Radio Black Out

RADIO BLACK OUT

Emittente di Torino, nata nell’autunno del 1992, nel momento in cui sono in pieno sviluppo l’occupazione delle case e il movimento della Pantera. Radio Black Out irradia i suoi programmi dai 105,250 mhz, il suo motto è “one station againest a nation!”, la sua prima sede è in via Sant’Anselmo 13, la frequenza 105,250 mhz. Radio Black Out si pone subito in sintonia con i centri sociali, le case occupate, i gruppi, le associazioni “antagoniste” e le realtà vicine all’estrema sinistra.  Il 10 settembre 1994 Radio Black Out realizza la diretta degli scontri di Milano in occasione della manifestazione nazionale promossa dal centro sociale Leoncavallo. Nel 1995 Radio Black Out pubblica un libro sui ricordi, i propositi e le avventure di tutti coloro che avevano fatto la radio fino a quel momento; il titolo è ASCOLTA QUESTO LIBRO, LEGGI QUESTA RADIO.

Nella seconda metà degli anni ’90 l’emittente trasferisce i propri studi in via Antinori al numero civico 3, sempre a Torino. Nella seconda metà del decennio l’emittente costituisce un contatto con lavoratori, gli studenti, l’antiproibizionismo, il transgedtismo, le nuove tecnologie, l’antipsichiatria, le altre radio di movimento ecc.  Una battaglie di Radio Black Out è quella contro la T.A.V. della Val di Susa.  Scrive Mauro Orrico che “l’emittente vuole essere un percorso collettivo di aggregazione, per un confronto continuo e di partecipazione attiva”. L’emittente organizza anche iniziative come concerti e momenti di aggregazione. Radio Black Out propone un notiziario e una rassegna stampa, spesso riceve e trasmette servizi da altre emittenti del movimento.  Con l’inizio del nuovo millennio, dopo una pausa di un paio d’anni, dopo avere aderito al circuito Radio Gap, l’emittente riprende a fare approfondimento su temi quali l’autoproduzione, la pena di morte, la manipolazione genetica, il diritto d’autore, le nuove tecnologie, l’ambiente, la guerra, gli infortuni sul lavoro, il cinema, la letteratura, l’immigrazione, il sindacalismo di base, la scuola, la psichiatria, il carcere ecc.  Radio Black Out ospita tutti i generi musicali, dal jazz al reaggae, alla musica classica medioevale, techno, hip-hop ecc. La redazione è il luogo in cui comunicare e discutere. Come tutte le radio di movimento anche Radio Black Out – scrive Mauro Orrico – ha avuto bisogno di molti, moltissimi soldi, per il pagamento dell’affitto della sede, l’affitto del terreno dove si trova il ripetitore, la corrente elettrica, il telefono (per raccogliere le corrispondenze e i servizi anche da altre città), le piccole (ma sono tante, spese di manutenzione). Radio Black Out vive senza pubblicità grazie alle iniziative che organizza e al volontariato dei redattori, dei dajays e di chi le è vicino. La principale fonte di sostentamento sono le feste organizzate sempre e ovunque, oltre alle cene e i video, le offerte piccole e grandi di individui e gruppi.  Una o due volte all’anno si compie il rituale de La Festa, che dura qualche giorno e che serve anche come base per dibattiti, mostre, presentazione di libri e dischi, teatro, concerti, distribuzioni ecc.

L’emittente è anche ascoltabile in streaming.

Il palinsesto propone un Radiogiornale, BELLO COME UNA PRIGIONE CHE BRUCIA, RADIO TITANIC, BLACK MAMBA, ATTENTI A QUEI DUE, IL TE’ DEI MATTI, RADIO KEBAB, CONFLITTI GBLOBALI, SPESSORE, WHEN U SLEEP… LITTLE BASTARDS, MORNING OUT, L’INFORMAZIONE DI BLACKOUT, CALMA E JAZZ, TIGRE VS TIGRE, METROPOLIS, RADIO VANCHIGLIA, QUEI BRAVI RAGAZZI, RISTORADIO, PAROLE RIBELLI, MARTELLO CRONICO, RESET CLUB, INTERZONA, MACHETE SOTTO CASA, UMORADIO, GOLD ONE, IENE NELLA NOTTE, HOCUS POCSU, EL RIT,MO DEL BARRIO, FINO ALL’ULTIMO RESPIRO.

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