Anny Castrini

Anny Castrini è nata a Rapallo (Genova), consegue la maturità professionale con indirizzo linguisti (francese, inglese, tedesco) ma la sua passione è quella per la radio.

Quale è il tuo primo ricordo radiofonico?

“sicuramente il mio primo ricordo da radioascoltatrice risale a quando ero molto piccola anche io, quindi potevo ascoltare il programma perchè lo slogan indimenticabile era: A tutti i maggiori di anni 18. Il programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi . Ero fortemente affascinata da un format che poi ha davvero segnato la storia della radio era Bandiera gialla di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni… e poi aspettavi le grandi hit di allora a partire dalla conturbante Patty Pravo con La bambola, però io subivo già il fascino della musica soul americana ed inglese, ero precoce, almeno in questo. erano gli anni 60.

Come sei arrivata al mondo delle radio?
“Nel mondo della radio ci sono arrivata senza rendermi conto che avevo una bella voce, me lo hanno detto una sera per gioco annunciando per caso un disco in una radio di Genova , della quale non ricordo il nome, forse Genova fm 101, ero li per caso e mi hanno sfidato ad annunciarlo in maniera originale, ero stupita dello stupore altrui, hanno cominciato a chiedermi dove avessi studiato dizione e poi da li a Radio Genova time per la conduzione di un programma che condensava la mia grande passione per il cinema.”

E’ il 1978 ed Anny esordisce ai microfoni di Radio Genova Time, nel 1980 passa a Radio Flash Busalla dove rimane però per pochi mesi: “sono stata chiamata da quella che allora era definita e considerata da tutti la radio più professionale e dotata finanziariamente , di Genova, era Radio Genova Sound. Funzionava cosi già allora ti sentivano in un’altra radio e cercavano di strapparti alla concorrenza.” Quindi il passaggio a Radio Babboleo (1981-1985) e poi, dal 1985 al 1987, a Radio Quasars.

anny castrini 1

ANNA CASTRINI A RADIO GENOVA SOUND

Dopo un ritorno a Radio Babboleo Anny passa a Radio 19. In ogni emittente Anny è stata conduttrice, creatrice di programmi e giochi diversi, a Radio Genova Sound con la collaborazione di Alex Toselli per tre anni ha curato un programma denominato School game, che coinvolgeva tutti gli istituti scolastici medi superiori. Voce pubblicitaria per sport, documentari, station breaks, istituzionali, tutti in su radio e tv locali e nazionali. Al di là delle esperienze radiofoniche Anny è stata campionessa regionale e provinciale di pattinaggio a rotelle di velocità, su pista e su strada, e campionessa italiana dei 300 metri di velocità.

In tutti questi anni di radio avrai senz’altro mille aneddoti da raccontare, quale è il più curioso?

anny castrini 4“Di aneddoti ne avrei un sacco che coinvolgono di sicuro gli ascoltatori, perchè in quegli anni , non eravamo solo speaker, eravamo come parte delle loro famiglie e facevano a gara per coccolarci un po’ tutti perchè sapevano bene che agli inizi, delle radio veramente libere, nessuno di noi, o quasi aveva un vero stipendio, ed allora ci portavano quasi giornalmente, come per sdebitarsi, focaccia, regali pupazzi era una gara di affetto. Ma sicuramente un ricordo divertente è legato a Renato Zero quando venne a Genova, mi sembra era il 1980,anny castrini 5.jpg al culmine del suo successo. era impossibile intervistarlo, blindatissimo. ma grazie all’intervento di mia sorella Giselda, attrice, che con lui aveva portato in teatro la prima edizione del musical Hair, avevo ottenuto di intervistarlo nella hall dell’albergo dove alloggiava. Con il mio tecnico , avevamo pronto il Revox portatile, dal teatro tenda alla foce fino all’albergo , siamo dovuti scappare inseguiti dai numerosissimi fans di Zero , che tentavano di portarci via il registratore, credendo che avessimo già fatto l’intervista. una cosa incredibile.

Cosa avevano le radio pionieristiche che manca alle radio di oggi?

“le emittenti di ieri indubbiamente avevano maggiore spontaneità, ero tutto meno calcolato , ma in realtà fare radio allora era anche più difficile, i piatti, le cassette, gli intro , tutto era basato sulla precisione fisica del regista e della bravura degli speakers , gli intro li facevi ad orecchio, i più maniaci si affidavano al cronometro per misurarne la durata e non ceffare l’entrata.”

E cosa invece hanno le radio di oggi che mancava alle emittenti di ieri?

“Oggi in realtà è più semplice hai davanti uno scrolling con tutto già calcolato entrata in voce , chiusura etc. , la possibilità di registrare programmi anche di 3 ore in 20 minuti, si le radio di oggi hanno sicuramente perso calore, quello che hanno in più di ieri è sicuramente l’imprenditorialità”.

Intervista di Massimo Emanuelli

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