Micky Micheli

Miky Micheli

Pieroantonio De Micheli, in arte Barry, poi Micky Micheli, nasce a Como il 29 gennaio 1959. Frequenta a Milano le scuole dell’obbligo (scuola elementare, scuola media inferiore Achille Mauri), si diploma all’istituto Superiore Tecnico Industriale Cavour, quindi si iscrive all’Università Statale di Milano, facoltà di Giurisprudenza.

Qual’è il tuo primo ricordo da radioascoltatore?

“Correva l’anno 1976 e come ascoltatore mi innamorai di Radio Milano International, i miei “miti” erano Leonardo (Leopardo), Gigio D’Ambrosio e Gerry Bruno. Siccome “scanalavo” ed ascoltavo con attenzione anche le altre emittenti, scoprii anche Radio Stramilano FM 102, in particolare seguivo i giochi di Eraldo Zegna, le trasmissioni di Nini Turconi e nella fascia notturna I Pipistrelli della Notte, programma di Gerry Bruno che teneva incollati alla radio persone di varia umanità, vera pietra miliare di quegli anni.”

Come sei arrivato al mondo delle radio?

“Premesso che in famiglia la vena artistica e musicale era ben rappresentata in famiglia sia da mamma attrice di spettacoli teatrali e cantante che dà papà attore brillante. La passione per la radiofonia nacque dal grande amore che ho da sempre per la musica a tutto tondo e dallo stimolo di un compagno di studi delle medie inferiori che mi procurò il primo provino a Europa Radio di via Carlo Ravizza a Milano. Provino sostenuto con Popi Bonnici poi diventato regista e responsabile dell’offerta sportiva di Mediaset (allora Telemilano 58).

Piero usa il nome d’arte di Barry ed esordisce a Europa Radio nel 1976: “il titolare era Sergio Leotta, io conducevo un programma musicale dalle 11 all’una di notte, poi dalle dieci a mezzanotte, mi ricordo di un ragazzo che trasmetteva prima di me, che era un patito dei Doors”. Quindi il passaggio a Radio Super Star: “qui facevo un programma serale dalle 21 alle 23, con molta disco-music, e conducevo la HOT 50, ossia i 50 pezzi più trasmessi in radio.
Nel 1978 Piero, sempre con il nome di Barry, passa Superradio, emittente di Corsico. “Mitico è stato anche il periodo di Superradio, ricordo che facevo la regia al programma in milanese condotto dal Ruspa, e che conducevo la top 40 e LA BOTTEGA DEL CAFFE’, programma serale di dediche. Le radio allora erano tutte una fucina di creatività, di improvvisazione, di freschezza, questo mix rappresentava il “carburante” con cui conquistare gli ascoltatori, oggi tutto questo si è perso, trasmissioni professionalmente ineccepibili ma prive di emozione, senza entusiasmo, piatte e a volte troppo volgari.”
Nel 1978 il passaggio a Radio Stramilano 102: “è stata la mia prima radio del capoluogo, fu un indubbio salto di qualità, curai del programma A CA TUA di Francesco, poi feci la conduzione di programmi di intrattenimento. A Stramilano lavorai dal 1978 al 1980, sostiuii Ser Biss nella fascia oraria 21 e 22, poi passai alla conduzione di DOMENICA CON STRAMILANO in coppia con Benny. Nel 1980 passai a Radio Press Panda dove cambiai il nome d’arte da Barry a Micky Micheli e dove proposi Play Pandiglio trasmissione di intrattenimento, con indimenticabile gioco a premi: al vincitore andava in premio una stilografica modulare con il logo della radio”. Sempre per Radio Press Panda Micheli cura la regia del programma sportivo condotto dall’allora esordiente Bruno Longhi e la regia di un programma condotto da Walter Marcheselli, di cui era stato regista anche a Radio Stramilano.

Dal 1982 al 1985 Micky lavora a Radio Superstar International, emittente fondata da Franco Oliani dei negozi Blu Bassetti, emittente per la quale conduce il contenitore del mattino: PARLIAMONE ASSIEME, L’AVVOCATO RISPONDE e NILDE LA CARTOMANTE, un tipico contenitore di rubriche. Quindi il passaggio in tv: Micheli conduce varie trasmissioni promozionali su Rete A, Canale 6, Sei Milano, Top 43. Micky ha fatto diverse telepromozioni: “in particolare tappeti, affari d’oro e molti spot per Giorgio Aiazzone“.

La carriera radiofonica di Micky Micheli si interrompe nella seconda metà degli anni ’80 con una collaborazione con Radio Chiocciola di Melzo.

Micky Micheli torna in radio nel 2008 con l’avvento delle webradio, fino al 2015 collabora con Radio Bla Bla, emittente per cui co conduce con Ivano Moro la rubrica Bitmania, dal 2016 passa a Radio Mach 5 di Limbiate.  Nel 2015 ha ricreato sul web Radio Superstar, emittente che cura come amministratore e station manager.

In tutti questi anni di radio avrai senz’altro mille aneddoti da raccontare, quale è il più curioso?

“Sicuramente il più curioso che ricordo avvenne a Superradio nel 1978, durante la mia trasmissione pre-serale annunciavo un brano ma ne mandavo in onda un altro, dopo 5/6 canzoni il centralino della radio ricevette decine di telefonate con i radioascoltatori che riferivano che un’altra emittente aveva occupato la nostra frequenza, fu un momento di grande ilarità. Un altro episodio particolarmente simpatico avvenne a Europa Radio, era il mio compleanno e una cortese ascoltatrice mi fece recapitare una torta realizzata da lei. La sede di Europa Radio era a Milano in via Bergognone al 31, il tassista incaricato della consegna sbagliò indirizzo portandola in via Borgognone, la torta sparì, la mia ascoltatrice fu costretta a produrne un’altra.

Oggi ascolti la radio? Se si cosa?

“Nei pochi momenti liberi dalla mia attività professionale, ascolto alcune emittenti tradizionali da Radio Capital a Rds, quando sono in svizzera la mia preferenza va a Radio 3ì. Per quanto riguarda il web mi diverto ad ascoltare alcune web radio americane/inglesi.”

Cosa avevano le radio libere degli anni 70 che manca alle radio di oggi?

“Le emittenti di allora erano tutte una fucina di creatività, di improvvisazione, di freschezza, questo mix rappresentava il “carburante” con cui conquistare gli ascoltatori, oggi tutto questo si è perso, trasmissioni professionalmente ineccepibili ma prive di emozione, senza entusiasmo, piatte e a volte troppo volgari.”.

E cosa hanno le radio di oggi che mancava invece alle radio libere degli anni 70?

“Beh sicuramente l’accesso a una marea di informazioni in real-time grazie a internet, la convergenza tra varie piattaforme tecnologiche (da twitter ai social di contatto) che rende più facile coinvolgere il pubblico avendo immediatamente un riscontro. Inoltre la tecnologia molto più avanzata consente dal punto di vista tecnico trasmissioni con una qualità maggiore.”

Cosa pensi del fenomeno webradio?

“Visto che collaboro attualmente con due web radio non posso che parlarne positivamente. Il web permetterà in futuro di avere un’offerta sempre più elevata e di qualità permettendo a tutti di avvicinarsi al mezzo “radio”, con un investimento contenuto, inoltre secondo me permetterà di scoprire uno.”.

 

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