.

Conseguito il diploma nel 1981, Fabio inizia a lavorare facendo l’artigiano orafo:

“Tagliavo le pietre preziose, è stato il mio lavoro per cinque  anni., quindi ho lavorato per tre in Cepar, azienda che costruiva sistemi di automazione per le radio.”

Come sei arrivato al mondo della radio?

“Il primo approccio è stato nel 1978, in una radio del mio paese (San Vittore Olona), si chiamava Emittente 102. Ho fatto qualche “comparsata” per alcuni mesi in un programma del pomeriggio. Nel 1983 invece un caro amico, conoscendo la mia passione, mi chiama e mi offre di andare in onda su Radio Cooperativa Legnano: lì ho condotto il mio primo vero programma, la sera, si chiamava “Call Me”, programma di dediche e musica a richiesta.

Qual è il primo brano mandato in onda?

“Spring Affair” Donna Summer nel 1978 è stato il primo disco che ho presentato, mentre con il mio primo programma è stato Agnetha Fältskog (la biondina degli ABBA) con “Wrap your arms around me” nel 1983.

 

Radio Cooperativa Legnano è una grande palestra per Fabio, resterà in questa emittente quasi sei anni (da ottobre 1983 a giugno 1989), nel maggio 1990 il passaggio a Radio Reporter dove resterà fino al giugno 2006. Dal giugno 2006 Fabio lavora per Radio Number One, emittente dove resterà fino al settembre 2013.

 

Nel febbraio 2015 Fabio passa a Radio Novella 2000 (editore Gruppo PRS). dove lavora con Matteo Campese, Fabiana Zezza, Fabiana Paolini, Margherita Zanatta, Raffaello Tonon e Umberto Cappellato. Nell’aprile 2016 il ritorno a Radio Reporter, la radio del cuore.

Un ricordo di una persona intervistata e/o di un radio-ascoltatore (quello che ti ha più colpito).

“Quando conducevo i notiziari, ho fatto molte interviste di taglio giornalistico, musicale, sportivo, non ricordo una persona particolare, ricordo però l’emozione delle prime volte, per esempio la mia prima intervista a Biagio Antonacci nel 1993. Come fonico invece ricordo con particolare nostalgia una bella intervista a Lucio Dalla fatta da Jody Passatutto a Radio Reporter.

Quali trasmissioni hai ondotte nel corso degli anni ?

“Nei sedici anni di Reporter (la prima esperienza) conducevo notiziari in diretta, uno ogni ora dalle 9.00 alle 18.00, poi dalle 7.00 alle 15.00. Dal 2006 al 2013 con Emilio Bianchi su Radio Number One dalle 6.00 alle 9.00. Attualmente su Radio Reporter  co conduco con Emilio l’“Emilio Bianchi Show” dalle 6.30 alle 10.30.

 

Cosa ne pensi delle webradio?

“Penso che siano una bella opportunità per chi è appassionato di radio, per crescere e imparare, un luogo dove fare “palestra”, quello che non esisteva ai tempi in cui io ho cominciato.”

Ha ancora senso la radio locale e regionale nell’era dei network e del web?

“Io credo di sì, anche se è sempre più difficile. Serve soprattutto il coraggio di non rincorrere i network e di fare davvero la radio locale, con informazione del territorio e contatto con gli ascoltatori, quello che i network non possono fare.”

Oltre all’attività radiofonica Fabio ha lavorato ome giornalista ho collaborato per 2 anni con un sito web (Buzznews.it) scrivendo di cinema e musica.

In tutti questi anni di radio avrai mille aneddoti da raccontare, qual è il più curioso?

“Mi ricordo di quando una troupe del programma televisivo “Stranamore”, quello condotto da Alberto Castagna con i video messaggi d’amore, venne a registrare con un suo inviato, perché uno degli speaker, Giordano De Marchi, durante un suo programma fece da tramite tra due fidanzati.”

Cosa avevano le radio degli anni ’70 e ’80 che manca alle radio di oggi?

“Avevano la magia e la spontaneità che oggi sono scomparse, quell’alone di mistero attorno alle voci, quando non c’erano i social, i video e la radio-visione.

E cosa hanno le radio di oggi che mancava invece alle radio degli anni ’70?

“Le radio di oggi sono sicuramente molto più organizzate e strutturate, sono aziende con bilanci e fatturati, quello che all’inizio ovviamente mancava.”

Grazie Fabio per tutto quello che hai fatto un posto nella storia della radio, e quindi su questo blog e su Radio Fenomeni, lo meriti.

 

Intervista di Massimo Emanuelli

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