Radio Irpinia

RADIO IRPINIAEmittente di Castello di di Calitri (Avellino) nata il 14 maggio 1976, è la seconda radio della cittĂ , irradia i suoi programmi dai 102,300 MHz., la fondano Eduardo Ferri, Vito Cerreta, Enzo Di Maio, Leonardo Cestone, Mario Rauso, Franco Rinaldi ed il sacerdote don Antonio Tenore di Bisaccia.  Viene subito costituita e registrata la testata giornalistica.  L’emittente offre un palinsesto fatto esclusivamente di programmi parlati e finestre di informazione, con edizioni complete di radiogiornali alle 14 ed alle 20, edizioni flash all’ora esatta ed alla mezz’ora e programmi di commento o interviste con personaggi della politica e della societĂ  civile locale. Trasmette con apparecchiature di fortuna spesso autocostruite.  Fra gli altri collaboratori: Maurizio Battista, Vittorio Cultrone, Salvatore Ruggio, Rino Villani, Maurizio Severino, Francesco Marzullo, Nunzio Cignarella, Giuseppe Impagliazzo, Fulvio Pergola, Lorenzo Venezia, Antonio Di Nunno, Francesco Barra, Giuliano Minichiello, Manfredi Iandolo. Nino Corazzelli, Berardino Del Cogliano, Giovanni Rinaldi, Canio Russo, Giuseppe Russo, Vincenzo e Peppino Del Re, Vito Tornillo, Vito Cestone. Tutti amici di matrice ideologica cattolico-progressista che si riconosce in “Politica Nuova”, periodico fondato nella stessa cittĂ  l’anno precedente e che si caratterizza per un attivitĂ  socio-politico-culturale intensissima e di qualitĂ .  L’emittente trasmette per 2 ore al giorno con apparecchiature di fortuna spesso autocostruite canzoni, ma anche e soprattutto notizie, approfondimenti, dibattiti su tematiche locali e nazionali d’interesse. Nel 1977 cambia sede e va in piazza della Repubblica 14 (per altri il Corso Europa) ed oltre alla Campania copre un raggio d’ascolto fino alla Puglia e la Basilicata. Come testata che coniuga informazione giornalistica, intrattenimento musicale e tanto sport trasmette ora sui 102.800 MHz per 8 ore al giorno per iniziativa degli amici: Francesco Marzullo, Nunzio Cignarella, Giuseppe Impagliazzo (direttore), Fulvio Pergola, Lorenzo Venezia, Antonio Di Nunno, Francesco Barra, Giuliano Minichiello, Manfredi Iandolo. Fra gli altri collaboratori ci sono anche: Maurizio Battista, Vittorio Cultrone, Salvatore Ruggio, Rino Villani, Maurizio  Severino, Silvio Iannuzzi, Franco Marzullo, Carlo Silvestri, Tonino Carrino, Nicola Cecere (per lo sport), Pierpaolo Marino, Gabriele Ferrante, Gigino Zappella, Gianna Frisetta, Nicola Pagano. L’emittente offre un palinsesto fatto esclusivamente di programmi parlati e finestre di informazione, con edizioni complete di radiogiornali alle 14 ed alle 20, edizioni flash all’ora esatta ed alla mezz’ora e programmi di commento o interviste con personaggi della politica e della societĂ  civile locale. Fra i collaboratori vi è anche Gigi Marzullo, studente di medicina, destinato ad una radiosa carriera come giornalista in Rai.  Dopo incerta fortuna e lo spostamento della sede in via De Sanctis con il terremoto del 1980 che distrugge anche i locali di trasmissione cambia nuovamente sede e per alcuni mesi trasmette da via Sotto il Macello poi  da un container ubicato nel Parco Berrilli vicino al Cimitero. Nicola Cecere oggi ricorda: “A Radio Irpinia non è che beccassi un soldo. Puro dilettantismo, ma divertente: all’ora della partita sentivo di avere in pugno la cittĂ . Le emozioni di migliaia di persone dipendevano dalle mie parole, dai miei racconti. Che sballo”. Eduardo Ferri fa sull’emittente, invece, un quadro piĂą dettagliato; dice: “L’idea di far nascere una Radio a Calitri venne a un gruppo di giovani nel 1976. Dovemmo vincere qualche perplessitĂ  e non poche diffidenze tra noi con ripetuti incontri che servirono come partenza per definire gli obiettivi e l’organizzazione per quell’impresa che, da subito, entusiasmò tutti. Eravamo, in realtĂ , un nutrito gruppo di persone che venivano da una esperienza religioso-culturale che si era consolidata nell’Azione Cattolica e a cui si erano aggiunte altre persone, piĂą laiche e di diversa estrazione, con cui, tuttavia, riuscimmo ben presto ad integrarci. Eravamo ben consapevoli che creare a Calitri un’emittente alternativa, chiamata Radio Irpinia, non era un gioco. Era fondamentale organizzare una seria programmazione che unisse la musica alla cultura, allo sport, alla politica locale, alle tradizioni…che si legasse, cioè, profondamente alla realtĂ  della nostra comunitĂ . Rapidamente capimmo che era necessario avere contatti e coinvolgere anche persone dei paesi vicini, soprattutto lĂ  dove giungeva la voce di Radio Irpinia. Il gruppo dei tecnici – capitanato dal compianto Mario Rauso, con Franco Rinaldi, Nardino Cestone e il giovanissimo Vito Cerreta che non ci stancheremo mai di rimpiangere e di tesserne le lodi per la sua disponibilitĂ , competenza e intelligenza – fu presto al lavoro e così Radio Irpinia cominciò, timidamente, a far sentire, per due ore al giorno, la sua voce. Fu una delle prime emittenti “libere” della Campania. Avevamo fittato una casetta, un monolocale, alla punta del Castello dove si dominavano, a 360 gradi, le valli e le alture che circondano Calitri e da dove svettava l’antenna del ripetitore che faceva giungere la nostra Radio sino in Puglia e in Basilicata. L’iniziativa riscosse subito un notevole successo: molti giovanissimi, ma anche persone adulte si appassionarono e si resero disponibili a collaborare. Radio Irpinia era una radio povera che si faceva forte della ricchezza d’inventiva e genialitĂ  dei suoi giovani collaboratori. Nascevano così programmi musicali come “Canzoni, richieste e dediche”, condotto dalla voce suadente di Giovanni Rinaldi e della sua combriccola che si occupava anche di sport, ma anche programmi culturali e di attualitĂ  come “Sfogliando i giornali”, una rassegna stampa dei quotidiani locali e nazionali, e la “Riflessione sulle letture della Messa domenicale”, in linea con il Concilio, a cura di don Antonio Tenore. Ampio spazio era riservato ai Notiziari, ai Dibattiti su argomenti di attualitĂ  e su problematiche locali con ospiti in studio, in diretta, a cui potevano partecipare, telefonando, anche gli ascoltatori. Il costo iniziale (trasmettitore, giradischi, microfoni, antenna) non superò le 800mila lire. Eravamo in quindici a dividerci le spese. Nei mesi successivi, tirammo avanti con la pubblicitĂ . Con le nuove entrate, nel 1977, comprammo un nuovo trasmettitore, piĂą potente e installammo il ripetitore a Granito, la montagna piĂą alta della zona, nel comune di Pescopagano, su un traliccio che è rimasto lĂ , abbandonato, anche dopo che Radio Irpinia cessò le trasmissioni. Dal Castello andammo in Piazza della Repubblica, nella casa di Gabriele Acocella, giĂ  rinomato negozio di stoffe. Nella nuova sede, Radio Irpinia incrementò le trasmissioni arrivando a otto ore al giorno: a piano terra c’era la redazione e si svolgevano le riunioni, mentre al piano superiore c’era la stanza da cui si trasmetteva con le relative apparecchiature e a cui si accedeva con una vecchia scala a chiocciola. Il numero dei collaboratori era progressivamente aumentato e, nel corso della settimana, si alternavano piĂą di trenta giovani ai microfoni e alla parte tecnica. I tempi per regolarizzare giuridicamente l’iniziativa della Radio e le iniziative ad essa correlate erano, dunque, maturi per cui, il 22 settembre 1977, in nove ci recammo ad Aquilonia per costituire, davanti al notaio Pasquale Scarano, l’Associazione denominata “Centro culturale e ricreativo d’impegno sociale di Calitri”. L’Associazione aveva sede in Calitri, in Piazza della Repubblica, 14, e, come recita l’art. 1 dello Statuto, “non ispira la sua azione ad alcuna ideologia partitica nĂ© persegue finalitĂ  di lucro”. I soci fondatori erano: Rinaldi Franco, Tenore Antonio, Di Maio Vincenzo, Cestone Leonardo, Rauso Mario, Fastiggi Vito, Maffucci Giuseppe, Ferri Eduardo, Malanga Mario, Del Cogliano Berardino, Martiniello Vito, De Nicola Canio, Metallo Vincenzo, Ricciardi Michele. Gli scopi e le finalitĂ  del Centro vengono definiti nell’art. 2 dello Statuto: • contribuire alla elevazione culturale, morale e sociale di quanti aspirano amigliorare la loro presenza nella societĂ ; • favorire l’incontro, il dialogo, il confronto tra coloro che credono in un sano, civile e democratico sviluppo delle relazioni sociali; • promuovere e stimolare con opportune iniziative lo studio, la ricerca e la soluzione dei problemi piĂą urgenti della societĂ  in genere e della comunitĂ  locale in particolare. Per raggiungere questi scopi, il Centro organizza, promuove e gestisce le attivitĂ  elencate all’art. 3: • dibattiti, conferenze, convegni distudio; • un’emittente libera “RADIO IRPINIA”, a diffusione locale, che modula a 102,8 MHz in FM con sede in Piazza della Repubblica, 14 – CALITRI e relativa attivitĂ  editoriale; • un giornale periodico dal titolo “POLITICANUOVA” ed eventuale attivitĂ  editoriale; • attivitĂ  ricreativo-sportive per un razionale impiego del tempo libero e per creare occasioni socializzanti. Come da Statuto, venne costituito il primo Consiglio direttivo del Centro che sarebbe rimasto in carica fino al 31 dicembre 1978: Rauso Mario, Presidente; Tenore Antonio, Vice Presidente per attivitĂ  culturali-sociali; Rinaldi Francesco, Vice Presidente per attivitĂ  ricreativo-organizzative e tecniche; Maffucci Giuseppe, Segretario; Cestone Leonardo Antonio, Cassiere Amministratore; Fastiggi Vito, Responsabile Sezione ricreativo sportiva; Ferri Eduardo, Direttore “Radio Irpinia”; Di Maio Vincenzo, Direttore del periodico “Politica Nuova”; Russo Giuseppe, Addetto stampa e propaganda. Tra le tante attivitĂ  che fiorirono intorno a Radio Irpinia, vorrei menzionarne almeno due che ancora oggi rimangono nel cuore di tanti che, in quel tempo, si sono lasciati coinvolgere: le “Feste popolari di Radio Irpinia” e l’iniziativa del disco LP “Calitri canta”, oltre alla pubblicazione del periodico “Politica Nuova”. Su vinile, 33 giri, e su cassetta furono incisi alcuni canti della tradizione calitrana col titolo “Calitri canta”. L’intento era quello disalvare non la semplice tradizione, ma la cultura nei suoi vari aspetti, di cui i canti costituiscono una delle massime espressioni. Sull’argomento ci sarebbe da parlare tanto, ma credo che questo non sia il momento. Come pure, voglio solo fare un accenno alle “Feste popolari” che nel 1978, 1979 e 1980 animarono il paese coinvolgendo centinaia di persone. Fummo antesignani di una nuova modalitĂ  di “festa” che, oggi, rimane ancora viva soprattutto tra le nuove generazioni. Il terremoto del 1980 interruppe inesorabilmente l’esperienza di Radio Irpinia, così come bloccò e cambiò tante altre cose che sarebbe interessante valutare sul piano psico-sociologico. La sede della Radio, che nel frattempo si era spostata da Piazza della Repubblica a Via de Sanctis (Strada r’pier), fu gravemente colpita dal terribile sisma. Riuscimmo a recuperare alcune apparecchiature col coraggio di alcuni di noi e l’aiuto dei Vigili del Fuoco, altre vennero distrutte, ma Radio Irpinia riuscì, comunque, a risorgere e riprese a far sentire la sua voce trasmettendo, per qualche mese da un locale in via Sotto Macello e poi da un container posizionato nel Parco Berrilli nei pressi del Cimitero. La ripresa durò poco, perchĂ© mancò la forza e l’entusiasmo per continuare da parte di tutti noi e così spegnemmo definitivamente la nostra radio”. Radio Iripinia chiude nel 1980. (Ruggero Righini).

Per ricordi e testimonianze inviate una mail a storiaradiotv@tiscali.it

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