Radio Vasto

L’emittente nasce nel 1975 quando un gruppo di amici di Vasto (Pino Jubatti, Fernando Coletti, Giuseppe (Pucci) Ferrara, Michele (Lino) D’Annunzio e Nicola Dario) si recano a Livorno a bordo di una Diane 6 gialla per acquistare le prime attrezzature per iniziare a trasmettere.  Ricorda Colletti: “Era un trasmettitore radio della Collins, utilizzato sulle navi americane della seconda guerra mondiale. In quegli anni a Livorno c’era un mercatino con tutte quelle attrezzature. Lo adattammo per il nostro uso grazie al supporto di Francesco D’Adamo, storico radioamatore”,

radio vasto 101,700Il via ufficiale si ebbe il 2 giugno 1975, si scelse il nome della città sia per il fatto idi essere la prima emittente di Vasto sia per campanilismo. “Eravamo un po’ stufi di ascoltare continuamente Radio Termoli e così abbiamo dato alla nostra avventura il nome di Radio Vasto”, ricorda Fernando Coletti. Ma era una scelta d’identità, di voler arrivare a parlare a tutta la comunità allora raggiunta dal segnale della radio. Una radio sempre in movimento nelle trasmissioni e anche nella sua sede. La prima sede era in via San Michele, successivamente sarà traferita in via Vescovado, nel centro della città. L’emittente irradiava i suoi programmi dai 101,700 MHz.e  dagli 82,800 MHz.

Radio Vasto suscita subito grande curiosità, negli studi arrivavano ogni giorno tante persone per vedere cosa succedeva.
Fra i collaboratori c’erano Antonio Ragni, che si occupava del notiziario sportivo, Lino Spadaccini, Amedeo Monteferrante, Leano Di Giacomo, che poi si dedicò alla carriera di compositore e autore, Pina Di Lena e Patrizia Peschini, Francescopaolo D’Adamo alla consolle e Michele Della Penna (Spitfire).

“La nostra radio inizialmente non aveva una continuità di trasmissione: bisognava stare attenti all’Escopost che girava con la sua auto con antenna rilevatrice di frequenze per verificare quale erano ,allora, occupate abusivamente. Radio Uno di Bari fu imbavagliata dalla polizia postale per due mesi, e come questa tante altre. Noi stessi giravamo con i transistor per verificare il canale di ricezione. E poi c’era un senso di libertà bellissimo. Per aprire una radio libera bastavano un amplificatore, anche da pochi watt, una frequenza libera (cioè non ancora occupata da un’altra radio), un’antenna, alcune elettroniche non molto costose (mixer, microfono, cuffie, giradischi, registratore a cassette, eventualmente a bobine). E, soprattutto, un gruppo di amici disposti a coprire le ventiquattrore della giornata, o perlomeno la maggior parte di esse, perché la prima differenza con la radio ufficiale era che la radio libera era sempre disponibile e sempre pronta a farti compagnia, e soprattutto, se la frequenza era lasciata libera anche per mezz’ora, veniva occupata da qualche altra radio”.

radio vastoUna radio per parlare alla città. “Volevamo fare controinformazione rispetto al tradizionale flusso delle notizie e per dire la nostra rispetto all’amministrazione della città. Per questo presto arrivò in radio un notiziario in cui davamo la nostra opinione su notizie giornalistiche”, racconta Giuseppe Ferrara. “Anche noi volevamo muovere quelle che qualcuno ha chiamato zolle sociali sotto la superficie piatta di un sistema politico statico e inadeguato – è il racconto di Nicola Dario – . Volevamo fare anche noi un citizen journalism. Quello che oggi fanno i blogger impegnati come attivisti o commentatori, allora lo facevano, in ogni piccolo comune d’Italia, giovani, spesso giovanissimi, alle prime esperienze, con tutte le ingenuità, ma anche con tutta la freschezza e la libertà possibili per la nostra età. C’era anche la eccitazione di poter usare in modo alternativo a quello istituzionale un medium di cui si è sempre stati principalmente fruitori. Il desiderio di “fare la radio” nel tempo è cresciuto sempre più tanto che nelle grandi città le frequenze disponibili venivano occupate da radio che talvolta trasmettevano sulla stessa frequenza.

Sotto il profilo musicale, passava generi alternativi, dunque non commerciali”, racconta Nicola Dario. “All’inizio ognuno portava i suoi dischi da casa – ricorda Ferrara -. Abbiamo iniziato ad acquistarli da Barone che, per nostra fortuna, ci faceva anche un po’ di sconto, poi li ricevevamo anche dalle case discografiche.”

Da Radio Vasto discenderà l’emittente televisiva Trsp Tele Radio San Pietro.

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