Radio Alfa 102

RADIO ALFA 102: nasce il 20 giugno 1977, la fondano Ciro Vigorito, Antonio Di Nunno, Fancesco Pionati, Antonio Pancotto, Giuseppe Pisano, Aldo Balestra, Salvatore Biazzo, Nicola Cecere (poi alla Gazzetta dello Sport), Gianni Frisetti e Gigi Marzullo. Direttore artistico è Michele Acampora. Irradia i suoi programmi dai 102,00 MHz, trasmette sport e politica oltre, ovviamente alla musica degli anni ’70. Fra i programmi cult Hey J. condotto da Giannantonio Oliva. Nel 1981 Radio Alfa viene definita radio terremoto (da Paese Sera e Il Mattino) non solo perchè mette in onda la voce del terremoto del 23 novembre 1980, ma perchè racconta, senza satellite, senza telefonini, senza niente di tutto quello che oggi esiste attorno ad un’antenna, la tragica manifestazione tellurica del 23 novembre 1980.  Ricorda Michele Acampora: “dopo aver messo in ordine il cervello, il 25 novembre Radio Alfa tornò nuovamente in onda: in redazione c’eravamo io, Ciro Vigorito ed altri fedelissimi. Fungemmo da ponte radio per i soccorsi, modificando tutti i nostri programmi. Trasmettevamo musica classica, orchestrale, niente di festoso né allegro, tutto in linea con il momento drammatico che vivevamo. Questi composti brani musicali facevano da intervallo a comunicazioni ed indicazioni stradali per quanto riguardava i soccorsi, ma anche agli appelli per la ricerca di persone scomparse o irreperibili. Oltre al telefono, che era l’unico strumento utilizzabile, una grossa mano ci fu data dai radioamatori che ci recapitavano gli appelli per gli scomparsi sia da chi era in Irpinia, ma anche dall’estero. Allo stesso modo raggiungevamo i baracchini dei camion degli aiuti comunicando loro i chilometraggi e le posizioni dei paesi distrutti verso i quali si accingevano a portare soccorso. L’apporto che demmo alla logistica fu positivo, ma ricordo in maniera vivida l’opera che facemmo per la ricerca delle persone: fu molto toccante e realmente importante. Ci fu più di un caso in cui riuscimmo a mettere in contatto i terremotati con i loro parenti lontani. Uno degli episodi più significativi fu il ricongiungimento di alcuni scampati al terremoto con dei loro congiunti australiani. La programmazione no stop vide la massiccia presenza di radiogiornali: i membri della redazione rimasti ad Avellino si alternavano alla conduzione, l’emergenza fece saltare i ruoli facendoci diventare tutti cronisti d’assalto. Raccoglievamo voci, proteste, disagi. Tutto ciò non per vanagloria, ma per necessità, per un dovere sociale ed umano verso la nostra terra ed i nostri concittadini. Un vero e proprio slancio di coraggio. Personalmente portai la mia famiglia fuori regione: all’interno del palazzo di Via De Renzi nel quale abitavo rimanemmo solo io ed un’altra persona. Il sisma rovinò la mia camera: l’armadio nel quale custodivo parte dei miei dischi si ribaltò impedendomi l’accesso ed azionando l’interruttore della luce. Per oltre un mese e mezzo la mia stanza rimase illuminata ventiquattro ore su ventiquattro, un po’ come Radio Alfa. Quei giorni devastanti segnarono la collaborazione con Radio Studio 95: noi fummo fortunati, la nostra palazzina era di recente costruzione e resistette alla spallata del sisma, mentre i ragazzi di Studio 95 ebbero dei problemi. Nel gennaio del 1981 unificammo in parte le nostre trasmissioni: da una parte Radio Alfa1, dall’altra Radio Alfa2 Studio 95. La collaborazione si chiuse nel settembre dello stesso anno». Radio Alfa cessò di esistere all’inizio degli anni ’90 con l’avvento della legge Mammì.

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