Chiamate Roma 3131. La prima volta del telefono

E’ uscito a cura della Eri Rai LA PRIMA VOLTA AL TELEFONO. LA STORIA DEL 3131 DAL 1969 AL 1995 volume di Raffaele Vincenti. Vincenti, laureato in sociologia, è in Rai dal 1972, prima nella produzione televisiva e poi, dal 1977, presso il Centro di Produzione Radio, si è occupato della realizzazione tecnica dei programmi, è stato a RADIODUE 3131 dal 1982 al 1992, dal 2001 è alla Direzione Teche dove ha proposto e curato il PROGETTO 3131 (finalizzato al salvataggio sonoro, cartaceo e fotografico della celebre trasmissione dal quale è nata l’opera che ha una premessa di Barbara Scaramucci (direttore delle Teche Rai), una presentazione di Maurizio Costanzo, una prefazione di Franco Monteleone. LA PRIMA VOLTA DEL TELEFONO ricostruisce la storia della popolare trasmissione di Radio Rai. Tutto iniziò il 7 gennaio 1969 quando, per la prima volta, fu possibile, chiamando comodamente da casa, comporre un numero di telefono e intervenire in diretta alla radio. A dire il vero avevano iniziato a farlo qualche anno prima Radio

Montecarlo e altre emittenti straniere, ma il 3131 segna la prima volta in Rai. A dire il vero – ricorda meticolosamente l’autore vi è una preistoria con L’AMICO DEL MATTINO, programma di Franco Moccagatta nel quale personaggi del mondo artistico e culturale, variando ogni settimana, intervenivano liberamente in diretta fra i programmi della fascia oraria 8,30-12,15, per la prima volta, in una radio da sempre “registrata” si era aperto il microfono per trasmettere dal “vivo” il mai trasmesso, ossia discorsi liberi e improvvisati, e, di conseguenza, imprevisti e imprevedibili. Il personaggio, nelle sue chiacchierate, faceva riferimento sia alla trasmissione precedentemente andata in onda sia a quella seguente fungendo, in tal modo, da legame. L’AMICO DEL MATTINO iniziò il 13 novembre 1966, il primo ospite fu Ugo Gregoretti. per 777 giorni, pari a 111 settimane.
Il 7 gennaio 1969 ebbe invece inizio l’avventura del 3131 una trasmissione che, come scrive Maurizio Costanzo nella presentazione, “ha significato un’importante rivoluzione della radiofonia italiana” iniziando come fenomeno nazionale con milioni di ascoltatori per poi entrare pian piano nelle abitudini degli italiani come strumento culturale e comunicativo. Il libro racconta la vicenda, seguendo un percorso cronologico (ma anche emotivo) fatto di ricordi, curiosità, aneddoti, ritagli di giornale, pubblicazioni di figure storiche del programma e numerose interviste ai personaggi che ci hanno preso parte a vario titolo nel corso di 26 anni di storia della Rai ma anche d’Italia. A completare un libro un dvd con 30 ore di audio, fotografie e filmati.
Con questa trasmissione si inaugurò l’era del “da dove chiama?”, la sua nascita – ricorda Maurizio Costanzo – significò un’importante innovazione in quanto con questa trasmissione iniziarono anche le cosiddette “fasce”, un anno dopo il 3131 nacque BUON POMERIGGIO, poi CARA RAI, e già aveva successo ALTO GRADIMENTO, una vera rivoluzione che ha fideizzato l’ascolto, dando alla radio un’immagine comunque diversa. 3131 fu il programma di punta, veniva registrato nella Sala F di Via Asiago, le altre trasmissioni quotidiane in diretta (come BUON POMERIGGIO o CARA RAI) non furono mai “fenomeno” come il 3131. E’ vero, ci furono molte altre edizioni di questa rubrica, alcune fortunate, altre meno. Gli autori furono Luciano Rispoli, Leone Piccioni, Franco Moccagatta il primo conduttore con l’annunciatrice e poi conduttrici Federica Taddei e Gianni Boncompagni.
Il CORRIERE DELLA SERA del 7 gennaio 1969 intitolava MORANDI VINCE CANZONISSIMA CON SCENDE LA PIOGGIA/OGGI A LOS ANGELES IL PROCESSO CONTRO L’UCCISIONE DI BOB KENNEDY SIRHAN. a pagina 12 timidamente appare fra le radiotrasmissioni: “Secondo programma. Ore 10,40 Chiamate Roma 3131. Un articolo di chiamate roma 3131 aFranco Rispoli presenta la trasmissione, le telefoniste sono cinque, come le linee che controllano, come le cabina che occupano, quasi tutte studentesse universitarie, tutte giovani. La redazione è composta da tre persone: Franco Moccagatta, Federica Taddei e Gianni Boncompagni che si trova per la prima volta ad affrontare il dialogo con un pubblico non esclusivamente giovanile, Federica Taddei è al suo debutto davanti ai microfoni, in quei giorni è diventata maggiorenne e presentatrice: ha compito 21 anni il 2 novembre. Dei tre, insomma, è solo Moccagatta un vero specialista in “corrispondenza radiofonica”. Dietro di loro c’è una squadra di esperti, una sorta di enciclopedia vivente che si confonde con l’elenco telefonico, giacchè anch’essi sono raggiungibili solo per filo: psicologi, sociologi, medici, avvocati, architetti, scrittori, gli stessi programmisti della radio e della tv, e personalità di ogni genere, non esclusi gli idoli dello spettacolo. Dallo studio R8 di via Asiago Franco Moccagatta, Gianni Boncompagni e Federica Taddei con la chiamate roma 3131 bregia di Nini’ Perno aunnunciano, senza rendersene conto, l’inizio di una nuova era radiofonica. Ai telefoni Irene Bragantini, Anna Cavallaro, Sonia Traina, Simonetta Rossi, Clara Piccone, coordinate da Cristina Cornara. Assistente alla regia (o sonorizzatore come si diceva allora) Gigi Mosca. Luciano Rispoli dichiarerà in seguito che il titolo accattivante della trasmissione (l’invito a telefonare) ricalcava quello della rivista di Macario CHIAMATE ARTURO 777, dove il comico torinese vestiva i panni di un “tuttologo” che risolveva i problemi più strampalati. Collabora con CHIAMATE ROMA 3131 anche il professor Franco Antonini, esperto psicologico. Gianni Boncompagni sceglie, come musica della sigla, un brano del 1967 abbastanza sconosciuto ma che diventerà popolare come tutte le sigle dei programmi di successo: ALLIGATOR BOOGALON di Loud Donaldson.

enrico vaime anna benassi franco moccagatta

 

ENRICO VAIME, ANNA BENASSI E FRANCO MOCCAGATTA

 

La trasmissione ha un crescendo di ascolto e di partecipazione strepitoso, le centrali telefoniche del quartiere Prati e Delle Vittorie sulle quali gravano le centraline del 3131 vanno presto in affanno. Ed è subito successo per la trasmissione, le “ragazze filtro” già ad aprile non sono più part-time. Contrariamente ala consuetudine di quasi tutti i programmi Rai il 3131 non si prende nessuna pausa estiva: come si può pensare ad andare in vacanza con una trasmissione che sta avendo un successo senza precedenti e contro ogni previsione? L’estate registra il primo cambiamento ai microfoni: Federica Taddei (che nella trasmissione avrebbe dovuto portare l’inesperienza, la giovane aperta a tutte le curiosità) lascia la trasmissione, la sostituisce Anna Benassi. Ninì Perno, per i normali avvicendamenti contrattuali, dopo qualche mese lascia la regia a Cesare Gigli.
Il successo del programma è immediato, CHIAMATE ROMA 3131 è il più seguito programma con punte di ascolto che fin dai primi mesi arrivano ai 10 milioni di ascoltatori, viene riscoperta la radio che dalla metà degli anni ’60 aveva ceduto il passo alla tv. Alla terza edizione, iniziata nell’autunno 1972, si incrina il rapporto fra Moccagatta e i dirigenti Rai che gli affiancano oltre alla Benassi anche Enrico Vaime. Moccagatta accetta questi cambiamenti che gli vengono imposti anche se continua a non spiegarsi l’ostilità del suo lavoro. SETTIMANA TV del 28 febbraio 1972 annuncia che la Rai è stata citata dal popolare conduttore a comparire in Tribunale per il riconoscimento dei propri diritti di lavoratore subordinato che non viene retribuito secondo i diritti contrattuali. Il 24 luglio 1972 va in onda l’ultima puntata condotta da Franco Moccagatta.
Il libro di Viviani mette ordine cronologico anche sugli autori. Dopo l’era Moccagatta ha inizio quella di Paolo Cavallina e di Luca Liguori, l’idea viene ad Ettore Bernabei, direttore generale dal 1961. Prende corpo l’idea dello spostamento orario per permettere alla rubrica, che nelle precedenti edizioni aveva un pubblico quasi esclusivamente femminile e casalingo, di essere ascoltato da una fascia più larga di utenti, quelli che lavorano nelle fabbriche e negli uffici, quelli che insegnano e studiano. La fascia oraria prescelta, dalle 17,30 alle 19,30, è quella di modesto ascolto (200.000-300.000 utenti) seguita però da uno dei giornali radio più seguiti. Il 16 ottobre 1972 nella stessa fascia oraria che era stata di CHIAMATE ROMA 3131 prende il via una nuova trasmissione condotta da Guglielmo Zucconi e Maurizio Costanzo, DALLA VOSTRA PARTE, gli ascoltatori di questa nuova rubrica possono intervenire chiamando il numero (guarda caso!) 3131. La rivalità (professionale e personale) che si era manifestata negli anni precedenti fra Costanzo e Moccagatta si arricchisce di un altro tassello. Nella memoria di molti ascoltatori – scrive Vincenti – ma anche da personaggi da me contattati per questo libro, Maurizio Costanzo, per quella trasmissione e per quell’orario viene ricordato come uno dei conduttori del 3131. Il 27 novembre 1972 alle ore 17,35 dalla Sala F prende il via il secondo capitolo del CHIAMATE ROMA 3131, viene mantenuta la stessa sigla del ciclo precedente, la regia è sempre di Nini Perno, conducono Luca Liguori e Paolo Cavallina. Il 16 marzo 1973 va in onda il millesimo numero della trasmissione. Fra le novità anche una serie di trasferimenti: CHIAMATE MILANO 3491941 è il sottotitolo della trasmissione in trasferta a Milano. E’ il primo di una serie di esperimenti che, prima della pausa estiva, prevista per il 15 luglio, porteranno il 3131 anche a Napoli, Palermo e Trieste. A Milano Liguori e Cavallina sono ospiti al RISCHIATUTTO di Mike Bongiorno. Nel 1973 Cavallina e Liguori sono premiati col Telegatto d’Argento di Tv Sorrisi e Canzoni per la trasmissione radiofonica più popolare. Fra gli ascoltatori ci sono anche le suore di un convento di clausura, alle quali la Curia locale ha dato il permesso di ascoltare CHIAMATE ROMA 3131 e di commentarne, alla fine, i fatti e gli argomenti più interessanti.

paolo cavallina tullio grazzini

PAOLO CAVALLINA E TULLIO GRAZZINI CON IL GIOVANE ENRICO

Il 6 ottobre 1973 parte il secondo ciclo del 3131 targato Cavallina e Liguori. Questa edizione deve navigare in quel mare burrascoso del referendum sul divorzio che si tiene il 12 maggio 1974. Nell’estate 1974 Luca Liguori lascia la trasmissione per ritornare alla sua attività di giornalista, verrà sostituito da Velio Baldassarre. La terza edizione del post Moccagatta ha anche una nuova sigla: una versione moderne di MOONLIGHT SERENADE. Maurizio Verderame, spesso presente in studio, ricopre l’incarico di consulente di problemi socaili. Il 7 gennaio 1975 CHIAMATE ROMA 3131 compie sei anni. Anche in questa edizione si viaggia per l’Italia per seguire da vicino i problemi locali. Intanto si prepara il terreno che vedrà presto proliferare con le radio locali: in aprile Radio Montecarlo (nata nel 1966) inaugura un nuovo gigantesco trasmettitore in direzione del territorio italiano in modo da coprire il 70% della sua superficie. con Rhttp://www.youtube.com/watch?v=2RE7G0gFWHcadio Montecarlo ci sono Radio Capodistria, Radio Monteceneri e Radio Malta. Sono le ultime battute di questo ciclo di CHIAMATE ROMA 3131 Paolo Cavallina lascia definitivamente la radio per tornare in tv. CHIAMATE ROMA 3131 sembra aver fatto il suo tempo: mutamenti interni all’azienda e nella società impongono cambiamenti, nella primavera del 1975 viene resa operativa la legge di riforma della Rai che stabilisce principi e normative in materia di diffusione radiofonica e televisiva. Nel giugno 1975 la trasmissione viene sospesa sine die e non per motivi di basso ascolto.
In effetti qualcosa era cambiato rispetto alla prime edizioni, ad un certo punto si era sceso nel patetico, nella lacrima troppo facile, con telefonate di radioascoltatori che si sfogavano, questo tipo di trasmissione fu oggetto della parodia di Giorgio Gaber e di Ombretta Colli con PAPARADIO

Poi arrivano le radio private, tutte basate su telefonate in diretta, le dediche. Fu Gianfranco Funari il primo a fare parlare la gente a scontrarsi, a portare in radio la chiacchiera del popolo su un’emittente radiofonica locale, Radio Ambrosiana, ma questa è un’altra storia, non conosciuta ai più che ho raccontato nel capitolo del libro GIANFRANCO FUNARI IL GIORNALAIO PIU’ FAMOSO D’ITALIA nel capitolo dedicato agli esordi di Funari. Spentosi il clima pionieristico delle radio e delle tv private e lo stesso risveglio della Rai che si dovette adeguare alla private, con l’avvento dei network e del duopolio, morto anche Funari, in radio e in tv c’è oggi la voce del potere politico e non quella del popolo. Fanno eccezione le poche radio locali ancora in vita, e, in televisione, sempre a livello locale, Roberto Poletti.con le telefonate dei telespettatori non filtrate, non programmate. Ma intanto anche la tv si è adeguata alle telefonate e agli interventi strappalacrime, messi anch’essi alla berlina da Giorgio Gaber con LA STRANA FAMIGLIA.

Con il 1976 si cambia titolo del programma: SALA F, si tratta ora di aprire le linee telefoniche del 3131 chiuse da oltre un anno per motivi non chiariti, ai quali non era estranea della strumentalizzazione politica. Si trattava per di più di riaprirle in un contesto sociale fortemente caratterizzato da fermenti rivoluzionari e da problemi incandescenti: l’esigenza del lavoro femminile, la droga, l’aborto, la legge 180. Il 28 ottobre 1976 va in onda la prima trasmissione condotta da Lidia Motta. E fu subito bagarre. Il centralino della Rai, oltre al 3131, fu intasato da proteste, si accusava il programma di essere spaccafamiglie, di spingere le donne a cercare lavoro ed altro. SALA F, ulteriore svolta nella storia della trasmissione, è caratterizzata da una grande prevalenza di donne: Lidia Motta, Donatella Raffai alla regia, in redazione, fra le altre, Laura Colonnelli e Barbara Palombelli, alla conduzione Anna Vinci, Angela Buttiglione e Francoise-Marie Rizzi. Nel gennaio 1977 il primo cambio della guardia alla conduzione del programma: arrivano Francoise-Marie Rizzi e Angela Buttiglione.

francoise maria rizzi angela buttiglione

FRANCOISE MARIA RIZZI E ANGELA BUTTIGLIONE

Dopo la consueta pausa estiva parte il secondo anno di SALA F con una formula leggermente variata: accanto a Lidia Motta, in studio, si alternano settimanalmente ospiti, per lo più donne, che intervengono non a titolo di esperte, ma col compito di affiancare la conduttrice secondo le loro specifiche competenze professionali. Partono nuovi servizi e nuovi spazi come quello sulla nuova legge dell’occupazione giovanile, sulla legge inerente il regime della comunione dei beni ecc. In questo secondo anno di SALA F, che va dal 10 ottobre 1977 al 30 giugno 1978 al fianco di Lidia Motta vi è Filomena Luciani, si affacciano anche due nomi che troveremo anche negli anni seguenti, Anna Vinci e Maria Luisa Alcini; alla regia un volto che diventerà famigliare qualche anno dopo in televisione: Donatella Raffai.

filomena luciani flaminia morandi

FILOMENA LUCIANI E FLAMINIA MORANDI

Il 16 gennaio 1978 su RadioUno inizia RADIO ANCH’IO, una trasmissione che in breve tempo sarà la concorrente di SALA F. Il titolo RADIO ANCH’IO nasce dalla presenza, per tutta la durata della trasmissione di un ascoltatore che non interviene al telefono, ma è in collegamento esterno dalla sua abitazione. L’idea è mutuata dalle radio private, RADIO ANCH’IO in onda ogni giorno dalle 9 alle 11 è inizialmente condotta da Giorgio Bandini, Loris Barbieri e Paolo Modugno, si presenta come un talk-show brillante, animato, volto a coinvolgere l’opinione pubblica. Dal gennaio 1980 conduttore di RADIO ANCH’IO è Gianni Bisiach che modifica lo spirito del programma invitando ogni giorno numerosi esperti, in studio o al telefono, per rispondere a domande degli ascoltatori su temi di attualità, politica e costume.
Il 16 marzo 1978 la quotidiana puntata di SALA F viene interrotta dal giornale radio che chiede la linea interrompendo bruscamente il programma: Aldo Moro è stato rapito in via Fani e la sua scorta massacrata. Una volta data la notizia la linea torna a SALA F, con Lidia Motta quella mattina c’erano Anna Vinci ed Irene Bignardi che doveva parlare delle donne nel cinema; a quel punto non fu impossibile ignorare la drammatica realtà, era necessario far fronte alle domande del pubblico, traumatizzato, stravolto e al tempo stesso desideroso di essere rassicurato sulle sequenze di quell’evento.
Nell’estate del 1978 fanno la loro comparsa due personaggi che troveremo ai microfoni della radio negli anni successivi: Michele Mirabella e Flaminia Morandi. Mirabella doveva esordire al microfono il 6 agosto 1978 quando arriva la notizia della morte di Papa Paolo Vi che cancella tutti i programmi, per tre giorni la radio manda in onda musica classica, allora si usava così. Appena un mese e mezzo dopo (28 settembre 1978) muore Giovanni Paolo I ma non si giudica opportuno riprogrammare musica classica. Il 9 ottobre 1978 inizia il terzo anno di SALA F, ad Anna Vinci e Filomena Luciani che vengono riconfermate si affiancano Maria Caterina Jacobelli, Manuela Bartesaghi e Flaminia Morandi, la regia è di Alberto Angelini. Ma l’esperienza di SALA F si avvia alla conclusione, l’obiettivo della trasmissione era stato essenzialmente quello di promuovere, sostenere, difendere l’emancipazione femminile nei suoi aspetti più giustificati e comprensibili. Il successo è stato crescente e si è misurato in migliaia di telefonate da ogni zona d’Italia da parte di un pubblico prevalentemente femminile, interessato a partecipare. Nel giugno 1979 viene decisa la fine di SALA F, dopo tre cicli annuali. La riforma della Rai del 1975 prima, e l’avvento delle radio private, poi, hanno cambiato le modalità delle rilevazioni dell’ascolto delle trasmissioni: le indagini non vengono più svolte sui programmi ma sulla fascia oraria. Compaiono spesso nelle tabelle i raffronti fra le tre reti di Radio Rai e le emittenti private. SALA F ha ormai fatto il suo tempo, ora occorre rivolgersi a un pubblico più vasto, trovare una formula aperta ai problemi di ogni individuo, un 3131 aperto alle tematiche sociali senza distinzioni di sesso. Corrado Guerzoni, diventato direttore della radio, vuole prolungare il rapporto fra radio e ascoltatore e decide che il nuovo ciclo, quello dell’edizione 1979/1980 debba avere un nuovo titolo, RADIODUE 3131 e ben due edizioni giornaliere: una mattutina (9,30/12,30) ed una pomeridiana (15/16,30) al microfono Marco Ferrandi, giornalista appassionato di musica, già conduttore della trasmissione serale 21 E 29, la regia è di Paolo Leone. L’edizione del mattino ritorna alla durata di due ore che aveva nelle edizioni di Moccagatta e Cavallina, la regia è affidata a Luigi Tani, quindi a Michele Mirabella, infine a Vittorio Melloni, l’edizione pomeridiana è condotta da Flaminia Morandi, ma la prima stagione di RADIODUE 3131 è un pò in sordina. La trasmissione si apre a collegamenti esterni, grande successo per l’edizione della notte condotta da Ivano Balduini, parte lo Studio Mobile (un pulmino in giro per l’Italia) affidato all’estro di Gianluca Nicoletti. Dopo la consueta pausa estiva riempita da LA LUNA SUL TRENO di Michele Mirabella, nell’autunno 1980 parte la nuova squadra del 3131, il 29 settembre 1980 viene tentato un esperimento, un’anteprima condotta da Anna Benassi, colei che dieci anni prima affiancava Franco Moccagatta. Questo esperimento, sia per Lidia Motta, che per Anna Benassi, si conclude dopo una settimana. Il 6 ottobre 1980 parte il nuovo ciclo di RADIODUE 3131 sempre con due edizioni. Al microfono due esordienti: Angelo Bonzanini (sociologo dell’Università di Roma) e Pieremilio Gennarini, giornalista e ora pensionato Rai (proprio colui che nel 1955 era stato incaricato di organizzare corsi di formazione per giovani che avevano il nome di Umberto Eco, Furio Colombo, Emmanuele Milano, Fabiano Fabiani e Lidia Motta). Il 24 ottobre arriva anche la quarta conduttrice: Francesca Boesch. L’impronta e il timbro di questa edizione 1980/1981 sono gli stessi dell’anno precedente: molti ospiti, temi vari, collegamenti esterni; si alternano alla regia cinque registi: Vittorio Melloni e Sandro Rossi al mattino, Luigi Tani, Maurizio Ventimiglia e Daniele Carminati il pomeriggio. L’edizione del mattino è curata da Rita Manfredi, Clemen Castellano e Dina Lipari; quella del pomeriggio da Vittoria Alfaro e Silvia Toso, è l’anno del terremoto in Irpinia. La novità dell’edizione 1981/1982 è la decisione di Corrado Guerzoni di andare al microfono da titolare in sostituzione di Flaminia Morandi.

corrado guerzoni francesco cossiga nilde iotti

CORRADO GUERZONI CON FRANCESCO COSSIGA E NILDE IOTTI

Questa nuova edizione vede la partecipazione di tanti personaggi dello spettacolo, Rita Manfredini è la curatrice del mattino, l’edizione del pomeriggio è curata ancora da Lidia Toso e Vittoria Alfaro, conduttrice ufficiale è Gabriella Lodolo. Per circa un mese, a cavallo fra gennaio e febbraio 1982, Michele Mirabella prende il posto di Corrado Guerzoni assente per un intervento chirurgico. Nel giugno 1982 si conclude un ciclo per aprirsene un altro, ben più lungo degli altri: quello del 3131 di Corrado Guerzoni. Con la stagione 1982/1983 inizia l’era Guerzoni, la più longeva, durerà fino al 1990. Il 4 ottobre 1982 è il primo giorno di trasmissione, le novità sono tante, si parte dall’orario: la trasmissione del mattino va in onda dalle 10,30 alle 12,10; uno spostamento reso necessario per evitare la concorrenza di RADIO ANCH’IO che con l’arrivo di Gianni Bisiach è diventata un’aggressiva concorrente. La trasmissione del pomeriggio, che già nella passata edizione, condotta da Gabriella Lodolo, si era sganciata dai temi del mattino e aveva assunto un tono più riflessivo, è cancellata per fare posto a un nuovo spazio serale dalle 22,50 alle 23,30 RADIODUE 3131 NOTTE curata da Clemen Castellano. L’esperienza fatta con gli attori nella precedente edizione è servita a Guerzoni per mettere a fuoco l’opportunità che a gestire i collegamenti esterni debba essere un gruppo appositamente creato. Nell’edizione 1983/1984 iniziano a comparire i politici in qualità di ospiti, RADIODUE 3131 NOTTE è condotta da Paolo Taggi. RADIODUE 3131 si collega con alcune emittenti private  Radio Kiss Kiss, Radio Tele Eolie, Radio Antenna Capri, TeleRadioCittà di Modena, Radio Maia di Merano, Radio Torre di Volterra, Radio Genova, Radio Alfa di Avellno ed altre. Si alternano alla regia Luigi Tani e Giovanni Messina. Il 10 ottobre 1984 Guerzoni festeggia, con una trasmissione speciale in collaborazione con il Gr2, i 60 anni della radio. Da ottobre a dicembre la conduzione di RADIODUE 3131 NOTTE viene affidata a Leo Antoniozzi e la regia a Mauro De Cillis. Con Guerzoni alla conduzione l’ascolto si mantiene attorno al milione di unità: nella stagione 1984/1985 si tocca il massimo del milione e duecentomila ascoltatori. Il collegamento con una radio privata apre le porte di RadioDue a Paolo Iorio. La stagione 1985/86 registra il ritorno di Gianluca Nicoletti che affianca Corrado Guerzoni e Lidia Motta. Dal 6 al 9 maggio 1986 l’edizione del mattino e quella serale propongono una serie di trasmissioni che hanno per oggetto le esperienze vissute dagli immigrati italiani, si va in onda dall’Argentina e dall’Uruguay, questi racconti ispireranno la canzone ITALIANI DI ARGENTINA di Ivano Fossati. Dal 16 gennaio, per sei mesi, ogni martedì e giovedì il 3131 NOTTE ha uno strano gemellaggio con la trasmissione televisiva ITALIA SERA di Rai1 sui problemi dell’occupazione giovanile: durante la diretta televisiva vengono proposti dei temi ai telespettatori che poi chiamano il numero 3131 per intervenire nella versione radiofonica dalle 21,30 alle 22 condotta da Tiziana Ferrario e Pietro Di Pasquale. Nella stagione 1986/1987 il 3131 trasloca, la storica Sala F deve essere rinnovata e così la trasmissione dal settembre 1986 va in onda in R7 posizionata: nel seminterrato di via Asiago che vide nascere il 3131 di Moccagatta.
La nuova programmazione televisiva che ruota intorno a UNOMATTINA (iniziato nel 1986 e condotto da Piero Badaloni ed Elisabetta Gardini) rischia di sottrarre ascoltatori alla radio. Fra i dirigenti della radio ci sono pessimismo, fatalismo, preoccupazione, ma anche fiducia, ottimismo o semplice attesa. Guerzoni propone temi come il tirannicidio, le gite scolastiche, l’equità fiscale; e ospiti come il premio Nobel Rita Levi Montalcini. Il 19 gennaio 1987 si entra nella sezione femminile di Rebibbia per ascoltare la voce delle detenute sulla maternità in carcere, all’edizione della notte inizia a collaborare Maurizio Ciampa, destinato a diventare una delle voci storiche. Ha inizio la stagione 1987/1988 con la novità dello Studio Mobile: è la radio nelle piazze, quando ancora nessuno ci aveva pensato, l’idea di Guerzoni si fa realtà nella persona di Gianluca Nicoletti che in passato aveva già realizzato collegamenti esterni con la radio macchina. La regia è di Fabrizio Falconi e di Francesco Malgaroli. Il 21 gennaio 1988 tutti i giornali parlano del 3131, si festeggia un compleanno eccezionale: va in onda la cinquemillesima trasmissione. Guerzoni vuole dimostrare tutte le potenzialità, le capacità, le professionalità di cui è capace il 3131. Nella ricorrenza, festa di una radio che si impegna al servizio della parola, del dialogo, della reciproca comprensione, Guerzoni festeggia. L’edizione notturno è condotta fino a gennaio da Maurizio Ciampa, l’Audiradio comincia a produrre i suoi primi risultati nel giugno 1988. La stagione 1988/1989 prende il via l’1 ottobre 1988, cambia la sigla che ora è CHARIOTS OF FIRE di Vangelis (celebre colonna sonora del film MOMENTI DI GLORIA). Fautore del cambiamento il nuovo regista, Paolo Restuccia, si inizia a rincorre il modello delle radio private anche nella musica e si portano i divi della televisione alla radio, si parla sempre più di Aids.

maurizio ciampa marco guzzi

MAURIZIO CIAMPA E MARCO GUZZI

Nella stagione 1989/1990 Guerzoni si avvia al suo ultimo anno di conduzione, Simona Fasulo è la regista del mattino per tre mesi, a gennaio torno Paolo Restuccia, nell’ultimo mese di trasmissione una troupe del 3131 è ad Amsterdam per una trasmissione dal museo Van Gogh. Il 29 giugno 1990 Guerzoni conduce IL TRAMONTO: è il suo saluto agli ascoltatori, è la fine di un’era, di una scuola.

simona fasulo

SIMONA FASULO

Nella stagione 1990/1991 alla conduzione c’è Simona Fasulo che aveva già condotto PRONTO ESTATE, versione estiva del programma. Nel gennaio 1991 torna come regista Paolo Restuccia, poi sarà la volta di Gianluca Nicoletti. La trasmissione propone anche una versione notturna con conduttori, a settimane alterne, Marco Guzzi e Maurizio Ciampa. Nelle stagioni 1991/1992 e 1992/1993 conducono Gianluca Nicoletti e Paolo Restuccia, la stagione 1993/1994 è quella della legge che porta l’elezione del Consiglio di Amministrazione della Rai non più su indicazione dell’esecutivo ma su indicazione dei Presidenti della Camera e del Senato. CHIAMATE ROMA 3131 è condotta da Paolo Restuccia, Silvia Toso e Francesca Lombardo, la regia è di Francesco Anzalone. In un clima di futuro incerto il 3131 si atterzza per festeggiare il suo venticinquesimo compleanno, nella trasmissione del 24 gennaio 1994 Guerzoni è ospite di Marizio Ciampa: “ho deciso di condurre il 3131 perchè temevo di fare il direttore dietro la scrivania, il direttore che diventa burocratico. Così, anche negli anni precedenti il mio debutto ufficiale come conduttore, avevo fatto delle incursioni al microfono. Dopo la morte di Moro si era manifestato il bisogno di qualcosa che mi tenesse molto occupato: il 3131. Il 28 gennaio 1994 Lidia Motta va in pensione, un’altra esponente della vecchia guardia lascia, se ne va in pensione anche Clemen Casellano, che aveva curato tutte le edizioni notturne dal 1981 una delle “figure istituzionali” del 3131. Neanche l’edizione del mattino gode di ottima salute: il suo organico rischia di essere ridotto per motivi economici, il suo futuro è continuamente messo in dubbio. Delle figure storiche è rimasta solo Rita Manfredi, il 6 marzo 1995 va in onda una puntata speciale del 3131 (dalle 20 alle 22,15) e da un luogo altrettanto insolito, Montecitorio, nasce per iniziativa di Irene Pivetti, neo presidente della Camera, SPECIALE POESIA A MONTECITORIO. L’appuntamento dell’ultima puntata del 3131 si ha il 30 giugno 1995, è l’ultima trasmissione condotta da Rita Manfredi, Marco Guzzi e Maurizio Ciampa. E così termina la storia di questa gloriosa trasmissione.

paolo restuccia gianluca nicoletti francesca pietrobelli

PAOLO RESTUCCIA, GIANLUCA NICOLETTI E FRANCESCA PIETROBELLI CON OSPITI

Chiamate Roma 3131 deve essere considerato il fatto di costume più importante dal dopoguerra ad oggi, come scriveva sul RADIOCORRIERE TV il 13 luglio 1969 Franco Antonini, psicologo, sicuramente l’esperto che meglio caratterizzò il 3131 di Franco Moccagatta. CHIAMATE ROMA 3131 ha consentito agli italiani di abituarsi a parlare, sfogarsi, a non avere paura di esprimere le proprie opinioni. Questa trasmissione – scriveva sempre Antonini – sta alla società italiana come la psicoanalisi sta alla nevrosi individuale. Con questa trasmissione è cominciata la demitizzazione della retorica, quando in Italia, ufficialmente, tutto andava bene, gli uomini erano buoni, la società era perfetta, quasi che il male non esistesse. CHIAMATE ROMA 3131 ha dato invece la misura di un mare di sofferenze, fatto di cose reali, quotidiane e cattive, come di cose buone.
Comunque, per tornare al volume di Vincenti è un libro la cui lettura consigliamo, oltre a molti aneddoti, curiosità, testimonianze e ricordi di tutti i protagonisti (davanti e dietro il microfono) vi è un’ampia rassegna stampa dei giornali dell’epoca (quotidiani e settimanali), sinergie fra la radio e la televisione, oltre che una storia d’Italia parallela alla trasmissione che viene sempre evocata.

paolo iorio

PAOLO IORIO CON UN’OSPITE

Tre anni di lavoro dell’autore e di ricerca in archivio hanno portato al racconto e alla testimonianza della trasmissione radiofonica della Rai che ha introdotto l’uso del telefono nella diretta: “ho recuperato 1000 trasmissioni – spiega Vincenti – c’è chi me ne ha date 50, chi me ne ha data una. Ho scovato i primi redattori, le scalette delle trasmissioni, i ritagli di giornale”. Ma la vera novità del libro è il cd che contiene testimonianze audio, video e fotografie. “Ho registrato i ricordi che tanti avevano su questa trasmissione fondata sul dialogo, in cui l’ascoltatore aveva quasi la stessa titolarità del conduttore. E nel cd c’è anche un documento eccezionale di Adriana Magli, ideatore del 3131”. CHIAMATE ROMA 3131 è una trasmissione che ha segnato un’epoca e il costume del Paese. CHIAMATE ROMA 3131, in venticinque anni, è diventato una specie di “archivio storico del Paese” come ha scritto Rita Manfredi.
CHIAMATE ROMA 3131 è stata la più longeva trasmissione radiofonica della Rai, e in un certo senso anche dopo la sua chiusura sono nati diversi programmi che sono una sua emanazione RADIO ZORRO con Oliviero Beha, FATTI E SENTIMENTI di Roberta Tatafiore, 3131 CHAT con Carola Silvestrelli, Nel 2001, dopo sei anni di silenzio, ci sono stati alcuni fugaci tentativi di ripristinare il 3131: nel 2001 parte 3131 COSTUME E SOCIETA’ condotto da Pierluigi Diaco, poi c’è un tentativo della sede Rai piemontese, CHIAMATE TORINO 3131 condotto da Gian Luca Favetto, poi nulla più. Sul CHIAMATE ROMA 3131 sono state assegnate tre tesi universitarie.

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